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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 13:44:43, in Lettera E, visto n. 728 volte)
Infiammazione dell'endocardio che può avere cause infettive, immunologiche oppure collegate ad altri agenti chimici e fisici: le prime costituiscono entità cliniche autonome, le altre si inscrivono nel quadro complessivo di malattie sistemiche. Nelle forme infettive, di gran lunga prevalenti, l'alterazione endoteliale è associata a stratificazioni di tipo trombotico: le lesioni più importanti vengono riscontrate nelle valvole cardiache, in particolar modo la mitrale e l'aortica (quest'ultima rimane solitamente compromessa dal punto di vista funzionale anche dopo la guarigione della malattia). L'endocardite batterica acuta è provocata da microrganismi come lo streptococco alfa-emolitico, lo Streptococco faecalis (enterococco), gli Stafilococchi aureus ed epidermidis, che possono infettare in vario modo le valvole cardiache sane o già lese; in misura minore possono essere coinvolti anche lo pneumococco, il gonococco e altri batteri (tra questi va ricordato lo streptococco beta-emolitico di gruppo A), funghi, rickettsie e protozoi. Si verifica la distruzione del tessuto valvolare con deposito trombotico di varia entità. La sintomatologia può presentare febbre più o meno elevata, tachicardia, embolie, lesioni miocardiche, comparsa di un vizio valvolare ed eventualmente di insufficienza cardiaca. L'endocardite batterica subacuta si presenta di solito in un cuore già colpito da precedenti manifestazioni morbose. Le valvole hanno la tendenza ad alterarsi come nella forma acuta, ma con una minore propensione all'ulcerazione del tessuto. Ipertermia protratta, astenia, dolori articolari, pallore, dimagramento sono tra i sintomi più comuni. L'endocardite acuta reumatica è causata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A, agente causale della malattia reumatica; la sintomatologia non è definita, con lieve febbre, senso di malessere, dolori articolari, tachicardia, alterazione dei toni cardiaci, comparsa di soffi. La terapia è a base di antibiotici, cortisonici, antireumatici.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 16:07:50, in Lettera E, visto n. 828 volte)
Insieme delle ghiandole a secrezione interna, che riversano il loro prodotto (gli ormoni) direttamente nel sangue. Le ghiandole endocrine in senso stretto sono: l'ipofisi, l'epifisi, le paratiroidi, la tiroide, le ghiandole surrenali (nelle porzioni sia corticale che midollare), il pancreas, le gonadi (testicolo, ovaio). Possiedono una funzione endocrina anche il timo e le cellule del sistema APUD, che captano e decarbossilano le amine (Amine Precursor Uptake Decarboxylation). Gruppi di cellule endocrine si presentano inoltre nell'intestino, nei polmoni e in altri organi. In considerazione della sua produzione di sostanze ormonali che hanno come bersaglio l'ipofisi, rientra infine nel gruppo degli organi ad attività endocrina anche l'ipotalamo,struttura propria del sistema nervoso. Le funzioni delle ghiandole endocrine sono strettamente integrate tra loro; esistono inoltre connessioni anatomiche e funzionali tra sistema endòcrino e sistema nervoso - attraverso il cosiddetto asse ipotalamo-ipofisario - e tra sistema endòcrino e sistema immunitario, sempre con la mediazione del sistema nervoso. Per studiare meglio queste interconnessioni, stanno avanzando ambiti di ricerca interdisciplinari come la psico-endocrinologia e la neuro-endocrino-immunologia. Gli ormoni sono emessi dal citoplasma delle cellule, contenuti in granuli o vescicole e riversati direttamente nel tessuto circostante e/o nel torrente circolatorio, da cui raggiungono poi gli organi bersaglio dove esplicano la loro specifica azione. Ogni ormone raggiunge attraverso il sangue tutti i punti dell'organismo, ma svolge poi un'azione solo sulle cellule dotate di opportuni recettori. Ad esempio l'ormone insulina rilasciato dalle ghiandole endocrine del pancreas agisce su recettori cellulari che provocano l'apertura di canali appositi per l'assorbimento del glucosio, fondamentale nutriente da cui le cellule ricavano energia, determinando un abbassamento della glicemia. Un singolo ormone può espletare il suo compito in più sedi e compiti diversi in sedi differenti, persino compiti opposti come, ad esempio, nel caso dell'adrenalina, che mentre aumenta il flusso sanguigno ai muscoli scheletrici lo diminuisce in corrispondenza del tratto gastrointestinale.Per l'apparato endocrino non si può parlare di continuità anatomica, bensì di continuità funzionale: se ad esempio il sistema nervoso è diramato in ogni punto dell'organismo, ma funziona solo fino a quando le informazioni possono essere condotte di neurone in neurone al sistema nervoso centrale, gli organi endocrini sono invece localizzati in sedi distanti dal punto in cui servono gli ormoni prodotti. Il funzionamento del sistema endocrino è caratterizzato da una complessa regolazione che deve rispondere perfettamente alle esigenze dell'organismo. La produzione e liberazione di ogni ormone dipende da fattori stimolanti o inibenti, in alcuni casi costituiti dalla stessa azione che si vuole produrre: tornando all'esempio dell'insulina, questa viene prodotta e secreta nel sangue in quantità proporzionale al valore della glicemia, svolgendo la sua funzione ipoglicemizzante con un meccanismo, molto utilizzato nell'organismo, denominato feedback; in altri casi vi è un controllo attraverso il sistema nervoso periferico come ad esempio nella liberazione di adrenalina da parte delle ghiandole surrenali, stimolata da un impulso nervoso di tipo simpatico; in altri casi sono gli ormoni stessi a svolgere il ruolo di fattori di stimolo o di inibizione, come nel caso di molti ormoni ipofisari che hanno come organo bersaglio altre ghiandole o cellule endocrine. L'attività degli ormoni può essere: endocrina, ossia gli ormoni vengono rilasciati nel torrente circolatorio per raggiungere bersagli lontani; paracrina, quando gli ormoni sono rilasciati direttamente nell'organo o nel tessuto e hanno funzione sulle cellule vicine; autocrina se gli ormoni rilasciati hanno azione sulle stesse cellule che li hanno prodotti e rilasciati (ciò consente di regolare finemente la produzione ormonale con il meccanismo di feedback).Spesso la situazione di azione ormonale si presenta mista (ad esempio autocrina + paracrina).
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 13:50:46, in Lettera E, visto n. 633 volte)
Settore della medicina che studia la fisiologia e la patologia del sistema endocrino.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 13:51:40, in Lettera E, visto n. 637 volte)
Foglietto embrionale formato attraverso un processo di introflessione della lamina embrionale, all'inizio della terza settimana di vita intrauterina. Da esso prende origine l'epitelio dell'apparato digerente e le ghiandole a questo annesse. In particolare, l'endoderma dà origine all'intestino primitivo (anteriore, medio e posteriore), da cui prendono vita l'epitelio dell'apparato respiratorio, dell'apparato digerente e delle ghiandole ad esso annesse (fegato, pancreas, ecc.) e di una parte dell'apparato urinario (vescica urinaria e uretra).
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 14:05:20, in Lettera E, visto n. 833 volte)
Termine con cui vengono indicate le uveiti diffuse. Si tratta di una grave infezione bulbo oculare, in genere secondaria ad interventi chirurgici o ad infezioni oculari. Alcuni pazienti sono particolarmente a rischio per le loro condizioni generali di salute (es. diabete). Si manifesta con calo del visus, dolore eventualmente irradiato anche alla regione periorbitaria, fotofobia e intenso rossore dell'occhio. Spesso è anche associata a secrezione mucopurulenta. Non sono tuttavia rari i casi in cui alcuni di questi sintomi mancano.Il rischio è quello di subire una riduzione visiva successivamente alla lesione di una o più strutture oculari e, nei casi più gravi, potrebbe verificarsi anche la perdita dell'occhio. A seconda della gravità dell'infezione e del tempo trascorso tra l'intervento (nei casi di endoftalmite postchirurgica) e l'endoftalmite, il chirurgo oculista può scegliere, come terapia, tra la sola iniezione di antibiotici o l'intervento.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 14:14:25, in Lettera E, visto n. 686 volte)
Liquido contenuto nelle cavità del labirinto membranoso dell'orecchio interno, ossia all'interno della coclea, dei canali semicircolari e del vestibolo. Presenta un aspetto lattescente e contiene in sospensione concrezioni calcaree (cristalli di aragonite, otoliti, statoliti). Si differenzia dalla perilinfa, che si trova nelle rampe timpanica e vistibolare della coclea, per la concentrazione bassa di sodio ed elevata di potassio, quest'ultima fondamentale per tutti i fenomeni elettrici associati alle membrane delle cellule sensoriali dell'orecchio interno. È presente inoltre una forte concentrazione di proteine.
 
Di dr.psico (del 06/09/2007 @ 15:43:58, in Lettera E, visto n. 1291 volte)
Tessuto di rivestimento dell'interno dell'utero che si sfalda durante il periodo mestruale causando le perdite di sangue.
 
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