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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 17:33:12, in Lettera E, visto n. 747 volte)
Infiammazione acuta o cronica della mucosa dell'intestino tenue. Può presentare distribuzione segmentaria o, più spesso diffusa, investendo altri tratti del tubo digerente (gastro-enteriti, entero-coliti ecc.). Dal punto di vista eziologico, le enteriti possono essere: 1) primitive, dovute a infezioni (batteri, virus, parassiti, miceti) o farmaci; 2) secondarie, in corso di stati tossici, allergopatie, endocrinopatie ecc. Le forme acute vengono di solito sostenute da infezioni virali, batteriche (colera, tifo, salmonellosi), micotiche o parassitarie, da tossici (tossine batteriche, farmaci), allergie alimentari, assunzione di cibi o bevande molto fredde. Le forme croniche possono essere infettive (tubercolosi, AIDS), tossiche (uremiche nell'insufficienza renale cronica, etiliche, da piombo), dovute ad allergia o intolleranza alimentare (morbo celiaco), a patologie immunitarie oppure a patologie non ancora certa (morbo di Crohn). I sintomi sono diarrea (con feci liquide, maleodoranti e ricche di alimenti non digeriti), febbre, disidratazione, astenia, dolori addominali; si aggiungono nelle varianti croniche calo di peso per malassorbimento, steatorrea, anemia, ipoproteinemia e altri disturbi sistemici. Le enteriti spesso sono associate a gastrite e a colite, soprattutto nei processi infettivi, allergici e tossici. La terapia consiste nell'uso di antibiotici sistemici e non assorbibili, sulla reidratazione, spesso sospendendo l'alimentazione orale e passando a quella parenterale, sul riposo a letto; in alcuni casi vengono utilizzati i cortisonici (morbo celiaco, morbo di Crohn) e il cromoglicato di sodio (enterite allergica), o altri farmaci specifici.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 13:31:40, in Lettera E, visto n. 670 volte)
Detto anche ossiuro, è un verme nematode, lungo circa 5-10 mm (verme a spillo); è all'origine dell'ossiuriasi.
 
Di maxmong (del 24/10/2013 @ 19:01:49, in Lettera E, visto n. 1402 volte)
Si definisce enterocele la protrusione o erniazione del piccolo intestino e del peritoneo nello spazio tra retto e vagina (tasca del Douglas) responsabile il più delle volte di compressione sul retto con conseguente stipsi. In caso di stipsi ostruttiva (SOD o Sindrome da Ostruita Defecazione)la terapia è prevalentemente chirurgica e dovrebbe essere preceduta da opportuna terapia con catartici.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 17:43:07, in Lettera E, visto n. 752 volte)
Recettore collocato in organi cavi con la capacità di registrarne le condizioni e trasmettere l'informazione relativa ai centri che regolano la vita vegetativa.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 17:45:02, in Lettera E, visto n. 1220 volte)
Sinonimo di clistere.Introduzione nel retto-colon di mezzi di contrasto per lo studio radiologico del grosso intestino. Si parla di clisma opaco quando viene somministrata una sostanza opaca ai raggi X (in genere solfato di bario in soluzione acquosa), con lo scopo di dimostrare in modo grossolano la presenza di lesioni malformative, diverticolari o neoplastiche. Il clisma a doppio mezzo di contrasto è basato sull'introduzione di aria associata al solfato di bario, che consente una valutazione molto più precisa di tutto l'intestino crasso; viene preferito nella diagnosi di colite ulcerosa, malattia di Crohn del colon, colite ischemica, diverticolosi, polipi e tumori del colon-retto.
 
Di Admin (del 18/05/2010 @ 11:13:28, in Lettera E, visto n. 3194 volte)
Genere di batteri Lattacidi difficili da distinguere dagli Streptococchi sulla base delle sole caratteristiche fisiche. Alcune forme di Enterococchi sono comuni nell'organismo umano, Enterococcus faecalis ed Enterococcus faecium. Si tratta di organismi anaerobi facoltativi, vale a dire che preferiscono di norma consumare ossigeno, ma possono anche farne a meno. Gli Enterococchi possono produrre infezioni del tratto urinario, endocarditi batteriche, meningiti, batteriemia e diverticoliti. Appaiono molto resistenti agli antibiotici. Raramente, in seguito ad interventi di neurochirurgia, l'organismo può subire una meningite enterococcica, complicazione che va trattata con vancomicina endovenosa.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 17:51:51, in Lettera E, visto n. 783 volte)
Malattia infiammatoria acuta o cronica che colpisce la tonaca mucosa dell'intestino tenue e del colon, originata da processi infettivi, tossici, allergici, da fattori termici (assunzione di cibi o bevande molto fredde) o da malattie di origine sconosciuta (vedi anche enterite). La forma acuta si presenta con dolori addominali crampiformi diffusi, febbre di grado elevato, diarrea (con diverse scariche quotidiane di feci in parte liquide e con residui alimentari ben riconoscibili, a volte con presenza di muco e sangue), disidratazione, sete e forte stanchezza; la guarigione è spontanea in pazienti immunocompetenti e in assenza di complicanze. Un cenno particolare merita - in questo senso - l'enterocolite pseudomembranosa, gravissima e spesso drammatica complicanza di trattamenti antibiotici con farmaci come la clindamicina e la lincomicina. Le enterocoliti croniche possono essere conseguenti ad infezioni ileocecali (tubercolosi), di malattie la cui causa è ignota (morbo di Crohn ileocolico, enterocolite collagena), di esposizione a radiazioni o a farmaci antitumorali, di parassitosi o di micosi (candidosi); oltre a diarrea e a dolori addominali, possono presentarsi disturbi generali (calo ponderale da malassorbimento), anemia, ipoproteinemia e ipovitaminosi. La terapia, nelle enterocoliti acute, consiste nel riposo a letto, nella reidratazione per via endovenosa (specialmente nei bambini e nei lattanti), nella sospensione dell'alimentazione orale con passaggio, nei casi più seri, alla nutrizione parenterale totale. Nelle enterocoliti croniche vengono somministrati antibiotici sistemici (come nel caso della tubercolosi e del morbo di Crohn), e chemioterapici nelle parassitosi, antimicotici nelle candidosi, mentre nelle forme allergiche può essere utile il cromoglicato di sodio. Il morbo di Crohn prevede invece un trattamento specifico.
 
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