Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Intossicazione cronica conseguente all'uso massiccio e prolungato di tabacco e assuefazione alla nicotina.
La nicotina induce sia dipendenza psicologica sia farmacologica.
La sospensione del fumo genera sintomi fisici caratteristici dell'astinenza: ansia, cefalea, irritabilità, aumento dell'appetito, difficoltà di concentrazione, insonnia.
Il fumo di tabacco, oltre ai consueti componenti derivanti da combustione incompleta (fumo), contiene nicotina, un alcaloide stimolante che può illudere il fumatore di ottenere un miglioramento temporaneo della memoria, dell'umore e della velocità di riflessi. Quest'ultima è responsabile di una particolare sindrome astinenziale caratterizzata da un aumento dei livelli di ansia, stress, depressione e da peggioramento dell'umore e della memoria.
La nicotina, come tutti gli stimolanti, può anche aumentare l'ansia, la difficoltà nel riposo e i disturbi al sistema metabolico.
Il fumo di sigaretta contiene molte sostanze tossiche, le più dannose delle quali sono il monossido di carbonio, il catrame, le sostanze irritanti e la nicotina. Il tabagismo è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare; infarto miocardico, infarto cerebrale, arteriopatie. È responsabile del 30% dei tumori; le sedi colpite sono bronchi, cavità orale, faringe, laringe e vescica. È all'origine di molte infezioni respiratorie acute e croniche, bronco-pneumopatie croniche ostruttive, enfisema polmonare.
Detta anche tabe atassospastica o taboatassia paraplegica, consiste in una rara associazione morbosa di tabe dorsale con paraplegia spastica provocata da sclerosi primitiva dei fasci piramidali (paralisi spinale spastica o malattia di Erb-Charcot).
Malattia del midollo spinale che consegue all'infezione sifilitica, dopo un intervallo di 5-15 anni, rappresentandone una delle manifestazioni più importanti del periodo terziario. Relativamente più frequente negli uomini che nelle donne. La malattia produce lesioni infiammatorie nei nervi radicolari (nevrite radicolare trasversa), provocando la distruzione progressiva delle radici posteriori e la sclerosi dei cordoni posteriori. La sintomatologia è estremamente varia:
- prevalgono gravi disturbi della coordinazione dei movimenti generalizzati oppure circoscritti agli arti inferiori e al tronco, più raramente ai soli arti superiori, alla lingua, alla faccia, secondo la localizzazione e l'estensione del processo; è presente una particolare forma di dissociazione sensitiva, caratterizzata da diminuzione o abolizione della sensibilità profonda e tattile, con conservazione di quella termica e dolorifica (dissociazione tabetica).
Sono presenti anche le parestesie, i dolori ad accessi e le crisi viscerali gastriche, laringee, cardiache, intestinali, diaframmatiche, epatiche ecc.
I disturbi trofici più comuni sono: le artropatie del ginocchio e dell'anca; l'osteite rarefacente; il male perforante plantare (ulcerazione torpida tendente ad approfondirsi); le paralisi e paresi, soprattutto dei nervi oculomotori e della laringe; la rigidità pupillare (la scomparsa del riflesso della luce, con persistenza di quello dell'accomodazione, costituisce il segno di Argyll-Robertson, tipico della tabe dorsale); le arteriopatie obliteranti con sede elettiva agli arti inferiori.
Nella grande maggioranza dei casi la diagnosi si basa sulla positività della reazione di Wassermann praticata sul liquido cerebrospinale.
La malattia ha un decorso cronico in tre stadi: nevralgico, che comprende il periodo dei dolorosi fenomeni di irritazione sensitiva; atassico, caratterizzato dall'incoordinazione, dall'ipotonia, dalle paresi dei nervi cranici; paraplegico, con atassia estrema degli arti inferiori, che costringe il malato a letto.
Tubercolosi intestinale colpisce i vasi linfatici e le linfoghiandole mesenteriche e retroperitoneali. La sindrome è caratterizzata da un progressivo e notevole dimagrimento, febbre, anemia, tumefazione palpabile delle ghiandole linfatiche mesenteriche, diarrea cronica con steatorrea.
La terapia si basa su antibiotici e chemioterapici antitubercolari.
Detta anche amaurotica. Forma clinica della tabe dorsale, caratterizzata da un’atrofia dei nervi ottici, rapidamente progressiva fino alla cecità, e da atassia di lieve entità. Talora l’instaurarsi dell’amaurosi si accompagna a una regressione dell’atassia.
Forma clinica della tabe dorsale, caratterizzata dalla presenza di numerose fratture ossee patologiche poco o nulla dolenti.
Sindrome caratterizzata da atrofia e disgregazione di un tessuto o di un organo.
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