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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di salute (del 25/06/2007 @ 11:49:50, in Lettera P, visto n. 18178 volte)
Che cosa sono i pidocchi del cuoio capelluto? I pidocchi del capillizio (pediculus capitis) sono dei piccoli insetti parassiti che si sono adattati a vivere principalmente sui capelli dell’uomo. Si nutrono di sangue una o più volte al giorno e non possono sopravvivere più di 1-3 giorni al di fuori dell’ospite. Non sono in grado di volare o saltare e pertanto non si allontanano dal loro habitat naturale. Come faccio a sapere se mio figlio ha i pidocchi? Difficilmente si trovano i pidocchi. La diagnosi si basa sulla scoperta delle lendini, che sono le uova deposte dalla femmina. Si debbono ricercare soprattutto nelle regioni retroauricolare e occipitale. Un metodo pratico, specie nel caso di capelli lunghi, è il seguente: 1. Applicare un balsamo per capelli su capello asciutto in modo da coprire ogni capello dalla radice fino alla punta. 2. Inizialmente usare un normale pettine per sbrogliare eventuali capelli ingarbugliati. 3. Subito dopo usare un pettine a denti fini, partendo dalla radice fino alla punta del capello. 4. Togliere il balsamo dal pettine usando una velina di carta, controllando se vi siano pidocchi e uova. 5. Ripetere la pettinata per ogni parte della testa almeno 5 volte. 6. Controllare se sul pettine vi siano pidocchi o lendini. Come faccio a distinguere le lendini dalla forfora? Se sospetto che su di un capello sia attaccata una lendine, lo faccio scorrere tra le dita: la forfora viene via, la lendine no perché è cementata al pelo da una resina prodotta dal pidocchio. Da chi li ha presi mio figlio? Per diretto contatto testa-testa con i capelli di persona infestata. Il contagio è prevalentemente interumano (ambito familiare o comunità affollate); la trasmissione della malattia tramite spazzole per capelli o pettini è meno frequente. Come si manifestano? Il prurito è il sintomo soggettivo che porta alla scoperta della pediculosi. Dapprima localizzato al cuoio capelluto, tende poi a diffondersi alla nuca ed alla parte alta del dorso. Non è indicativo dell’inizio dell’infestazione in quanto esso rappresenta un fenomeno reattivo di natura allergica al pidocchio e quindi non è presente nelle prime settimane di malattia. Come faccio a sapere da quanto è presente la pediculosi? Le lendini vengono deposte alla base dei capelli. Sapendo che il capello cresce 0.3-0.4 mm al giorno, misurando la distanza della lendine dalla cute del cuoio capelluto ottengo la risposta. Se per esempio una lendine si trova ad un cm di distanza, essa è stata deposta circa 25 giorni prima. Sapendo peraltro che la schiusa delle uova avviene in genere dopo 7-10 giorni dalla deposizione, viene di conseguenza che lendini che distano più di 1.2 cm dal cuoio capelluto possono ritenersi disabitate. C’è pericolo di epidemia? Benché la pediculosi del cuoio capelluto sia trasmissibile, il loro potenziale di indurre una epidemia è minimo e sicuramente inferiore a quello proprio di una forma virale quale un raffreddore o l’influenza. Mio figlio ha i pidocchi. Io no. Devo fare qualche trattamento per prevenire l’infestazione? No, benché chiunque viva con una persona affetta da pediculosi possa prendere i pidocchi. E’ importante il controllo dei capelli ogni 2-3 giorni e sottoporsi al trattamento solo se si scoprono parassiti o lendini. Ho un gattino. Deve essere trattato per i pidocchi? No. I pidocchi del cuoio capelluto non vivono sugli animali domestici. Come debbo comportarmi in casa, visto che mio figlio ha i pidocchi? I pidocchi non sopravvivono a lungo lontano dall’uomo. Per evitare reinfestazioni seguire queste regole: 1. Per eliminare pidocchi e uova, lavare in lavatrice tutti gli indumenti lavabili (ricordarsi i pigiami), le lenzuola e le federe che le persone infestate hanno toccato nei due giorni precedenti il trattamento. Usare il ciclo ad acqua calda (130°F), e stirare col ferro a vapore. 2. Usare il lavaggio a secco per ciò che non può essere lavato (cappotti, berretti, sciarpe, ecc.). 3. I vestiti, gli animali di peluche, ecc. che non possono essere lavati in lavatrice o a secco devono essere messi in un sacco di plastica, da riaprirsi dopo due settimane. 4. Pettini e spazzole devono essere lasciati in una soluzione di shampoo antiparassitario per un’ora oppure lavati con sapone e acqua calda (130°F). 5. Sui pavimenti, i mobili, in automobile passare l’aspiratore. Come prevenire le reinfestazioni? Poiché la trasmissione dei pidocchi avviene direttamente per contatto testa-testa e indirettamente (meno frequentemente) tramite vestiti contaminati od oggetti personali, sarà bene seguire tali consigli: • evitare contatti testa-testa durante l’attività scolastica, attività sportiva, ecc.; • non condividere con altri berretti, sciarpe, giacche, cappotti, divise sportive, nastri fermacapelli; • non condividere pettini, spazzole o asciugamani infestati; • non dormire in letti, divani, guanciali, tappeti o animali di peluche che sono stati recentemente in contatto con una persona infestata. Come curare la pediculosi del capillizio? Premessa scontata ma doverosa è che sia stata formulata correttamente la diagnosi. Bisogna ricordare inoltre che i prodotti contro i pidocchi sono insetticidi e pertanto vanno usati secondo precise modalità. I pidocchi vivono sul capello e scendono sul cuoio capelluto per nutrirsi di sangue. Pertanto i prodotti pediculocidi devono essere applicati accuratamente sui capelli e sul cuoio capelluto. Poiché le uova sono particolarmente resistenti ad alcuni trattamenti, è spesso richiesta una seconda applicazione 8-10 giorni dopo la prima per eliminare gli eventuali parassiti usciti dopo la schiusa delle lendini. Quindi procedere come segue: 1. Innanzitutto coprire gli occhi del bambino con un asciugamano durante l’applicazione del trattamento. 2. Applicare il prodotto su tutte le zone del cuoio capelluto distribuendolo bene sui capelli dalla radice alla punta. 3. Per capelli lunghi applicare il prodotto alla base dei capelli e poi usare un pettine normale per distribuire la sostanza sino alla punta dei capelli. Ripetere l’operazione finchè non se ne è ottenuta una uniforme distribuzione. 4. Lasciare la preparazione sui capelli secondo le istruzioni (di solito 20 minuti). 5. Dopo questo tempo pettinare i capelli con un pettine a denti fitti, dalla base sino alla punta asciugando ogni volta il pettine. 6. Ripetere finchè tutta la testa è stata pettinata almeno due volte e poco prodotto si può osservare sui capelli. 7. Risciacquare. Come eliminare materialmente le lendini? Usare un pettine a denti fitti immerso in acqua calda e aceto (la sostanza cementa le uova al pelo cede solo con acidi o alcali a caldo).
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 16:30:53, in Lettera P, visto n. 4326 volte)
Stato infiammatorio del parenchima, dei calici e della pelvi renale causato da un'infezione. Spesso la malattia è causata da una cistite, a sua volta provocata dall'aggressione di batteri appartenenti alla flora fecale del paziente, nella maggior parte dei casi Escherichia Coli e Proteus. I microrganismi sono tuttavia favoriti da particolari fattori anatomici e funzionali che ostacolino l'azione sterilizzante della peristalsi svolta dalle vie urinarie. Il fattore di rischio più importante è quindi l'incontinenza dello sfintere ureterale con riflusso delle urine verso il rene. La patologia ha un esordio molto rapido e i sintomi si presentano nel giro di poche ore o al massimo dopo un giorno. La pielonefrite causa un malessere generale, vomito, nausea, minzione dolorosa e dolore addominale che parte dal fianco verso la parte posteriore. A volte compare anche la febbre, e con essa brividi, anoressia, debolezza. La terapia è ovviamente antibiotica, basata in particolare sull'assunzione di chinoloni.
 
Di Admin (del 28/12/2011 @ 13:34:53, in Lettera P, visto n. 962 volte)
Definita anche "contraccettivo di emergenza", la pillola del giorno dopo esplica un'azione "antinidatoria" ovvero impedisce l'impianto dell'ovulo fecondato cioè dell'embrione a livello della parete uterina. Si tratta di un preparato ormonale, ora maggiormente utilizzato è il progestinico Levonorgestrel, che assunto a 72 ore dal rapporto sessuale a rischio, impedisce che l'ovulo fecondato e, quindi, un embrione umano, il quale si trova allo stadio di blastocisti e quindi al 5°-6° giorno dalla fecondazione, si impianti nell'utero materno a causa di un'alterazione della parete uterina, dopodichè, non avendo potuto annidarsi nell'utero materno, l'embrione viene espulso. Ovulo fecondato, embrione e feto sono stadi diversi dello sviluppo di un individuo, la cui vita ha origine già dopo la fecondazione.
La pillola del giorno dopo, in quanto contraccettivo, non va confusa con il Mifepristone, il farmaco per l'interruzione volontaria della gravidanza, noto come RU-486, dal quale si differenzia per principi attivi, tempi di assunzione e meccanismi di azione.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 01/10/2013 @ 15:52:13, in Lettera P, visto n. 676 volte)
La pillola del giorno dopo è un farmaco per la contraccezione d'emergenza. La pillola del giorno dopo dove appunto essere somministrata entro 72 ore (3 giorni) dal rapporto sessuale, agisce semplicemente bloccando l'ovulazione ma senza avere effetti sull'impianto di un eventuale embrione, per cui non è in alcun modo in grado di indurre un aborto. In alcuni casi è causa di modesti effetti collaterali come nausea, vomito, perdite ematiche, astenia, cefalea, ecc.
 
Di riccardo (del 04/02/2014 @ 18:12:01, in Lettera P, visto n. 1721 volte)
Volgarmente detta pelle d'oca, consiste nell'erezione dei peli e dei capelli dovuta dalla contrazione dei muscoli erettori dei peli in conseguenza di stimoli nervosi provocati ad esempio da un violento stato emotivo come la paura o la nostalgia, la gioia, lo stupore, l'ammirazione e l'eccitazione sessuale, il freddo. Il fenomeno della pelle d'oca si verifica quando i piccoli fasci muscolari alla base di ogni pelo, noti come muscoli erettori del pelo, si contraggono e tirano i peli fino a far assumere loro una posizione eretta. Il riflesso viene avviato dal sistema nervoso simpatico, che è responsabile di molte risposte attacco-fuga. Lo stimolo si comunica, tramite il simpatico, all'innervazione cutanea che induce la contrazione dei muscoli erettori dei peli (detti anche orripilatori), i quali modificano la posizione dei bulbi piliferi e quindi dei peli. Esistono anche alcune patologie che possono associarsi a piloerezione. In letteratura è nota l'esistenza di convulsioni pilomotorie ripetitive. Questo tipo di convulsioni è per altro molto raro[6][7]. Alcuni Autori hanno inoltre segnalato come la piloerezione sia un effetto collaterale decisamente frequente (tra il 40 ed il 50%) della infusione endovenosa di dobutamina. Tale effetto di solito precede l'aumento della frequenza cardiaca secondario alla infusione endovenosa del farmaco e, pertanto, è una chiara indicazione che l'infusione endovenosa è stata efficace.
 
Di riccardo (del 11/03/2015 @ 13:46:25, in Lettera P, visto n. 638 volte)
Farmaco betabloccante he viene utilizzato nella cura dell'ipertensione arteriosa. Gli effetti collaterali e le precauzioni d'uso sono gli stessi degli altri betabloccanti.
 
Di riccardo (del 11/03/2015 @ 13:50:32, in Lettera P, visto n. 676 volte)
Leucocito che presenta gravi alterazioni degenerative e necrotiche. I piociti costituiscono la grande maggioranza degli elementi cellulari che vanno a formare le raccolte di pus.
 
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