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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 13/01/2014 @ 13:37:18, in Lettera R, visto n. 646 volte)
Riattaccamento, attraverso intervento chirurgico, di una parte totalmente recisa dall'organismo,come ad esempio di una mano troncata, di un arto. Il problema che si offre al chirurgo è innanzitutto quello del riallacciamento vascolare, specie delle arterie che convogliano il sangue alla periferia; poi va assicurato il deflusso di ritorno del sangue, con ricostruzione delle vene; terzo elemento fondamentale è la ricostruzione dell'integrità dei tronchi nervosi: l'innervazione infatti porta non solo stimoli di movimento e terminazioni sensitive ma anche stimoli trofici, cioè di nutrimento, senza i quali si presenterebbe un'atrofia dei tessuti riattaccati. Problemi secondari per la sopravvivenza della parte, ma comunque di fondamentale importanza per il recupero del suo uso, sono la ricostruzione dell'apparato di sostegno (combaciamento dei monconi ossei o delle articolazioni), quella della possibilità di movimento (sutura di muscoli e tendini) e quella della copertura del campo operatorio con un tessuto di protezione (sutura della cute o copertura con lembi cutanei prelevati in altre parti dell'organismo stesso). Di conseguenza, il reimpianto ha buone probabilità di successo solo per lesioni nette, tipicamente da taglio, e recenti, avvenute da non oltre mezz'ora e solo raramente di più, quanto più l'amputazione si trova lontana dall'estremità.
 
Di riccardo (del 13/01/2014 @ 13:51:02, in Lettera R, visto n. 659 volte)
Processo infettivo che si presenta in un soggetto che ha già superato la stessa malattia infettiva. Accade quando l'immunità acquisita nella prima infezione non è protettiva, oppure perché esistono diversi ceppi dello stesso microrganismo (come ad esempio l'influenza) o perché l'immunità acquisita non basta a proteggere dalla malattia qualora il parassita sia un organismo complesso.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 09/02/2011 @ 16:00:49, in Lettera R, visto n. 1173 volte)
Forma di artrite cronica che insorge in seguito ad un processo infettivo a carico dell'uretra o della cervice uterina, o dopo una dissenteria epidemica. La malattia può essere complicata da disturbi agli occhi, alla cute e alle mucose. Colpisce in genere le articolazioni delle ginocchia e delle caviglie. La terapia è a base di antibiotici per curare l'infezione, antinfiammatori non steroidei, iniezioni intrarticolari di cortisonici e fisioterapia.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 09/02/2011 @ 16:04:01, in Lettera R, visto n. 880 volte)
Il fattore di rilascio è una sostanza prodotta dall'ipotalamo che stimola specificatamente la secrezione da parte dell'adenoipofisi dell'ormone corrispondente.
 
REM
Di Dr.ssa Maglioni (del 09/02/2011 @ 16:15:36, in Lettera R, visto n. 819 volte)
Sigla che sta per Rapid Eye Movements (movimenti rapidi degli occhi). Indica una fase del sonno, caratterizzata da movimenti rapidi in varie direzioni dei globi oculari. Questo periodo del sonno è detto anche "sonno paradosso" e si alterna a cicli di sonno non-REM durante la notte, la fase REM si verifica normalmente 4 o 5 volte per notte ed è la fase in cui si sviluppa l'attività onirica. Il tracciato elettroencefalografico del sonno REM è molto simile a quello del soggetto sveglio. Questa fase è anche caratterizzata da irregolarità del ritmo cardiaco e del ritmo respiratorio.
 
Di riccardo (del 13/01/2014 @ 13:53:52, in Lettera R, visto n. 544 volte)
Sigla di röntgen equivalent man, ossia unità di misura del danno biologico provocato dalle radiazioni ionizzanti; ufficialmente sostituito dal Sievert (Sv), che equivale a 100 rem.
 
Di riccardo (del 13/01/2014 @ 13:56:25, in Lettera R, visto n. 631 volte)
In patologia, rappresenta la diminuzione della gravità dei sintomi tipici di una malattia o l'intervallo compreso fra due accessi febbrili, durante il quale la temperatura scende a valori subfebbrili o di assenza di febbre, come ad esempio nelle febbri intermittenti.
 
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