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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 16/01/2014 @ 17:45:30, in Lettera R, visto n. 673 volte)
Olio che proviene dalla spremitura dei semi di Ricinus communis, che, depurato della parte velenosa costituita dalle fitotossine ricina e ricinina (che provocano, se ingerite, un'intossicazione molto grave con gastroenterite emorragica, nefrite, anemia emolitica, steatosi epatica), viene utilizzato come moderato lassativo, dal momento che inibisce l'assorbimento di liquidi e di sodio (funzione antiassorbente) e favorisce la secrezione di liquidi nell'intestino crasso (azione secretagoga) rendendo le feci liquide.
 
Di riccardo (del 16/01/2014 @ 17:47:17, in Lettera R, visto n. 703 volte)
Piccolo microrganismo coccoide o coccobacillare, dalle dimensioni poco maggiori dei grandi virus; è caratterizzato da uno forte polimorfismo e può presentarsi in forme isolate o in brevi catenelle. Altra caratteristica fondamentaledelle rickettsie è quella di vivere nell'intestino di artropodi ematofagi, per i quali generalmente non sono patogene; la specie umana e altri animali possono invece ammalarsi in seguito alla puntura degli insetti vettori come ad esempio le zecche), che costituiscono il serbatoio naturale della malattia. La loro posizione tassonomica non è ancora certa, in quanto la loro incapacità di crescere su terreni acellulari e le loro dimensioni le rendono affini ai virus; mentre la divisione per fissione binaria, la non filtrabilità, il possesso di un piccolo corredo enzimatico, la sensibilità ad alcuni antibiotici, la presenza della parete cellulare e di ambedue gli acidi nucleici le rendono classificabili come batteri.
 
Di riccardo (del 16/01/2014 @ 17:49:36, in Lettera R, visto n. 766 volte)
Gruppo di malattie infettive causate da microrganismi parassiti apparteneneti alla famiglia delle Rickettsiae. Le malattie provocate da questi microrganismi sono molte, alcune di esse però sono strettamente limitate a determinate zone geografiche. Si possono dividere in tre gruppi: gruppo delle febbri esantematiche; gruppo delle febbri tifoidi; altre varietà. Sono tutte caratterizzate da interessamento polmonare. Le più frequenti sono le febbri tifoidi (causate da Rickettsia prowazekii), la febbre Q (R. burnetii) e la febbre delle trincee (R. quintana). La diagnosi viene effettuata mediante test sierologici dei quali il più noto è la reazione di Weil-Felix. La terapia si basa sull'uso di antibiotici (tetraciclina, cloramfenicolo e fluorochinoloni).
 
Di riccardo (del 16/01/2014 @ 17:51:16, in Lettera R, visto n. 694 volte)
Detto di febbre o malattia caratterizzata da comparsa periodica, dopo periodi di normalità.
 
Di riccardo (del 16/01/2014 @ 17:53:02, in Lettera R, visto n. 713 volte)
Nervo laringeo inferiore, che dal torace risale fino a raggiungere la laringe.
 
Di riccardo (del 16/01/2014 @ 17:53:45, in Lettera R, visto n. 753 volte)
Farmaci in grado di migliorare le condizioni generali dell'organismo stanco e debilitato. In realtà la terapia ricostituente dovrebbe mirare a curare le cause che hanno determinato la debilitazione organica e funzionale. Si parla pertanto di terapia antianemica, quando si assumono ferro o vitamina B12; di terapia antidecalcificante, quando si utilizzano calcio e fosforo nel rallentato sviluppo scheletrico. Si impiegano le vitamine (la cui somministrazione, peraltro, risulta efficace solo quando sia riscontrata una effettiva carenza), gli oligoelementi e molte altre sostanze, che in alcuni casi possono dare anche un vantaggio immediato; ma, perché vi sia una reale e duratura efficacia, è necessario ricercare la causa o le cause che hanno generato un'insufficienza organica, in modo da individuare il ricostituente più idoneo.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 17:14:44, in Lettera R, visto n. 1352 volte)
La ricotta non è un vero e proprio formaggio (che si ottiene per stagionatura dalla cagliata), perché viene ottenuta lavorando il siero di latte che si libera dalla cagliata; va dunque più correttamente considerata un latticino. Sono in commercio ricotte prodotte da latte di pecora, vacca, bufala e capra. Il termine ricotta deriva dal latino recoctus, che indica la ricottura del siero dopo la produzione del formaggio. Il siero migliore è quello intero non scremato. Durante la fase di riscaldamento del siero viene aggiunta una sostanza acidificante (l’acido lattico); il siero viene poi costantemente agitato, finché compare sulla sua superficie una fioritura bianca. Si attende quindi l’affioramento della massa solidificata che viene poi lasciata riposare. Per produrre la cosiddetta ricotta dolce si procede all’aggiunta di latte al siero prima del riscaldamento, mentre la ricotta salata (solitamente quella di pecora) si ottiene cospargendo le forme di sale secco. Le ricotte disponibili in commercio sono molte e diverse. Quella sarda fresca ha forma cilindrica, quella salata può essere grattugiata. La ricotta calabrese viene prodotta anche in Sicilia e si ottiene da latte di capra o di pecora. La ricotta romana ha forma a tronco di cono e pasta solida e asciutta. La ricotta toscana è magra, con gusto asciutto e delicato. Ci sono poi molte altre varietà di ricotta che vengono trattate con spezie o altri ingredienti: la schianta pugliese prevede l’aggiunta di sale e peperoncino piccante; la calabra condita viene essiccata in forno e insaporita con il peperoncino; l’infornata siciliana fresca viene salata e cosparsa di pepe nero macinato. La ricotta fresca va consumata subito dopo l’acquisto. Può essere utilizzata per la preparazione di dolci (famosi i cannoli siciliani) ma anche di pietanze, come i tortelloni di magro o le torte di verdura.È un cibo che deve esser presente in ogni regime alimentare (sostituendo per esempio la troppo apprezzata mozzarella) perché consente di abbinare il gusto di un buon formaggio (tipico dei formaggi stagionati) a un contenuto calorico molto basso (tipico dei formaggi light). È però un cibo dinamico, il cui contenuto nutrizionale può variare dalle 130 alle 240 kcal/100 g. Le ricotte delle marche più conosciute hanno un intervallo di variabilità meno accentuato (135-170 kcal/100 g). INFO AL. – CIBO DINAMICO - Carboidrati: 0,6; proteine: 12; grassi: 10,4; acqua: 75; calorie: 144.
 
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