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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 31/03/2014 @ 16:42:13, in Lettera E, visto n. 769 volte)
Dilatazione chirurgica dell'ostio vulvovaginale con incisione più o meno vasta del perineo che permette e favorisce il passaggio del feto nel corso del parto prevenendo la rottura traumatica del perineo. L'incisione può essere obliqua o verticale ed essere quindi effettuata lungo la linea mediana, ovvero dall'estremità inferiore della vulva verso l'ano, oppure con un certo angolo rispetto ad essa. E' praticata sotto anestesia locale e suturata ben stretta in seguito al parto. L'episiotomia rappresenta ancora oggi una delle più comuni procedure mediche a cui vengono sottoposte le donne e, benché un suo utilizzo di routine nei parti sia nettamente diminuito negli ultimi decenni, viene ancora molto praticata in America Latina. L'intervento a volte può riservare sgradevoli effetti collaterali sia subito dopo il parto (disagi posturali), che a lungo termine a causa della cicatrizzazione del taglio (dolori durante il rapporto sessuale). Alcuni studi hanno anche dimostrato una scarsa efficacia della metodica che, insieme agli effetti collaterali, la sta ormai relegando a isolate situazioni d'urgenza. Per alleviare il dolore ed il fastidio è sufficiente usare i seguenti accorgimenti: evitare di stare a lungo in piedi o sedute; fare lavande con acqua fredda; tamponare la ferita con dei cubetti di ghiaccio; applicare (solo sotto indicazione medica) creme o spray anestetizzanti. Molti medici praticano l'episiotomia poichè credono che riduca l'incidenza di traumi perineali, minimizzi l'insorgere della disfunzione post-partum del pavimento pelvico alleviando il danno al muscolo dello sfintere anale, riduca la perdita di sangue durante parto, e protegga il neonato da traumi. In molti casi, però, la stessa episiotomia è causa di tutti questi problemi. Studi hanno dimostrato infatti che le lacerazioni naturali sono in genere meno gravi. L'episiotomia risulta invece indicata nei seguenti casi: se c'è un qualche sospetto di sofferenza fetale mentre il bambino è nel canale del parto; se il parto avviene in modo troppo, senza dare il tempo alla vagina di dilatarsi naturalmente; se la testa del bambino è troppo grande per passare attraverso l'apertura; se le spalle del bambino sono bloccate; nel caso di parto podalico o si rende necessario l'uso del forcipe.
 
Di riccardo (del 31/03/2014 @ 16:55:23, in Lettera E, visto n. 741 volte)
Malformazione congenita che interessa l'uretra maschile caratterizzata dallo sblocco anomalo dell uretra meato uretrale esterno sul dorso del pene anziché sulla cima del glande. In base alla sede e quindi anche alla sua gravità, lo sbocco può trovarsi sul corpo del glande epispadia balanica oppure sul pene epispadia peniena o penieno-pubica se arretrata verso il pube. E' molto più rara rispetto all'ipospadia e in genere ha origine da un' alterazione piu elaborata dello sviluppo della parte ventrale dell'embrione. Può essere associata ad altre malformazioni come ad esempio l'ernia e causare disturbi della minzione, incontinenza urinaria, disturbi sessuali, incapacità al coito e infertilità. La terapia è chirurgica.
 
Di dr.AlisaManca (del 28/09/2007 @ 16:52:19, in Lettera E, visto n. 7097 volte)
È un’emorragia nasale. La zona che è maggiormente sede di epistassi è il LOCUS VALSAVAE,una zona situata davanti al setto nasale ed è frequente sede di epistassi perché è proprio qui che è più evidente l’anastomosi tra i rami della carotide interna e i rami della carotide esterna; in particolare a questo livello si ha l’anastomosi tra i rami dell’arteria facciale e mascellare(che derivano dalla carotide esterna) e le arterie etmoidale anteriore,posteriore e sfeno-palatina(che derivano dalla carotide interna);spesso sono proprio queste a dare origine a della varici che poi sanguinano,dando epistassi. Altre cause di epistassi possono essere: -ulcera cronica del setto(che può essere provocata dal ripetuto toccarsi il naso,malattie autoimmuni,persone che sniffano); -polipo sanguinante del setto; -fibroma del rinofaringe; -malattia di Rendu Osler Weber(detta anche teleangectasia emorragica ereditaria). Inoltre le cause di epistassi possono suddividersi in: -cause locali(traumatiche;iatrogene:derivanti da interventi di chirurgia maxillo facciale o interventi di otorinolaringoiatria;tumorali;infiammatorie:riniti o sinusiti). –cause generali(vasculiti:Rendu Osler Weber, Von Willembrand,granulomatosi di Wagner; alterazioni della coagulazione: per assunzione di farmaci,porpora trombocitopenica) Il paziente con epistassi bisogna metterlo seduto,per diminuire la pressione delle zone alte; non si mette il paziente a testa indietro perché c’è rischio di inalare il sangue e questo è pericoloso per vari motivi: non riusciamo a sapere l’esatta quantità di sangue perso; si possono formare coaguli che rendono difficile la respirazione; il sangue può provocare il vomito,perché è un potente emetizzante. Quindi,mettiamo il paziente seduto per far diminuire la pressione sanguigna; possiamo utilizzare un tamponino che,una volta infilato nel naso,stringiamo le narici. Davanti ad episodi di epistassi più gravi esistono altri tipi di trattamenti:1) tamponamento anteriore:si esegue per epistassi anteriori come,per esempio,quelle che derivano dal locus valsavae; utilizziamo tamponcini tipo il merocel,tabotamp,clauden; 2) tamponamento posteriore se l’epistassi deriva posteriormente come,per esempio,da un fibroma o tumore del rinofaringe,sanguinamento della sfenopalatina; 3) tamponamento antero-posteriore:viene effettuata attraverso una cannula dotata di due palloncini; questa cannula viene infilata sgonfia e una volta entrati viene gonfiata d’acqua;in questo modo si riempiono i due palloncini di cui uno situato a livello del rinofaringe e uno a livello della cavità nasale; in questo modo i palloncini gonfiati premono contro le pareti,bloccando l’emorragia; 4)cauterizzazione o causticazione: viene eseguita con una pinza bipolare sotto controllo endoscopico; 5) embolizzazione selettiva: si esegue prima un’arteriografia con mezzo di contrasto,in modo da individuare la sede dell’epistassi. Si iniettano delle sostanze che che andranno ad embolizzare l’arteria responsabile.
 
Di riccardo (del 31/03/2014 @ 17:00:40, in Lettera E, visto n. 1032 volte)
La seconda vertebra cervicale denominata anche asse e caratterizzata da una particolare apofisi dente dell'epistrofeo, articolata con la prima vertebra atlante rendendo così possibili i movimenti di rotazione del capo. La caratteristica fondamentale, grazie alla quale viene distinta dalle altre vertebre cervicali, è la presenza di un rilievo osseo dalla forma cilindrica, connessa alla faccia superiore del corpo atraverso una larga base, da cui si forma, superiormente un collo stretto, un corpo piuttosto voluminoso, terminante con un apice smusso. Il dente o processo odontoideo dell'epistrofeo corrisponde, a livello filogenetico, al corpo dell'atlante, che ne è privo, fuso con quello dell'epistrofeo. Il processo odontoideo costituisce infatti l'asse attorno al quale l'atlante è in grado di girare, nei movimenti di rotazione della testa. Pertanto sono presenti due faccette articolari convesse rivestite di cartilagine ialina sul dente: una anteriore, articolata con la fossetta per il dente dell'epistrofeo presente nell'arco anteriore dell'atlante, e una posteriore, che si articola con il legamento trasverso dell'atlante, e sorregge il dente nella posizione eretta. L'articolazione dell'epistrofeo con l'atlante costituisce un ginglimo laterale, responsabile dei movimenti di rotazione del cranio rispetto all'asse del corpo. Altra peculiarità consiste nella mancanza di una incisura vertebrale superiore sulla faccia superiore, la quale nelle altre vertebre è sovrapposta all'incisura vertebrale inferiore della vertebra soprastante, così da formare il foro intervertebrale (o foro di coniugazione). Tuttavia, dietro alla faccetta articolare superiore, è localizzato un solco che consente il passaggio del secondo nervo spinale. Le fratture a carico del dente dell'epistrofeo sono di tre tipi: I frattura dell'apice del dente; II frattura della base del dente; III frattura del corpo di C2.
 
Di riccardo (del 31/03/2014 @ 17:22:20, in Lettera E, visto n. 3456 volte)
Zona dell'encefalo collocata al disopra del talamo e sede dell'epifisi. Appartiene al diencefalo.E' formato da: stria midollare, trigono dell'abenula, epifisi, commessura posteriore. La sua funzione è strettamente olfattiva ed ha un ruolo anche nella produzione di liquido cerebrospinale, assunzione di acqua e cibo e nel controllo dei comportamenti ritmici e stagionali. La stria midollare è costituita da fibre nervose della via olfattiva provenienti dai nuclei del setto; il trigono dell'abenula è è un triangolo posto tra il talamo e la lamina quadrigemina, ed accoglie il nucleo dell'abenula. Da qui nasce il fascio abenulo interpeduncolare che si estende al nucleo interpeduncolare, e dà fibre per la formazione reticolare del mesencefalo. Dal nucleo dell'abenula hanno origine, inoltre, fibre abenulo tegmentali per la formazione reticolare del mesencefalo dal quale partono fibre per il fascio longitudinale dorsale (dello Schütz); l'Epifisi (o ghiandola pineale)è situata sotto lo splenio del corpo calloso con la base rivolta verso il terzo ventricolo ed ha la commessura abenulare. Formato dalle cellule della nevroglia, dopo il ventesimo anno di vita si generano concrezioni calcaree che costituiscono la sabbia cerebrale. Produce melatonina che viene poi rilasciata nel sangue (produzione regolata dalla durata del periodo di luce del giorno) e perciò svolge un ruolo nel controllo del ciclo sonno/veglia; la Commessura posteriore è un cordone bianco collocato sotto l'epifisi, da cui nascono fibre che arrivano nel fascio longitudinale mediale.
 
Di riccardo (del 31/03/2014 @ 17:28:42, in Lettera E, visto n. 798 volte)
Tessuto di rivestimento della superficie esterna del corpo e delle cavità interne degli organismi animali e vegetali pluricellulari. Negli epiteli le cellule sono di forma geometrica ben definita e si trovano a stretto contatto fra loro, separate da spazi intercellulari di 10-30 mm, dal momento che risulta scarsa o assente la sostanza intercellulare. Le cellule sono inoltre strettamente legate tra loro attraverso numerose giunzioni cellulari, che rendono il tessuto compatto e resistente a traumi o strappi. Un'altra caratteristica delle cellule epiteliali è li loro essere polarizzate, ossia provviste di due superfici distinte: una rivolta verso la membrana basale sottostante, chiamata superficie basale, e l'altra rivolta invece verso il lato superiore dell'epitelio, detta superficie apico-laterale; quest'ultima è dotata spesso di specializzazioni funzionali distintive, come ad esempio la presenza di invaginazioni e protuberanze come microvilli o ciglia. Un'altra specializzazione funzionale, fondamentalmente delle cellule dello strato più esterno della cute, è la cheratinizzazione; le cellule cheratinizzate contengono cheratina, una molecola organica che, attraverso la creazione di ponti disolfuro le rende più resistenti ai traumi ed impermeabili ai liquidi come le unghie. Gli epiteli, in genere, non sono attraversati da capillari sanguigni e le sostanze utili per il loro mantenimento sono trasportate mediante liquidi interstiziali, dove gli elementi nutritivi passano per diffusione dai capillari sanguigni dei tessuti connettivi sottostanti. In istologia, i tessuti epiteliali possono essere classificati a seconda del ruolo che svolgono all'interno del corpo: si possono distinguere l'epitelio di rivestimento, l'epitelio sensoriale e l'epitelio ghiandolare o secretorio.
 
Di riccardo (del 19/12/2013 @ 13:31:19, in Lettera E, visto n. 2553 volte)
Tipo di epitelio formato da cellule appiattite e disposte in uno o più strati (epitelio pavimentoso semplice o stratificato. L'Epitelio pavimentoso semplice o monostratificato presenta un solo strato di cellule appiattite a contatto con la membrana basale. Dall'alto, le cellule sono strettamente giustapposte, con forme geometriche poligonali irregolari. In sezione trasversale appaiono sottili, con un lieve rigonfiamento al centro generato dal nucleo. Regola la filtrazione e la diffusione del rene e negli alveoli polmonari, dove forma delle barriere facilmente attraversabili per gli scambi con i fluidi interstiziali e tra il sangue e l'aria atmosferica. Nell'uomo si trova sulla superficie degli alveoli polmonari dove regola lo scambio di gas tra il sangue e l'aria, nell'apparato urinario in alcune parti della capsula di Bowman, riveste la superficie interna della membrana del timpano nell'orecchio, etc. L'endotelio che riveste i vasi sanguigni e il mesotelio che riveste le cavità sierose (pleura e pericardio e peritoneo) sono anche epiteli pavimentosi semplici. L'Epitelio pavimentoso composto o pluristratificato riveste le parti umide del corpo. Presenta due o più strati di cellule, di cui solo il più profondo è a contatto con la membrana basale, le cellule degli strati più profondi spesso non sono di forma appiattita, ma per convenzione l'epitelio viene classificato in base allo strato superficiale. Lo strato più profondo o basale presenta cellule con spiccate caratteristiche staminali, metabolicamente molto attive e proliferanti, si possono trovare anche numerose invaginazioni chiamate creste epiteliali che formano le papille connettivali all'interno delle quali si inseriscono i capillari che nutrono l'epitelio, altrimenti privo di vascolarizzazione. Nello strato intermedio o spinoso le cellule iniziano a differenziarsi, le cellule sono unite da desmosomi che al microscopio ottico appaiono come dei sottili ponti tra le cellule e prendono il nome di spine. Gli strati superficiali differenziano l'epitelio pavimentoso in cheratinizzato e non cheratinizzato. Nell'epitelio pavimentoso non cheratinizzato, detto più propriamente non corneificato, le cellule dello strato superficiale sono appiattite e la loro protezione e idratazione è dovuta alle secrezioni mucose riversate dalle ghiandole sulla superficie epiteliale. Si trova nella mucosa di bocca, faringe, esofago e retto, nell'uretra, sulla superficie anteriore della cornea e nella vagina. Le cellule degli epiteli pavimentosi non cheratinizzati possono contenere tracce di cheratina a prova della loro capacità di esprimere i geni per tale proteina, infatti a seguito di traumi o patologie si può assistere ad una cheratinizzazione. L'epitelio cheratinizzato per eccellenza è l'epidermide (cioè la cute), le cellule dello strato spinoso sintetizzano numerosi cheratinosomi e tonofibrille. Avvicinandosi agli strati superficiali (strato granuloso e strato lucido) si creano accumuli di cheratina e la cellula inizia un processo di apoptosi trasformandosi in lamelle appiattite di cheratina. Gli spazi intercellulari vengono riempiti da lipidi secreti dalle stesse cellule che impermeabilizzano la struttura. Questo strato superficiale impermeabile è detto strato corneo e può variare di spessore a seconda delle sollecitazione meccaniche a cui è esposto il distretto anatomico.
 
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