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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 26/11/2013 @ 15:24:03, in Lettera P, visto n. 740 volte)
Condizione morbosa caratterizzata da un’insufficiente attività funzionale globale dell’ipofisi anteriore, che interessa cioè tutte le attività ormono-produttrici di questa ghiandola. È legata a gravi lesioni distruttive del tessuto ghiandolare, quali possono essere determinate da tumori oppure da necrosi ischemiche, da processi infiammatori, da metastasi tumorali, da fenomeni autoimmunitari, da asportazioni chirurgiche o terapie radianti dell’ipofisi. Simmonds descrisse una forma di cachessia ipofisaria in una donna nel periodo post-partum: la paziente presentava amenorrea, grave astenia e decadimento generale ed andò incontro alla morte. Questo quadro, se insorge nel post-partum, è conosciuto anche come sindrome di Sheehan (non si verifica la montata lattea, non ovulano, presentano diminuzione della peluria genitale ed ascellare, ipotiroidismo e insufficienza surrenalica). La sintomatologia clinica è caratterizzata da segni di insufficiente attività secretiva delle ghiandole endocrine che sono sotto il controllo dell’ipofisi (tiroide, surreni, gonadi), da nanismo, se l’insufficienza ipofisaria si instaura nell’infanzia, e da un grave decadimento di tutte le funzioni organiche con magrezza, pallore, anemia, caduta dei peli. La terapia e la prognosi sono in rapporto con la causa in gioco e con la gravità della sintomatologia. Di fatto si instaura una terapia sostitutiva in grado di bilanciare i deficit delle molecole ormonali carenti.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 13:54:07, in Lettera P, visto n. 1671 volte)
La panna è uno dei derivati del latte che si caratterizza per un elevato contenuto di grassi. Infatti si ottiene dal latte proprio con un processo di centrifugazione che separa le molecole di grasso dal resto del liquido. Esistono essenzialmente due tipi di panna: quella da cucina e la panna montata. La panna per cucinare è quella meno calorica, in quanto il contenuto di grassi è attorno al 25% e, come per il latte, la sua conservazione è legata al processo industriale usato per produrla (pastorizzazione o sterilizzazione). La panna montata è invece molto più calorica perché, oltre ad avere un maggior contenuto di grassi (il 35%) a essa viene aggiunto solitamente (ma non sempre!) anche zucchero. La panna da montare è più liquida di quella da cucina, ma una volta montata il suo volume si espande perché incorpora l’aria, risultando densa e spumosa. Esistono in commercio delle versioni di panna da montare in apposite bombolette, in cui però il contenuto di aria aggiunto, a parità di peso, è molto maggiore e quindi la panna ottenuta è meno gustosa e ricca.Essendo un prodotto derivato dalla componente grassa del latte, la panna è ricca di colesterolo (140 mg). Inoltre l’aspetto critico della panna è il suo possibile degrado, dovuto a cattiva conservazione. Essa infatti va tenuta in frigorifero a temperatura costante e al buio, ben sigillata. L’esposizione alla luce e al calore può innescare processi chimici e l’attacco di batteri potenzialmente presenti nell’ambiente in cui è prodotta o conservata (salmonella). I processi di ossidazione a cui è soggetta la panna ne compromettono definitivamente il sapore e l’azione dei germi provoca la formazione di acidi (butirrico e caprinico) che ne alterano il gusto e il colore, rendendo la panna disgustosa e pericolosa. Una corretta preparazione (se artigianale) e conservazione sono fondamentali per assicurare un prodotto sicuro. A causa del contenuto elevato di grassi e di colesterolo, sono stati immessi sul mercato anche prodotti a base di oli vegetali, parzialmente idrogenati, che vorrebbero richiamare il gusto della panna minimizzando l’apporto di colesterolo. Tuttavia il contenuto di grassi (e quindi l’apporto calorico) non varia di molto e il processo di parziale idrogenazione a cui sono sottoposti gli oli vegetali rende questi prodotti sostitutivi decisamente pericolosi per la salute. Panna sì o panna no? – Se la panna è di qualità (e senza zucchero aggiunto), è un cibo che può essere sicuramente inserito nell'alimentazione. 100 g di panna sono molto sazianti (provare per credere: la scarsa digeribilità della panna è dovuta spesso all'eccesso nelle porzioni), sicuramente più di 100 g di salame (o di moltissimi altri cibi "grassi") che apportano maggiori calorie e contengono gli stessi grassi saturi animali. La panna montata è un cibo dinamico, variando il contenuto dei lipidi da un 22 a un 35% (le calorie variano da 255/100 g a 340), mentre quella da cucina è più stabile (da 200 a 250 kcal/100 g). INFO AL. – CIBO DINAMICO Panna da cucina Carboidrati: 3,4; proteine: 2,3; grassi: 24; acqua: 66; calorie: 240. Panna montata Carboidrati: 3,4; proteine: 2,3; grassi: 30; acqua: 61; calorie: 292.
 
Di riccardo (del 26/11/2013 @ 15:26:05, in Lettera P, visto n. 822 volte)
Infiammazione del pannicolo adiposo sottocutaneo. La pannicolite nodulare febbrile, anche detta malattia di Weber-Christian, è caratterizzata dalla formazione di noduli infiammatori sottocutanei diffusi in tutto il corpo, cui corrispondono in superficie eritemi dolorosi; dopo una serie di attacchi febbrili la situazione si risolve con l'atrofia del tessuto colpito.
 
Di riccardo (del 26/11/2013 @ 15:27:22, in Lettera P, visto n. 769 volte)
Opacamento della cornea dovuto a processi patologici dell'occhio, quali tracoma, cheratite e ulcere traumatiche.
 
Di riccardo (del 26/11/2013 @ 15:30:08, in Lettera P, visto n. 633 volte)
Sinonimo di uveite diffusa
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 12/11/2013 @ 18:47:16, in Lettera P, visto n. 686 volte)
Indica l'orientamento sessuale di chi è attratto da una persona indipendentemente dal suo sesso o genere.
 
Di riccardo (del 26/11/2013 @ 15:31:03, in Lettera P, visto n. 625 volte)
Inibitore della pompa protonica, il cui capostipite è l'omeprazolo.
 
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