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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 14:26:08, in Lettera P, visto n. 1174 volte)
La psoriasi è una delle dermatiti croniche più comuni al mondo. Si manifesta con bolle e placche eritematose ricoperte di scaglie argentee o opalescenti. Il termine “psoriasi” sta ad indicare una “condizione pruriginosa”, che tuttavia non sempre è presente in chi ne è affetto. In altri casi, però, il prurito è talmente insopportabile che i pazienti si procurano un lichen simplex cronico, ovvero una dermatite causata appunto soltanto dal grattamento. La psoriasi si localizza nella maggior parte dei casi nel cranio, nelle zone di estensione di gomito e ginocchio e nella zona lombo-sacrale. La terapia per la psoriasi va necessariamente personalizzata. Le sostanze più utilizzate sono la vaselina, cortisonici e agenti riduttori come catrame e ditranolo, agenti cheratolitici come acido salicilico e analoghi della vitamina D.
 
Di dermatologia (del 27/08/2010 @ 11:21:21, in Lettera P, visto n. 1822 volte)
L'indice PASI (Psoriasis Area and Severity Index) è uno strumento utilizzato in dermatologia per valutare estensione e gravità delle manifestazioni cliniche della psoriasi. Esso si esprime mediante un punteggio (score) che può variare da un valore minimo di 0 (assenza di psoriasi) ad un valore massimo di 72 (psoriasi diffusa).
 
Di salute (del 11/04/2021 @ 09:25:28, in Lettera P, visto n. 167 volte)
La pubalgia è una tendinopatia (o tendinite), cioè un’infiammazione del punto in cui il muscolo si attacca all’osso. In questo caso specifico stiamo parlando dei muscoli adduttori, dello psoas e del retto dell’addome.
Il 70-80% dei casi è causato dagli adduttori.
E’ causata da due potenziali cause: il sovraccarico diretto e il sovraccarico indiretto. Il sovraccarico diretto colpisce più facilmente gli sportivi e avviene nel momento in cui i muscoli vengono sollecitati oltre la loro capacità di sostenere lo sforzo. Ciò può verificarsi a causa di allenamenti troppo intensi, allenamenti non ben organizzati o scarso recupero tra un esercizio e l’altro.
In alcuni casi, le sollecitazioni alla zona sono state così forti che il problema non è più circoscritto soltanto ai tendini, ma coinvolge il tessuto osseo, in questo caso il pube. Una risonanza accerterà se è presente un edema osseo della sinfisi pubica.
Il sovraccarico indiretto invece può riguardare chiunque ed causto quando adduttori, psoas ed il retto dell’addome non lavorano più in equilibrio e causano dolore. Quest’ultimi due sono fondamentali per di bacino e la colonna vertebrale e possono dare problemi senza svolgere una particolare attività sportiva.

Il dolore che la persona avverte è situato nell’inguine, nel pube/ basso ventre a volte perfino nei testicoli. Il medico deve escludere se si tratti di problematiche dell’anca, principalmente l’artrosi e la lesione del labbro acetabolare, che possono dare sintomi simili alla pubalgia. Anche l’ernia può dare dei sintomi comparabili.

Come tutti i problemi tendinei, la pubalgia è caratterizzata da una prima fase “acuta”, che dura dai 15 ai 20-25 giorni. In questa fase il dolore può essere intenso e manifestarsi anche nelle azioni quotidiane, come salire sull’auto o tossire. E’ necessario riposo, 20 minuti di applicazione di ghiaccio per 2-3 volte al giorno, pomate anti infiammatorie.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 25/10/2013 @ 11:50:26, in Lettera P, visto n. 729 volte)
Sopraggiungere delle mestruazioni in bambine di soli 8 anni. Alcune donne hanno il loro primo ciclo nella tarda adolescenza, che è il periodo dell'accrescimento della statura. L'ultimo periodo, la menopausa, solitamente sopraggiunge tra i 45 e i 55 anni. Variazioni di questo schema necessitano di cure mediche. L'amenorrea si riferisce alla prolungata assenza del mestruo durante il periodo fertile di una donna per ragioni diverse dalla gravidanza. Per esempio, le donne con pochissimo grasso corporeo, come le atlete, potrebbero cessare di mestruare. La presenza di mestruazioni non prova che l'ovulazione abbia avuto luogo: le donne che non ovulano possono avere cicli mestruali. Questi cicli anovulari tendono ad avvenire con minore regolarità e mostrano una maggiore variazione nella lunghezza del ciclo. Inoltre, l'assenza delle mestruazioni non prova che la fertilizzazione sia avvenuta poiché la mancata produzione dell'ormone in donne non incinte può sopprimere in certe occasioni il flusso mestruale.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 23/01/2014 @ 10:39:20, in Lettera P, visto n. 709 volte)
La luce pulsata, tecnologia che deriva dal laser, basa la propria efficacia sulla conversione della luce in energia termica che consente attraverso la determinazione della lunghezza d’onda in modo da andare ad agire su peli superflui, discromie, lesioni capillari e rughe, denaturandoli. Sostanzialmente, la luce pulsata è costituita da un accumulatore energetico e una speciale lampada allo xeno e di un'apposita ottica, in grado di generare un fascio di luce molto intenso che illumina attraverso brevissimi impulsi la zona da trattare. Comunemente viene utilizzata per praticare trattamenti di foto depilazione e foto ringiovamento. In definitiva, ad esempio, nel caso della foto epilazione, l’applicazione della luce pulsata determina il riscaldamento della melanina pilifera e la conseguente degenerazione del follicolo che viene denaturato in maniera permanente riducendone così la ricrescita. L’efficacia del trattamento è direttamente proporzionale alla quantità di pigmento (melatonina) presente nel pelo (con una percentuale variabile che va dal 75 al 95%)per tale motivo l’azione della luce pulsata è scarsa su quelli privi di melatonina (peli bianchi e biondi). Generalmente l’eliminazione dei peli superflui prevede dalle 4 alle otto sedute con una cadenza di circa 25-35 giorni. Il costo varia in funzione della zona da trattare e alla densità di peli da eliminare e oscilla tra i 50 a 500 euro. A onor del vero riportiamo che l'unico metodo di efficacia provata clinicamente al 100% è l'elettrolisi. I laser e trattamenti a Luce Pulsata (IPL) sono riusciti a ottenere una riduzione permanente dei peli superflui. Con la luce pulsata è possibile trattare, anche, la cute del viso e del corpo come nel caso invece di lesioni vascolari o couperose dove l’energia luminosa viene focalizzata sulle lesioni pigmentate della cute e gradualmente tenderanno a scomparire. È possibile ottenere un foto ringiovamento andando a stimolare i fibroblasti del derma e quindi la produzione di collagene e dell’elastina andando così a ridurre le rughe. Il trattamento a luce pulsata può anche essere utile per la cura di acne e smagliature. Il costo di un singolo trattamento di fotoringiovanimento IPL cade di solito tra € 300 e € 550 e dipende dalla zona del corpo da trattare (ad esempio un IPL al viso potrebbe essere più costoso di uno sul collo) e dalla zona del paese in cui viene eseguito. Il vantaggio di questo tipo di tecnologia rispetto al laser sta nel fatto che esso non è doloroso, consente di trattare aree più ampie, con maggiore sicurezza, versatilità e velocità di esecuzione. Inoltre, questa tecnica non è aggressiva come il resurfacing ablativo, in cui sia il derma sia l'epidermide sono feriti producendo un arrossamento evidente. Veniamo alle controindicazioni. Esse sono principalmente legate alla gravidanza, ferite aperte, cancro della pelle o cicatrici molto pronunciate. A volte le cellule del pigmento (melanociti) possono essere danneggiate in modo non permanente lasciando macchie più scure o più pallide della pelle, chiazze bianche, possono anche verificarsi contusioni (colpiscono il 10% dei pazienti) e la perdita dei peli anche nei trattamenti che non sono di epilazione.
 
Di salute (del 27/01/2010 @ 09:07:26, in Lettera P, visto n. 41693 volte)
Gli interventi chirurgici ed alcuni traumi generano una ferita che viene cucita per facilitare il processo d'accostamento e di fissazione dei loro margini adoperando particolari materiali, tra cui fili di seta o di fibre prodotte artificialmente e tessuti organici (cioè ricavati da organismi viventi). Quest'operazione si chiama sutura. Praticamente, il medico "rammenda" la ferita utilizzando questi materiali, come se stesse ricucendo un pezzo di stoffa strappato (è per questo motivo che comunemente si dice che il paziente "ha avuto dei punti"). Tra i materiali utilizzabili solo i tessuti organici vengono riassorbiti. Gli altri devono essere rimossi in un momento successivo. E' meglio evitare di bagnare i punti. Se dovesse essere assolutamente necessario lavarsi proteggere la zona interessata con una garza (meglio sterile) coperta con della particolari placche, che trovi in farmacia, che si chiamano opsite o tegaderm (a seconda della marca). Sono fatte apposta per coprire le ferite sotto la doccia.
Lo stesso medico che esegue la sutura indicherà al paziente quando recarsi all'ambulatorio per la rimozione dei punti. Ciò sarà stabilito in base alla tecnica e alla modalità d'esecuzione della sutura, a sua volta dipendente dalla struttura anatomica interessata (pelle, tendini, muscoli, ecc.). I punti vanno rimossi perché la loro persistenza potrebbe creare infezione.

TECNICA DI RIMOZIONE DEI PUNTI
Si usa la tecnica sterile
1.Pulire l'area con un antisettico (clorexidina o betadine)
2.Prendere un'estremità della sutura con pinza anatomica
3.Tagliare il filo da un lato vicino alla cute
4.Tirare delicatamente il filo verso l'altra parte
I punti vanno rimossi dopo un perido di tempo variabilesecondo la zona curata
SUPERFICIE ESTENSORIA …………..10-14 gg
SUPERFICIE FLESSORIA …………...…..5-7 gg
VOLTO………………………………....….3-7 gg
CUOIO CAPELLUTO……………….…...8-15 gg
AREA SCAPOLARE…………………...10-14 gg
DORSO…………………………...……....7-14 gg
 
Di medicina (del 29/06/2007 @ 12:10:30, in Lettera P, visto n. 1635 volte)
All'interno della vagina. A un terzo della sua profondità, sulla parete superiore (dietro l'osso pubico). Nella zona attraversata dall'uretra (il canalino dal quale esce la pipì). Lì c'è una zona che, se opportunamente toccata, si gonfia proprio come la clitoride. In effetti si tratta dello stesso tipo di tessuto. Molti libri parlano del punto G e lo indicano. La cosa fondamentale però non viene detta. Il punto G si trova leggermente in profondità (e non sulla superficie). È necessario perciò premere leggermente per procurare il piacere. Inoltre il punto G non reagisce immediatamente quindi va stimolato per un po' prima che possa dare tutto il piacere di cui capace. Un modo semplice per individuarlo è quello di inserire due dita al'interno. Il palmo della mano deve essere rivolto verso la clitoride. In questo modo vi troverete, tra i polpastrelli delle due dita, un leggero rigonfiamento che finisce con una lieve depressione. Il punto G si trova a circa un centimetro di profondità proprio verso la fine del rigonfiamento. Comunque spiegarlo a parole è più complicato che arrivarci in pratica. A una donna è sufficiente toccarsi per un po' dentro per trovare il Punto Giusto. Poi sarà semplice insegnare a lui come fare. Un uomo invece dovrà sempre chiedere alla donna come le piace essere toccata perché ognuna ha gusti diversi e la localizzazione può variare, di poco, da fanciulla a fanciulla. Alcune donne preferiscono un tocco più forte, altre più lieve. Si tratta comunque di spingere un poco ma senza esagerare. Se il tocco è troppo forte, ovviamente, può diventare fastidioso o addirittura doloroso.
 
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