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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 16:52:50, in Lettera E, visto n. 698 volte)
Aumento di volume del fegato, che ha origine da diverse malattie sia epatiche sia sistemiche. Le dimensioni del fegato vengono valutate nel corso della visita del medico, attraverso la ricerca palpatoria del margine inferiore e la percussione del margine superiore, e in base a esami strumentali, come l'ecografia. I sintomi della malattia possono essere costituiti da una dolenzia nel quadrante superiore destro dell'addome; la terapia è rappresentata dalla cura della causa.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 16:56:43, in Lettera E, visto n. 815 volte)
Termine con cui si indica genericamente una malattia del fegato. In generale il quadro delle epatopatìe può andare dalla semplice steatosi - con accumulo reversibile di grassi (in particolare trigliceridi) sotto forma di goccioline nelle cellule epatiche-, all'epatite e alla cirrosi, con lesioni gravi, non più reversibili, e progressivamente sempre più gravi. Il danno epatico può essere causato da vari fattori, come ad esempio sostanze tossiche come l'alcol, sostanze chimiche, compresi alcuni farmaci) e agenti infettivi, come virus, batteri, parassiti, e da patologie relative ad altri organi, come ad esempio cardiopatie, malattie metaboliche, tumori.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 17:01:04, in Lettera E, visto n. 976 volte)
Farmaci considerati capaci di prevenire le alterazioni funzionali a livello epatico. Gli epatoprotettori non sono in grado di influenzare l'evoluzione di alterazioni organiche, dopo che il danno si è già instaurato. Il meccanismo d'azione investe la membrana cellulare, con azione protettiva: questa però si manifesta solo se il farmaco viene assunto immediatamente prima, oppure contemporaneamente al danno cellulare (da alcol, da virus). Gli epatoprotettori in realtà non possiedono un preciso ruolo terapeutico. Nelle epatopatie acute o croniche la cui causa non è definita, è stata dimostrata la capacità degli epatoprotettori di condizionare i test biochimici della funzionalità epatica (per esempio, transaminasi, fosfatasi alcalina, gamma-GT), senza però presentare alcuna influenza a lungo termine sulla evoluzione clinica della malattia. Benché la loro utilità sia dubbia, gli epatoprotettori maggiormente prescritti sono: fosfatidilcolina, metionina, silimarina, tiopronina, uridinfosfoglucoso.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 17:07:41, in Lettera E, visto n. 703 volte)
Letteralmente "discesa del fegato", è una Lassità dei legamenti del fegato che provoca uno spostamento dell'organo verso il basso.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 17:13:36, in Lettera E, visto n. 695 volte)
Aumento patologico di volume del fegato e della milza. L'epatosplenomegalìa può avere origine dal contemporaneo coinvolgimento dei due organi in malattie sistemiche (come ad esempio leucemie e linfomi), ma più spesso è causata da persistente congestione venosa di origine sistemica (come lo scompenso cardiaco), o da ostruzione intraepatica al drenaggio venoso portale (per esempio, epatopatie acute e croniche) con conseguente ipertensione portale. Le cause più diffuse di epatosplenomegalìa sono i diversi tipi di cirrosi epatica (alcolica, virale, metabolica): in tali condizioni l'ostacolo al drenaggio venoso attraverso il fegato è tale da causare una forte stasi nel sistema portale.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 17:16:36, in Lettera E, visto n. 4594 volte)
Tumore derivante dalle cellule epiteliali che tappezzano i ventricoli cerebrali (ependima) e dagli astrociti della nevroglia. Considerata la sede, vengono dati in modo precoce i segni dell'ipertensione endocranica. Gli ependimomi maligni sono chiamati ependimoblastomi. Questo tipo di tumore può manifestarsi ad ogni età, ma presenta due picchi caratteristici, uno da zero a 10 anni ed un altro tra i 40 e i 50 anni. Le lesioni intracraniche (in genere presenti nella fossa cranica posteriore) sono più comuni nella prima fascia di età mentre quelle spinali nella seconda. Si tratta di tumori piuttosto rari, sia tra le neoplasie del sistema nervoso (2,3%), sia tra i gliomi (5,6%). Vengono distinte in lesioni di basso grado (I e II della scala WHO) e lesioni anaplastiche (III della scala WHO). In particolare il subependimoma e l' ependimoma mixopapillare appartengono al grado I,l' ependimoma al grado II, l' ependimoma anaplastico al grado III. La terapia per gli ependimomi di basso grado nella spina dorsale resecabili è solamente chirurgica. Mentre l'utilità della radioterapia postchirurgica per gli ependimomi intracranici di basso grado rimane dubbia, i tumori anaplastici o quelli di basso grado non completamente escissi vengono normalmente curati proprio con la radioterapia. Studi clinici hanno evidenziato come gli ependimomi rispondano ai regimi chemioterapici, in particolar modo a quelli basati sul platino. Riguardo alla prognosi, gli ependimomi di grado II presentano una sopravvivenza libera da malattia a 6 anni del 66% ed una sopravvivenza globale dell'87%; per gli ependimomi anaplastici invece questi valori scendono rispettivamente al 29% e al 37%. Quando il tumore si trova nel midollo spinale, genera inevitabilmente compressione nervosa. Se l'ependimoma è situato al livello delle vertebre cervicali, i disturbi neurologici possono riguardare tutto il corpo, presentando problemi di sensibilità, formicolio, anchilosi, disturbi motori, sino alla paralisi totale (tetraplegia). Se invece il tumore si trova al livello delle vertebre lombari (è il caso più frequente), i sintomi saranno poi minori, ma non meno dolorosi:debolezza muscolare delle gambe fino alla paralisi (paraplegia), disturbi urinari, disturbi della sensibilità e dolore che si irradia dal bacino fino a piedi. L' Ependimoma Extraspinale (EEP), noto anche come ependimoma extradurale, rappresenta in genere un'insolita forma di teratoma oppure può essere confuso con un teratoma sacrococcigeo. Gli ependimoni possono a volte causare siringomielia e talvolta sono associati con neurofibromatosi di tipo II. L'unica terapia, difficile, considerata la sede, è chirurgica.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 17:55:24, in Lettera E, visto n. 867 volte)
Plica cutanea che talora copre l'angolo interno dell'occhio. Può presentarsi nella prima infanzia ed è considerato anomalo nell'adulto. L'epicanto può essere: mediale, se è posto prevalentemente nella zona vicino al naso; mediano se si trova in posizione centrale; laterale, se posto nella zona più esterna.
 
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