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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di salute (del 24/07/2019 @ 15:12:34, in Lettera P, visto n. 606 volte)
La sindrome di Prader-Willi è una malattia genetica rara caratterizzata da anomalie ipotalamico-pituitarie associate a grave ipotonia nel periodo neonatale e nei primi due anni di vita e alla insorgenza di iperfagia, che esita nel rischio di obesità patologica durante l'infanzia e nell'età adulta, a difficoltà di apprendimento e a disturbi comportamentali o problemi psichiatrici gravi.

L'ipotonia grave alla nascita comporta problemi alla deglutizione e all'allattamento e un ritardo dello sviluppo psicomotorio, ma tende a attenuarsi parzialmente con l'età. Sono state spesso segnalate caratteristiche facciali peculiari (fronte stretta, occhi a mandorla, labbro superiore sottile e bocca rivolta verso il basso) e mani e piedi molto piccoli.

Dopo questa fase iniziale, i segni principali sono l'iperfagia e la mancanza di sazietà che causa spesso, nei bambini affetti di circa due anni, obesità grave. In assenza di controlli esterni adeguati, la condizione può peggiorare rapidamente. L'obesità è la causa più importante di morbidità e mortalità dei pazienti. Altre anomalie endocrine correlate contribuiscono a un quadro clinico caratterizzato da bassa statura, deficit dell'ormone della crescita, e sviluppo puberale incompleto. Il deficit cognitivo è estremamente variabile e si associa a difficoltà di apprendimento e a uno sviluppo anomalo del linguaggio, spesso aggravati dai disturbi comportamentali e psicologici.

È dovuta ad anomalie della regione critica del cromosoma 15 (15q11-q13). Gli esperti concordano che la diagnosi debba basarsi su criteri clinici (i criteri di Holm del 1993, rivisti nel 2001) e essere confermata dalle analisi genetiche. La maggior parte dei casi è sporadica e i casi familiari sono rari; tutte queste informazioni dovrebbero essere fornite dalla consulenza genetica.

La diagnosi precoce, la terapia multidisciplinare precoce e la terapia con l'ormone della crescita (GH) hanno migliorato sensibilmente la qualità della vita di questi bambini.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 14:58:15, in Lettera P, visto n. 1167 volte)
Il purè è un piatto cucinato a base di patate lessate che vengono passate e aggiunte a una base di latte e grassi, generalmente burro o formaggio grana (o entrambi). Il composto viene scaldato cucinato fino a che raggiunge la consistenza voluta. Viene gustato caldo come contorno ed è un piatto tipico servito ai bambini e anziani per la sua facilità di masticazione. Il contenuto calorico ridotto delle patate (79 kcal) è quindi aumentato dalla presenza del latte, in misura minore, ma soprattutto dal burro e dal formaggio grana (opzionale in alcune ricette). L’apporto calorico finale dipende quindi dalle dosi della ricetta; esistono in commercio preparati già pronti (anche liofilizzati) che contengono già gli alimenti principali sotto forma di una farina di patate, latte in polvere e grassi amalgamati, ai quali è sufficiente aggiungere acqua o latte e portare a ebollizione. Con il termine purea, equivalente a purè, spesso si indicano altri piatti a base di legumi (purea di piselli la più comune) preparati sostanzialmente in modo analogo, con la cottura dei legumi, la loro passatura e quindi l’aggiunta di burro, latte e spesso anche farina. Ovviamente le informazioni nutrizionali dipendono dai componenti
 
Di dermatologia (del 25/08/2011 @ 23:10:19, in Lettera P, visto n. 6450 volte)
Diverse malattie dermatologiche possono esordire con una sensazione puntoria simile a quella provocata da tante punture di spilli sulla pelle, con un fastidio che può variare dal semplice prurito, fino a un vero e proprio bruciore puntorio. Questo fenomeno è noto in dermatologia come puncta pruritica (itchy points) e va inquadrato al momento da un punto di vista diagnostico e terapeutico, in base alle cause scatenanti.
 
Di dermatologia (del 07/07/2010 @ 21:43:27, in Lettera P, visto n. 1013 volte)
Le punture di insetti sono una problematica molto comune nei mesi caldi. Alcune zanzare ad esempio, possono essere vettori di importanti malattie infettive. La pelle dei bambini attira facilmente le zanzare, per motivi legati alla maggiore dispersione di calore (es. maggiore superficie corporea, ridotta transepidermal water loss, etc). Solo la zanzara femmina crea le fastidiose punture, mentre i maschi sono solitamente vegetariani. In alcuni casi le punture di insetto, caratterizzate quasi sempre da intenso prurito, possono scatenare orticaria papulosa o impetigine secondaria da grattamento cronico.
 
Di medicina (del 29/06/2007 @ 12:10:30, in Lettera P, visto n. 1652 volte)
All'interno della vagina. A un terzo della sua profondità, sulla parete superiore (dietro l'osso pubico). Nella zona attraversata dall'uretra (il canalino dal quale esce la pipì). Lì c'è una zona che, se opportunamente toccata, si gonfia proprio come la clitoride. In effetti si tratta dello stesso tipo di tessuto. Molti libri parlano del punto G e lo indicano. La cosa fondamentale però non viene detta. Il punto G si trova leggermente in profondità (e non sulla superficie). È necessario perciò premere leggermente per procurare il piacere. Inoltre il punto G non reagisce immediatamente quindi va stimolato per un po' prima che possa dare tutto il piacere di cui capace. Un modo semplice per individuarlo è quello di inserire due dita al'interno. Il palmo della mano deve essere rivolto verso la clitoride. In questo modo vi troverete, tra i polpastrelli delle due dita, un leggero rigonfiamento che finisce con una lieve depressione. Il punto G si trova a circa un centimetro di profondità proprio verso la fine del rigonfiamento. Comunque spiegarlo a parole è più complicato che arrivarci in pratica. A una donna è sufficiente toccarsi per un po' dentro per trovare il Punto Giusto. Poi sarà semplice insegnare a lui come fare. Un uomo invece dovrà sempre chiedere alla donna come le piace essere toccata perché ognuna ha gusti diversi e la localizzazione può variare, di poco, da fanciulla a fanciulla. Alcune donne preferiscono un tocco più forte, altre più lieve. Si tratta comunque di spingere un poco ma senza esagerare. Se il tocco è troppo forte, ovviamente, può diventare fastidioso o addirittura doloroso.
 
Di salute (del 27/01/2010 @ 09:07:26, in Lettera P, visto n. 41781 volte)
Gli interventi chirurgici ed alcuni traumi generano una ferita che viene cucita per facilitare il processo d'accostamento e di fissazione dei loro margini adoperando particolari materiali, tra cui fili di seta o di fibre prodotte artificialmente e tessuti organici (cioè ricavati da organismi viventi). Quest'operazione si chiama sutura. Praticamente, il medico "rammenda" la ferita utilizzando questi materiali, come se stesse ricucendo un pezzo di stoffa strappato (è per questo motivo che comunemente si dice che il paziente "ha avuto dei punti"). Tra i materiali utilizzabili solo i tessuti organici vengono riassorbiti. Gli altri devono essere rimossi in un momento successivo. E' meglio evitare di bagnare i punti. Se dovesse essere assolutamente necessario lavarsi proteggere la zona interessata con una garza (meglio sterile) coperta con della particolari placche, che trovi in farmacia, che si chiamano opsite o tegaderm (a seconda della marca). Sono fatte apposta per coprire le ferite sotto la doccia.
Lo stesso medico che esegue la sutura indicherà al paziente quando recarsi all'ambulatorio per la rimozione dei punti. Ciò sarà stabilito in base alla tecnica e alla modalità d'esecuzione della sutura, a sua volta dipendente dalla struttura anatomica interessata (pelle, tendini, muscoli, ecc.). I punti vanno rimossi perché la loro persistenza potrebbe creare infezione.

TECNICA DI RIMOZIONE DEI PUNTI
Si usa la tecnica sterile
1.Pulire l'area con un antisettico (clorexidina o betadine)
2.Prendere un'estremità della sutura con pinza anatomica
3.Tagliare il filo da un lato vicino alla cute
4.Tirare delicatamente il filo verso l'altra parte
I punti vanno rimossi dopo un perido di tempo variabilesecondo la zona curata
SUPERFICIE ESTENSORIA …………..10-14 gg
SUPERFICIE FLESSORIA …………...…..5-7 gg
VOLTO………………………………....….3-7 gg
CUOIO CAPELLUTO……………….…...8-15 gg
AREA SCAPOLARE…………………...10-14 gg
DORSO…………………………...……....7-14 gg
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 23/01/2014 @ 10:39:20, in Lettera P, visto n. 730 volte)
La luce pulsata, tecnologia che deriva dal laser, basa la propria efficacia sulla conversione della luce in energia termica che consente attraverso la determinazione della lunghezza d’onda in modo da andare ad agire su peli superflui, discromie, lesioni capillari e rughe, denaturandoli. Sostanzialmente, la luce pulsata è costituita da un accumulatore energetico e una speciale lampada allo xeno e di un'apposita ottica, in grado di generare un fascio di luce molto intenso che illumina attraverso brevissimi impulsi la zona da trattare. Comunemente viene utilizzata per praticare trattamenti di foto depilazione e foto ringiovamento. In definitiva, ad esempio, nel caso della foto epilazione, l’applicazione della luce pulsata determina il riscaldamento della melanina pilifera e la conseguente degenerazione del follicolo che viene denaturato in maniera permanente riducendone così la ricrescita. L’efficacia del trattamento è direttamente proporzionale alla quantità di pigmento (melatonina) presente nel pelo (con una percentuale variabile che va dal 75 al 95%)per tale motivo l’azione della luce pulsata è scarsa su quelli privi di melatonina (peli bianchi e biondi). Generalmente l’eliminazione dei peli superflui prevede dalle 4 alle otto sedute con una cadenza di circa 25-35 giorni. Il costo varia in funzione della zona da trattare e alla densità di peli da eliminare e oscilla tra i 50 a 500 euro. A onor del vero riportiamo che l'unico metodo di efficacia provata clinicamente al 100% è l'elettrolisi. I laser e trattamenti a Luce Pulsata (IPL) sono riusciti a ottenere una riduzione permanente dei peli superflui. Con la luce pulsata è possibile trattare, anche, la cute del viso e del corpo come nel caso invece di lesioni vascolari o couperose dove l’energia luminosa viene focalizzata sulle lesioni pigmentate della cute e gradualmente tenderanno a scomparire. È possibile ottenere un foto ringiovamento andando a stimolare i fibroblasti del derma e quindi la produzione di collagene e dell’elastina andando così a ridurre le rughe. Il trattamento a luce pulsata può anche essere utile per la cura di acne e smagliature. Il costo di un singolo trattamento di fotoringiovanimento IPL cade di solito tra € 300 e € 550 e dipende dalla zona del corpo da trattare (ad esempio un IPL al viso potrebbe essere più costoso di uno sul collo) e dalla zona del paese in cui viene eseguito. Il vantaggio di questo tipo di tecnologia rispetto al laser sta nel fatto che esso non è doloroso, consente di trattare aree più ampie, con maggiore sicurezza, versatilità e velocità di esecuzione. Inoltre, questa tecnica non è aggressiva come il resurfacing ablativo, in cui sia il derma sia l'epidermide sono feriti producendo un arrossamento evidente. Veniamo alle controindicazioni. Esse sono principalmente legate alla gravidanza, ferite aperte, cancro della pelle o cicatrici molto pronunciate. A volte le cellule del pigmento (melanociti) possono essere danneggiate in modo non permanente lasciando macchie più scure o più pallide della pelle, chiazze bianche, possono anche verificarsi contusioni (colpiscono il 10% dei pazienti) e la perdita dei peli anche nei trattamenti che non sono di epilazione.
 
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