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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 24/02/2014 @ 10:06:27, in Lettera N, visto n. 1963 volte)
L’atrofia del è la morte dei tessuti del nervo che porta le informazioni riguardanti la vista dall’occhio al cervello. CAUSE: Ci sono molte cause non correlate di atrofia ottica. La causa più comune è il flusso di sangue scarso, chiamato neuropatia ottica ischemica, che più spesso colpisce gli anziani. Il nervo ottico può essere danneggiato da urti, diverse sostanze tossiche, radiazioni e traumi. Diverse malattie degli occhi, più comunemente il glaucoma, possono anche causare l’atrofia del nervo ottico. Inoltre, la condizione può essere causata da malattie del cervello e del sistema nervoso centrale, come l’arterite cranica (a volte chiamata ARTERITE TEMPORALE DI HORTON) OCCLUSIONE ARTERIA CENTRALE RETINICA sclerosi multipla, tumore al cervello e ictus. Ci sono anche diverse rare forme ereditarie di atrofia del nervo ottico che colpiscono bambini e giovani adulti. SINTOMI: L’atrofia del nervo ottico provoca oscuramento della vista e riduzione del campo visivo. La capacità di vedere i dettagli viene persa. La reazione della pupilla alla luce diminuirà e potrebbe essere completamente persa. DIAGNOSI: L’atrofia del nervo ottico può essere facilmente rilevata con un esame completo degli occhi. La ricerca della causa può richiedere un esame fisico completo e test specifici. TERAPIA: Una volta verificato, il danno da atrofia del nervo ottico non può essere invertito. La malattia di base deve essere trovata e curata, se possibile, per evitare ulteriori perdite. PROGNOSI: La vista persa con l’atrofia del nervo ottico non può essere recuperata. Se la causa può essere identificata e controllata, ulteriori perdite visive che progrediscono verso la cecità possono essere evitate. Possibili complicazioni saranno correlate alla malattia che provoca l’atrofia. Contattare un medico in caso di qualsiasi cambiamento nella vista. PREVENZIONE: Molte cause di atrofia del nervo ottico non possono essere evitate. Le ferite al volto possono essere prevenute con misure di sicurezza standard. La maggior parte delle tali lesioni sono legate ad incidenti stradali e possono essere prevenute con l’uso della cintura di sicurezza. Il metanolo è la tossina più comune che causa atrofia del nervo ottico. Si può trovare nell’alcool domestico fermentato.
 
Di Viola Sinismagli (del 03/03/2011 @ 14:54:09, in Lettera N, visto n. 1114 volte)
Sostanza tossica per il sistema nervoso, con azione antiacetilcolinesterasica.
 
Di riccardo (del 08/10/2013 @ 16:26:51, in Lettera N, visto n. 838 volte)
Le prime otto paia di nervi spinali (vedi nervo).
 
Di riccardo (del 08/10/2013 @ 16:26:06, in Lettera N, visto n. 951 volte)
Intervento chirurgico mediante il quale si mettono in comunicazione due organi cavi, oppure un organo cavo con l'esterno.
 
Di Viola Sinismagli (del 02/03/2011 @ 18:19:27, in Lettera N, visto n. 1329 volte)
Farmaco anticolinersterasico ad azione reversibile. Viene utilizzato in forma di bromuro o metilsolfato per stimolare la motilità vescicale e intestinale, nel trattamento del glaucoma e della miastenia grave.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 03/03/2011 @ 12:13:09, in Lettera N, visto n. 1192 volte)
Farmaco anticolinesterasico ad azione reversibile. Viene utilizzato in forma di bromuro o metilsolfato per stimolare la motilità vescicale e intestinale, nel trattamento del glaucoma e della miastenia grave.
 
Di riccardo (del 08/10/2013 @ 16:23:11, in Lettera N, visto n. 921 volte)
Dette anche MEN (Multiple Endocrine Neoplasia, o adenomatosi multiple endocrine, sono neoplasie rare, di probabile origine genetica, suddivise in 3 tipi a seconda delle diverse manifestazioni che presentano: la sindrome MEN tipo I comprende l'interessamento delle paratiroidi, del pancreas e dell'ipofisi; la sindrome MEN tipo IIA comprende il carcinoma midollare della tiroide (100% dei casi), il feocromocitoma della midollare surrenalica (50%) e meno frequentemente l'interessamento delle paratiroidi; nella sindrome MEN tipo IIB, infine, i pazienti presentano tumori che interessano la tiroide, la midollare del surrene, neuromi delle mucose e ganglioneuromi intestinali. La terapia è prevalentemente chirurgica (quando è possibile) ed eventualmente ormonale.
 
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