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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di dr.rogato (del 03/10/2007 @ 22:16:11, in Lettera G, visto n. 3369 volte)
Letteralmente seno femminile, indica l’aumento di tessuto duttale e dello stroma nel seno maschile e si manifesta durante il cambiamento ormonale: nell’infanzia, nell’adolescenza, nell’età adulta. Raramente è presente alla nascita, mentre nella maggior parte dei casi si manifesta alla pubertà. Il 65% dei ragazzi tra i 14 e i 15 anni ne presentano una forma transitoria, mentre rimane presente nel 7% circa dei ragazzi di 17 anni. La percentuale aumenta con l’età, fino a raggiungere il 35% nei soggetti adulti. La causa più comune è un aumento degli estrogeni, una diminuzione degli androgeni o un deficit dei recettori androgeni. Le cause sistemiche possono essere: carcinoma mammario, patologie epatiche come epatite o cirrosi, carcinoma polmonare, carcinoma o malfunzionamento testicolare, tumori del surrene, tumori ipofisari, carcinomi del colon o della prostata, patologie tiroidee, squilibri ormonali, sindromi congenite come la sindrome di Klinefelter, assunzione di droghe, familiarità e cause idiopatiche. La diagnosi è clinica. Si possono distinguere 4 gradi (classificazione di Simon): - grado I: lieve ingrossamento senza cute in eccesso - grado IIA: moderato ingrossamento senza cute in eccesso - grado IIB: moderato ingrossamento con cute in eccesso - grado III: marcato ingrossamento con cute in eccesso. La correzione è chirurgica con asportazione della ghiandola e della eventuale cute in eccesso.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 23/12/2010 @ 17:11:21, in Lettera G, visto n. 900 volte)
Nome che indica 11 specie di piante perenni della famiglia delle Araliaceae. Il nome, che in cinese significa "simile all'uomo" (jen-shen) deriva dalla forma della sua radice che ricorda quella del corpo umano, con diramazioni che suggeriscono l'idea di braccia e gambe. Il suo impiego risale a migliaia di anni fa e numerose sono le sue virtù. Il ginseng deve la sua efficacia terapeutica a un gruppo di sostanze che vanno sotto il nome di "ginsenosidi". Secondo i suoi sostenitori il ginseng ha proprietà tonificanti, potenzia la memoria e le facoltà di apprendimento, aiuta il sistema immunitario e ci difende dallo stress . I detrattori del ginseng sostengono invece che i suoi effetti siono di modesta entità, e sottolineano gli effetti collaterali come insonnia, irritabilità ed irrequietezza.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 23/12/2010 @ 17:19:14, in Lettera G, visto n. 1530 volte)
Detto anche patereccio, è un'infezione della piega della pelle che circonda l'unghia, di solito causata dallo stafilococco, a volte anche dallo streptococco. L'abitudine a tirare o mordere la pellicina ai lati delle unghie, ed anche il succhiamento del pollice o l'unghia incarnita favoriscono la penetrazione dei batteri. La terapia prevede impacchi caldo-umidi con garze sterili imbevute di acqua bollita tiepida da ripetere più volte al giorno fino a completa guarigione. Nel caso in cui con tale metodo la situazione non si risolva il medico provvede a prescrivere dei farmaci antibiotici.
 
Di dr.AlisaManca (del 25/09/2007 @ 13:11:34, in Lettera G, visto n. 2850 volte)
sono i più comuni tumori del tratto gastroenterico,anche se rappresentano soltanto lo 0.2% della totalità. Hanno origine mesenchimale (non epiteliale) e tra i tumori di questa origine,rappresentano l’80% di essi. L’incidenza è maggiore in soggetti con età compresa tra i 40 e 60 anni e non c’è grossa differenza tra i due sessi. Solo recentemente sono stati considerati come una patologia a sé stante rispetto ai leiomiomi,leiomiosarcomi,tumori a cellule fusate con i quali,erroneamente,venivano classificati. Venivano,infatti,considerati come dei sarcomi; in realtà non lo sono perché presentano un comportamento differente da essi in quanto non rispondono alla chemioterapia. Sembrano originare dalle cellule di Cajal,che fanno parte del plesso neurale delle strutture intestinali; al microscopio ottico si evidenzia una commissione di elementi neuronali e miogeni. Ciò che rappresenta il criterio diagnostico per eccellenza è la positività del recettore c-Kit espresso nel 95% dei tumori di questo tipo. I GIST non derivano da una trasformazione maligna delle cellule di Cajal,ma probabilmente hanno un comune progenitore,cioè derivano da una stessa cellula staminale che si differenzia o in cellula di Cajal del plesso neuronale-enterico o in cellula che darà origine alla forma tumorale. Clinicamente sono spesso asintomatici,soprattutto se di piccole dimensioni e in fase precoce; divengono sintomatici quando sono molto estesi. Rispetto ad altri tumori che crescono invadendo il lume intestinale,dando stenosi o sanguinamento,i GIST che crescono nello spessore intestinale hanno un tipo di crescita che porta a dislocare le strutture adiacenti; quindi divengono sintomatici solo quando diventano di grosse dimensioni. I sintomi e i segni sono correlati alla localizzazione e alle dimensioni del tumore: vago senso di dolore addominale,emorragie del tratto gastroenterico,anemia,colo ponderale,addome acuto. Nel 50-50% l’origine è in sede gastrica,che è quella più frequente;nel 20-30% dei casi si localizzano a livello del tenue e del colon;nel 10% dei casi nel retto;nel 5% nell’esofago;nel 5% dei casi può originare dal retroperitoneo o dal mesentere. Ci sono due tipi istologici che si osservano più di frequente: 1) cellule fusate,nel 70% dei casi; 2)cellule epitelioidi,nel 30% dei casi; 3) di tipo misto. In questo tipo di tumore definiamo l’aggressività in base alle dimensioni e all’indice mitotico. Abbiamo parlato in precedenza di una spiccata positività per il recettore c-Kit;questo è un recettore tirosin-kinasico,transmembrana,che con la sua porzione fuori la membrana lega il ligando specifico,che in questo caso è il SCF (stem cell factor); ha anche una porzione intra-membrana e un dominio citoplasmatico. Quest’ultimo è la parte attiva del recettore:dopo il legame con il ligando,il recettore si omodimerizza e si attiva la funzione tirosinkinasica intracitoplasmatica che a sua volta attiva tutta una catena di eventi intracitoplasmatici fino alla trascrizione nel nucleo che controlla le funzioni di crescita di crescita cellulare. Il c-Kit è espresso non solo in questo tipo di tumore,ma anche in molti tessuti normali dove ha funzione regolatoria nell’ematopoiesi,melanogenesi,gametogenesi,sviluppo delle cellule di Cajal. L’attivazione di c-Kit è importante per la regolazione di numerosi funzioni cellulari quali:proliferazione,differenziazione,apoptosi,adesione/chemiotassi. Nei GIST il recettore è presente sempre mutato e questa mutazione fa si che il recettore si attivi indipendentemente dal ligando SCF. Questa attivazione,definita costitutiva,è continua. Vengono continuamente inviati segnali di trascrizione nucleare e di proliferazione cellulare,ma è bloccata l’apoptosi. Andiamo a vedere quali sono le indagini che si fanno per arrivare ad una stadiazione: TAC addominopelvica con o senza mezzo di contrasto; endoscopia; test di funzionalità epatica; analisi del sangue; 18FDG-PET,per il quali questo tumore presenta una spiccata captazione; quadro chirurgico. Importante è l’approccio chirurgico:è importante riuscire ad asportare completamente il tumore. Bisogna eliminare tutto il tumore ricoperto da una pseudocapsula. Questi tumori,essendo molto voluminosi presentano aree di necrosi che possono rompersi e dare sanguinamenti peritoneali. Sono tumori che recidivano frequentemente;solo il 10% dei pazienti rimane libero da malattia dopo terapia chirurgica. Per trattare la recidiva di questa neoplasia non resecabile,in pazienti c-Kit positivi,viene usato un farmaco che blocca il recettore c-Kit che si chiama gleevec. Il c-Kit,come abbiamo detto,si trova espresso un po’ in tutti i tessuti; è la dose somministrata che ci permette di andare ad agire dove c’è elevata proliferazione e di avere effetti trascurabili in altri tessuti.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 24/12/2010 @ 11:19:01, in Lettera G, visto n. 847 volte)
Porzione apicale del pene a livello della quale si apre il meato urinario, la parte terminale del sistema urinario. Ha forma bulbare semiconica ed è costituito da un rigonfiamento del corpo cavernoso, ricoperto più o meno completamente da cute, il prepuzio, non fissata alle parti sottostanti e perciò retrattile. La funzione del prepuzio è quella di proteggere la sensibile superficie del glande, schermandolo dagli agenti esterni. Il glande è separato dal pene dal solco balano-prepuziale, è costituito da una mucosa, fortemente vascolarizzata e ricca di innervzioni. La sua stimolazione attiva le vie del piacere.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 24/12/2010 @ 11:35:07, in Lettera G, visto n. 943 volte)
È una grave e rara sindrome emorragica, a carattere autosomico recessivo, provocata da un difetto di aggregazione delle piastrine. La causa è un deficit o un difetto del complesso glicoproteico IIb-IIIa, in conseguenza del quale le piastrine non sono in grado di legare il fibrinogeno e non possono formare aggregati. Per questo si verificano emorragie frequenti, in alcuni pazienti si tratta di minimo sanguinamento, in altri le perdite di sangue sono spesso gravi e potenzialmente fatali. Le sedi dell'emorragia costanti, si verifica la porpora, l'epistassi, l'emorragia gengivale e la menoraggia; le emorragie gastrointestinali e l'ematuria sono meno comuni. Nella maggior parte dei casi i sintomi si manifestano subito dopo la nascita. La terapia comprende trattamenti emostatici locali e/o la somministrazione di dDAVP (desmopressina). Quando questi metodi sono inefficaci, o in previsione di un intervento chirurgico, la terapia consiste nella trasfusione di concentrati piastrinici HLA-compatibili. Una nuova alternativa terapeutica è la somministrazione del fattore VIIa ricombinante.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 24/12/2010 @ 11:42:58, in Lettera G, visto n. 2566 volte)
La Scala di Glasgow, nota anche come Glasgow Coma Score (punteggio del coma di Glasgow) o scala GCS è utilizzata dai neurochirughi per valutare la gravità dei traumi cranici e monitorare l'evoluzione clinica dello stato di un paziente in coma. Si basa sulla somministrazione di tre tipi di stimoli e sulla valutazione delle risposte (oculare, verbale e motoria), si esprime con un numero che è la somma delle valutazioni di ogni singola funzione. Un punteggio compreso tra 13 e 15 è indicativo di trauma cranico lieve senza conseguenze, un punteggio inferiore è associato a prognosi progressivamente più gravi. Un punteggio uguale a 3 corrisponde al coma profondo.
 
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