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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 18:04:51, in Lettera E, visto n. 1103 volte)
Sinonimo di ormoni. Sostanze che vengono prodotte dagli apparati del sistema endocrino (organi, singole cellule, masse cellulari) e svolgono funzioni differenziate all’interno dell’organismo; in generale, la funzione degli ormoni è quella di agire specificamente sui loro organi bersaglio, stimolando attività di vario tipo. Inoltre sono efficaci anche in quantità minime. Una prima grande distinzione è quella fra ormoni endocrini e ormoni tessutali (istio-ormoni). I primi sono prodotti dalle ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, paratiroidi, ghiandole surrenali, pancreas, gonadi, epifisi, timo), i secondi da diversi sistemi cellulari (come la mucosa intestinale, determinate cellule pancreatiche, cellule intestinali). Possiamo poi distinguere gli ormoni, secondo la composizione chimica, in ormoni di tipo fenolico (adrenalina, noradrenalina), di tipo proteico (insulina, glucagone), di tipo steroideo (corticosteroidi, ormoni sessuali). All’interno delle ghiandole endocrine si svolge il processo di sintesi ormonale; questo processo varia a seconda della ghiandola interessata. Come materiale di partenza vengono utilizzati prodotti normalmente presenti nell’organismo, come proteine, aminoacidi, colesterolo. Questi elementi vengono elaborati all’interno della ghiandola mediante un sistema enzimatico che è specifico per ogni singola ghiandola, e che porta alla produzione di ormoni altrettanto specifici (benché ghiandole diverse possano produrre ormoni che svolgono azioni simili). La sintesi ormonale è controllata da fattori di tipo nervoso e umorale. In particolare, alcune ghiandole sono controllate direttamente dal sistema nervoso, come la parte midollare del surrene (che produce le catecolamine), controllata dall’ipotalamo e dal midollo allungato, o l’ipofisi posteriore (che produce ossitocina e vasopressina), controllata dall’ipotalamo. In altri casi invece la produzione ormonale è regolata per via umorale, come quella dell’insulina e del glucagone (la loro produzione è regolata dal livello di glucosio presente nel sangue) o del paratormone (regolata dal livello di calcio nel sangue). Vi sono poi ghiandole che, mediante la loro azione, ne controllano altre, come nel caso dell’ipofisi che stimola la funzione endocrina della tiroide (mediante la secrezione di tireotropina), delle gonadi (con le gonadotropine) e della corteccia surrenale (con la corticotropina). La funzione svolta dagli ormoni è quella di regolare i processi biologici che hanno luogo in organi o tessuti, sovrapponendosi in una certa misura ai meccanismi di controllo già presenti a livello delle cellule, allo scopo di adattarli alle esigenze globali dell’organismo in ciascun momento. Vi sono ormoni che agiscono rapidamente, mentre altri hanno un effetto più lento. Fra quelli che sortiscono un effetto immediato vi sono adrenalina e noradrenalina. Inoltre vi sono ormoni che operano in modo diretto, altri in modo indiretto. L’azione diretta si ha quando l’ormone agisce direttamente a livello del suo organo bersaglio; ad esempio, gli androgeni e gli estrogeni agiscono direttamente sugli organi genitali. Nell’azione indiretta l’ormone stimola un’altra ghiandola a produrre ormoni che, a loro volta, agiranno per via diretta; ad esempio, le gonadotropine prodotte dall’ipofisi svolgono un’azione di stimolo sulla produzione di estrogeni da parte dell’ovaio. Vi è poi l’azione condizionata; in questo caso l’ormone agisce direttamente sul suo organo bersaglio, ma l’effetto di questa azione dipende dallo stato cellulare dell’organo stimolato. La ricerca scientifica oggi permette di riprodurre per sintesi gran parte degli ormoni dell’organismo umano. Questo consente sia di studiare l’effetto di queste sostanze e comprenderne meglio la funzionalità, sia di produrre farmaci a partire da ormoni di sintesi con caratteristiche modificate rispetto alle loro controparti organiche. Alcuni esempi di farmaci di questo genere sono i contraccettivi, gli anabolizzanti, gli antiinfiammatori steroidei.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 18:22:43, in Lettera E, visto n. 821 volte)
Termine con cui si indica genericamente ogni malattia dell'intestino. Ad esempio, enteropatia essudativa, patologia di origine sconosciuta, forse su base malformativa linfatica congenita; enteropatia da glutine, caratterizzata da malassorbimento con sprue e atrofia dei villi intestinali a causa di intolleranza al glutine. Fin dalla prima infanzia è presente steatorrea; enteropatia proteino-disperdente, ossia eccessiva perdita di proteine tramite la mucosa intestinale che essere conseguente a diverse condizioni patologiche: infiammazioni intestinali, a causa di estese ulcerazioni presenti nella mucosa; alterazioni diffuse della mucosa come nel morbo celiaco; rapida desquamazione delle cellule epiteliali della mucosa e linfangectasia intestinale.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 18:28:17, in Lettera E, visto n. 816 volte)
Emorragia intestinale, con sangue che proviene da un tratto non meglio precisato del tubo digerente. Le cause possono essere malformazioni congenite all'ulcera peptica, infezioni e traumi. I disturbi consistono nella comparsa di sangue rosso vivo oppure nerastro nelle feci, raramente nella presenza di sangue nel vomito, frequentemente in borborigmi e a volte in dolori addominali crampiformi; nel caso di forti emorragie, possono manifestarsi sintomi e segni sistemici di anemia, fino ad arrivare alla disidratazione e allo shock. La diagnosi consiste sulla ricerca del punto di sanguinamento, se raggiungibile per via endoscopica superiore o inferiore; ecografia e TAC sono in grado di rivelare la presenza di ematomi o raccolte sanguigne intraddominali, ma - nei casi in cui ci siano dei dubbi - può essere necessaria l'esecuzione di una scintigrafia con emazie marcate (tecnica diagnostica che ricorre all'inoculazione di globuli rossi radioattivi). Talora, specialmente nell'evenienza di forti o frequenti emorragie, è necessario ricorrere a una laparotomia esplorativa. Dal punto di vista terapeutico, l'impiego della somatostatina o della glipressina ha consentito di limitare il ricorso alle trasfusioni di sangue, mentre l'endoscopia, quando le lesioni non sono situate nell'intestino tenue, ha permesso con l'uso del laser e della elettrocoagulazione di evitare molti interventi chirurgici. Altrettanto efficace si è dimostrata l'embolizzazione in corso di arteriografia del circolo sanguigno che rifornisce il tubo digerente, soprattutto nelle lesioni sanguinanti non raggiungibili per via endoscopica (cioè tutte quelle localizzate nell'intestino tenue, nel fegato, nel pancreas e nell'intestino cieco).
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 18:36:58, in Lettera E, visto n. 765 volte)
Intervento chirurgico con cui l'intestino tenue viene messo in comunicazione con l'esterno. Lo Scopo dell'enterostomìa è di creare un ano artificiale in caso di estese asportazioni di colon, o di permettere l'alimentazione in pazienti con ostruzioni a livello gastrico o esofageo. L'enterostomia a canna di fucile, indica due segmenti separati di intestino paralleli tra loro simili alle canne di un fucile da caccia nel punto in cui attraversano la parete addominale.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 13:18:44, in Lettera E, visto n. 761 volte)
Termine che indica in modo generico una tossina prodotta all'interno dell'intestino, più spesso una tossina generata da alcuni ceppi di stafilococco, che è all'origine di intossicazioni alimentari acute. In genere è termostabile, di basso peso molecolare e solubile in acqua. L'enterotossina tende ad essere citotossica e distrugge le cellule alterando la permeabilità della membrana plasmatica delle cellule epiteliali della mucosa intestinale. Le enterotossine hanno un effetto molto marcato sul tratto gastrointestinale, e causano vomito, diarrea e dolore addominale. L'aumentata permeabilità agli ioni cloruro porta perdite nel lume ed è seguita dal movimento di sodio e acqua. Dopo poche ore dall'ingestione di enterotossina si genera una diarrea secretoria. Numerosi e diversi batteri producono enterotossine capaci di creare un simile effetto, fra questi lo Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Vibrio cholerae ed altri.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 13:35:44, in Lettera E, visto n. 1832 volte)
Infiammazione che riguarda i legamenti articolari nel loro punto di inserzione nell'osso. È una manifestazione caratteristica dell'artrite reumatoide. Esistono diverse tipologie di entesopatia, fra cui: borsite sottoacromio-deltoidea; entesopatia del tendine d'achille; sindrome della spalla di Milwaukee; tendinopatia inserzionale della cuffia dei rotatori; tendinopatia inserzionale degli estensori della mano (meglio nota con il termine di epicondilite laterale); tendinopatia inserzionale dei flessori del polso e della mano (più conosciuta con il nome di epicondilite mediale o epitrocleite).Ogni tipo di trauma o infiammazione a carico dell'entesi genera una entesopatia. Alcune malattie endocrine e metaboliche e anche alcuni tipi di farmaci possono essere all'origine di un'entesopatia. Per quanto riguarda le forme localizzate esse sono più diffuse fra gli atleti e i nomi delle infiammazioni tipiche prendono il nome dalla professione svolta (come ad esempio il gomito del tennista). Fra i sintomi e i segni clinici sono riscontrati soprattutto edema e sclerosi reattiva.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 13:45:19, in Lettera E, visto n. 766 volte)
Detto anche endoderma, è un foglietto embrionale formato attraverso un processo di introflessione della lamina embrionale, all'inizio della terza settimana di vita intrauterina. Da esso prende origine l'epitelio dell'apparato digerente e le ghiandole a questo annesse. In particolare, l'endoderma dà origine all'intestino primitivo (anteriore, medio e posteriore), da cui prendono vita l'epitelio dell'apparato respiratorio, dell'apparato digerente e delle ghiandole ad esso annesse (fegato, pancreas, ecc.) e di una parte dell'apparato urinario (vescica urinaria e uretra).
 
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