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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 07/04/2014 @ 13:33:46, in Lettera E, visto n. 942 volte)
Detto anche malattia di Lyme, è una patologia infettiva descritta per la prima volta nel 1977 a Lyme nel Connecticut, Stati Uniti, e riscontrata successivamente in modo ripetuto in altre regioni; per questo, ai nostri giorni viene considerata una forma infettiva praticamente ubiquitaria. L'agente che dà origine alla malattia è la spirocheta Borrelia burgdorferi trasmessa da una zecca. Alcune specie di gatto svolgono un ruolo critico nel ciclo vitale del batterio mentre i cervi sembrano ospiti necessari allo sviluppo delle zecche. Nonostante le caratteristiche di base della malattia siano simili in ogni luogo, alcune variazioni regionali sono state descritte sia riguardo al microrganismo responsabile sia agli ospiti intermedi e anche del quadro delle manifestazioni cliniche. Le fasi ciniche attraverso le quali la malattia di Lyme si manifesta sono classicamente tre: inizia in genere nella stagione estiva con una tipica lesione cutanea, l'eritema migrante formato da elementi maculo-papulari che si trasformano in lesioni allargate dalla forma ad anello,bordi arrossati e alone centrale chiaro e con diversi sintomi generali come cefalea grave, febbre, brividi, malessere, astenia, artralgie, lieve rigidità nucale. Dopo settimane o mesi, si manifestano disturbi neurologici quali meningite encefalite ecc. o cardiaci. Dopo un arco di tempo che può andare da alcuni mesi fino a 1-2 anni, possono presentarsi danni articolari, cutanei o neurologici. La diagnosi è sierologica e si basa sulla ricerca degli anticorpi specifici oppure bioptica con l identificazione della Borrelia all'interno delle lesioni cutanee. La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici come tetracicline, penicilline o macrolidi, in base a alla gravità e alla risposta del microrganismo.
 
Di riccardo (del 07/04/2014 @ 13:26:20, in Lettera E, visto n. 1288 volte)
Detto anche eritema solare, è provocato da una esposizione prolungata della cute all azione dei raggi ultravioletti. Si manifesta nelle zone esposte alla luce con i seguenti sintomi: forte arrossamento che, nei casi piu gravi, è accompagnato da vescicole, bolle ed edema, bruciore e dolore che può regredire nell'arco di qualche giorno con desquamazione ed esfoliazione della pelle la quale rimane abbronzata.
 
Di dermatologia (del 05/04/2011 @ 11:51:43, in Lettera E, visto n. 3606 volte)
L'eritema ab igne o dermatite da scaldino è un fenomeno dermatologico che può esordire quando la cute è esposta in maniera cronica o prolungata a fonti di calore. Esso inizia con un eritema a forma di reticolo, che può pigmentare nei giorni successivi. È importante rivolgersi al proprio dermatologo, per distinguere al momento della visita, un eritema da scaldino da altri fenomeni dermatologici con caratteristiche cliniche apparentemente simili.
 
Di riccardo (del 07/04/2014 @ 13:08:03, in Lettera E, visto n. 1040 volte)
Eruzione maculo-papulare che presenta un colorito generalmente rosso acceso. Le zone in cui è localizzatio in genere sono gli zigomi e il dorso del naso con una disposizione che richiama la forma della farfalla. E' caratteristico del lupus eritematoso ma può manifestarsi anche in altre patologie come Aids, Dermatite seborroica;Dermatitomiosite; Erisipela; Pemfigo foliaceo; Rosacea; Sclerosi tuberosa; Sindrome di Bloom; Sindrome di Cockayne.
 
Di dr.rogato (del 30/09/2007 @ 12:25:32, in Lettera E, visto n. 1663 volte)
Cambiamento di colore della cute che scompare alla vitropressione. E' un fenomeno legato alla iperemia dei plessi vascolarei superficiali (iperafflusso ematico) e pertanto scompare quando comprimo i vasi. Può essere roseolico con chiazze di 4-5mm, morbilliforme, con dimensioni di 1-2mm o piastriforme, quando si estende su una vasta superficie.
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 15:46:29, in Lettera E, visto n. 5369 volte)
L'erisipela (dal greco ερυσίπελας - pelle rossa) è un'infezione acuta della pelle causata da batteri piogeni; il principale responsabile è lo streptococco beta-emolitico di gruppo A, ma in alcuni casi è presente lo stafilococco aureo o altri germi meno comuni. Le sedi più comuni d'insorgenza della malattia sono rappresentate da: braccia, gambe e volto (talvolta bilateralmente). La malattia di solito esordisce improvvisamente con febbre (anche elevata), brividi e malessere generale. Sulla pelle si evidenzia una chiazza arrossata, leggermente rilevata con margini netti. La superficie cutanea nella zona colpita appare liscia, lucida, tesa e calda al tatto. Talvolta si possono manifestare anche vescicole, bolle o lesioni purpuriche (soprattutto agli arti inferiori). La diagnosi si basa cioè sull'esame obiettivo. La terapia prevede la somministrazione di antibiotici (prevalentemente cefalosporine o macrolidi). Da evitare l'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sospettati di favorire l'evoluzione verso le forme più gravi della malattia.
 
Di riccardo (del 07/04/2014 @ 12:49:11, in Lettera E, visto n. 755 volte)
Detta anche terapia occupazionale, costituisce una forma di rieducazione psicomotoria che si basa sull'esecuzione di un attività che ha come scopo quello di ripristinare la funzionalità dell organismo. La finalità è la riabilitazione del soggetto oltre che sul piano fisico anche su quello psichicoe farlo arrivare al più alto grado di autonomia nella self-care, nelle A.D.L. (attività della vita quotidiana), in ambito scolastico, lavorativo e nella comunità. Gli interventi investono i sguenti ambiti: neurologia, per la normalizzazione dei movimenti; ortopedia, per riabilitare la l'individuo dopo fratture, lesioni ai tendini ed ai nervi, amputazioni, malattie reumatiche e altre patologie riguardanti in particolar modo l’arto superiore; geriatria, per aiutare soggetti anziani affetti da patologie d’origine neurologiche (quali Alzheimer, Parkinson, da disturbi reumatici (artrosi) o da depressione a recuperare almeno in parte l'autonomia persa; psichiatria, col fine di rafforzare e stabilizzare le prestazioni psichiche; pediatria, per rieducare e sviluppare le abilità deficitarie utilizzando il gioco, il lavoro manuale, l'attività artigianale o gli allenamenti specifici, e favorire l'autonomia e la partecipazione nella famiglia, a scuola e nella comunità.
 
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