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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 12/03/2014 @ 16:00:55, in lettera E, visto n. 768 volte)
Farmaco appartenente alla classe degli inibitori dell'enzima convertitore dell'angiotensina (ACE), in particolare al sottogruppo carbossilico. L'enalapril, come gli altri ACE-inibitori, blocca la trasformazione dell'angiotensina I in angiotensina II: questo effetto si traduce in una diminuzione delle resistenze periferiche, aumento del flusso sanguigno renale, aumento di alcune prostaglandine (PGE1 e PGE2) a effetto ipotensivante. La riduzione della pressione arteriosa (attraverso la diminuzione della produzione di angiotensina II, che è un potente vasocostrittore diretto e stimolatore della produzione di aldosterone, ormone dotato di potente azione sodio-ritentiva e attraverso la diminuzione delle resistenze periferiche), sommata ai positivi effetti che questa classe di farmaci esercita sul cuore (protezione e rimodellamento dell'endotelio vasale, miglioramento globale della funzione cardiaca anche in conseguenza della già citata diminuzione delle resistenze periferiche), fanno dell'Enalapril, al momento attuale, uno dei farmaci principali per il trattamento dell'ipertensione arteriosa e dell'insufficienza cardiaca (è dimostrata la sua capacità di ridurre la mortalità in pazienti affetti da questa patologia). Gli ACE-inibitori sono in grado anche di ridurre la mortalità precoce post-infartuale. Gli ACE-inibitori sono particolarmente indicati nella terapia antipertensiva dei pazienti affetti da diabete mellito e broncopneumopatia cronica ostruttiva. Attualmente sono state superate in gran parte le remore iniziali nell'uso dell'enalapril in caso di insufficienza renale, legate a un presunto effetto negativo sulla funzionalità renale. Rimangono valide le controindicazioni al suo impiego in caso di gravidanza, allattamento e stenosi bilaterale delle arterie renali.
 
Di riccardo (del 13/03/2014 @ 13:37:35, in Lettera E, visto n. 780 volte)
Eruzione caratterizzata dalla comparsa di macchie rosse di dimensioni diverse localizzata alle mucose, in prevalenza della bocca e della faringe, in concomitanza di una malattia infettiva esantematica. È molto frequente durante morbillo, rosolia, scarlattina e mononucleosi. Corrisponde all'esantema cutaneo.
 
Di riccardo (del 13/03/2014 @ 13:39:20, in Lettera E, visto n. 700 volte)
Articolazione mobileappartenente al gruppo delle diartrosi. Presenta due superfici articolari, una concava e una convessa, tenute a contatto attraverso una capsula fibrosa rinforzata da legamenti. Le enartrosi consentono i movimenti di flessione-estensione, adduzione-abduzione, rotazione e circumduzione, come ad esempio nel caso della spalla e dell'anca.
 
Di salute (del 01/04/2009 @ 12:52:15, in Lettera E, visto n. 11426 volte)
Indica i processi infiammatori che interessano l'encefalo, conseguenti prevalentemente a infezioni virali, ma anche a infezioni batteriche o micotiche. I sintomi tipici sono cefalea, vomito, febbre, letargia estrema e in alcuni casi coma. Nella fase acuta della malattia si verificano spesso disturbi della vista, compromissione dell'udito, paralisi facciale; conseguenze permanenti dell'encefalite possono essere cecità, sordità, epilessia e demenza. Le forme virali possono essere divise in infezioni da virus primariamente detti neurotropi, ossia che colpiscono direttamente il sistema nervoso, e infezioni da virus secondariamente neurotropi, se insorgono come complicanze di un'infezione virale di qualche altra parte dell'organismo. Attualmente, la suddivisione in virus primariamente o secondariamente neurotropi ha perso parte del suo valore perché, a eccezione della rabbia, le encefaliti sono solitamente complicanze neurologiche di forme virali generalizzate. Per tale motivo, si preferisce dividere le encefaliti in virali acute, se si manifestano entro breve tempo dall'infezione, e in encefaliti da virus lenti, se si manifestano dopo mesi o anni dall'infezione e hanno sviluppo progressivo. 2 Encefaliti virali acute e da virus lenti Appartengono al gruppo delle encefaliti virali acute le encefaliti causate da rabbia, parotite, morbillo, poliomielite, herpes virus, influenza, febbre gialla, e le encefaliti conseguenti alla puntura di artropodi (zanzare, zecche) che, insorgendo in forma di epidemie, prendono il nome dalla località in cui si manifestano (ad esempio encefalite giapponese, encefalite russa, encefalite di Saint Louis). Sono considerate encefaliti da virus lenti la panencefalite sclerosante subacuta, il cui agente responsabile sembra essere un virus strettamente collegato con quello del morbillo, e la leucoencefalite multifocale progressiva, rara malattia che si associa sempre a patologie molto gravi come la leucemia, l'AIDS, il linfoma e il carcinoma. 3 Altri tipi di encefalite Encefaliti possono verificarsi, anche se molto raramente, in seguito all'inoculazione di vaccini attenuati come quelli contro il vaiolo e la febbre gialla, o in conseguenza di un'infezione dallo sporozoo Toxoplasma gondii, un parassita degli animali, degli uccelli e dell'uomo, o anche in conseguenza della tripanosomiasi, l'infezione da protozoo Trypanosoma cruzi trasmessa dalla puntura della mosca tse-tse. Inoltre, occasionalmente compaiono forme di encefalite, apparentemente non infettive, come complicanza degli avvelenamenti da contatto con i metalli pesanti, in modo particolare con il piombo.
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 12:07:09, in Lettera E, visto n. 1244 volte)
Encefaliti metastatiche. Sono provocate da germi localizzati a livello del tessuto nervoso trasmessi per via ematica (patolologie polmonari, endocarditica, ecc.). Generalmente si presentano sotto forma di microascessi.L'ascesso cerebrale è sempre secondario (metastasi). I sintomi più comuni sono febbre elevata, continua in casi gravi; modica in casi di media gravità, cefalea costante, bradicardia nel corso di episodi febbrili, vomito, vertigini, crisi epilettiche, neurite ottica, lieve linfocitosi e modesta leucocitosi ; decadimento generale, rapido, intenso. Effettuata la diagnosi la terapia di elezione è quella chirurgica per lo svuotamento degli ascessi, accompagnata dall'uso di antibiotici sulfamidici, penicilina, streptomcina. La prognosi è sempre grave. Encefaliti post-vacciniche e parainfettive. Le encefalomieliti post-vacciniche insorgono dopo somministrazione di un vaccino, di solito quello antitifico: L'incubazione è di 12-15 giorni. Assai più rare sono le complicazioni encefalomielitiche per le altre vaccinazioni.Le encefalomieliti parainfettive sono secondarie a di tonsilliti, broncopolmoniti e gastroenteriti (specie nell'infanzia).
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 16:20:57, in Lettera E, visto n. 3116 volte)
Quando i batteri penetrano nel sistema nervoso possono creare lesioni infiammatorie suppurative: puà avvenire a causa di un trauma o a causa di altre infezioni (es. dell'orecchio medio e dei seni mastoidei) oppure a causa di mestastasi con diffusione ematica. A volte la situazione è così grave da portare rapidamente alla morte. Quando il tessuto riesce a circoscrivere il pus in una capsula si crea un ascesso. I sintomi sono sia di tipo infettivo generale che neurologico (febbre elevata, vomito, cefalea costante, vertigini, crisi epilettiche). In un terzo circa dei casi l’esordio può invece essere brusco e si manifesta con una crisi o con un’improvvisa alterazione dello stato di coscienza sino al coma. La mortalità globale della patologia, nonostante la terapia medica e chirurgica‚ risulta purtroppo elevata. All'inizio sono presenti una marcata irrequietezza psicomotoria e cefalea intensa con rigidità nucale. Dopo circa una settimana lo stato eccitatorio può alternarsi a quello confusionale con allucinazioni e confabulazioni, per associarsi a discinesie e segni a focolaio. Questi ultimi, nei casi a evoluzione favorevole (mortalità del 10-20% dei casi non trattati), lasciano deficit variabili di tipo oculare, intellettivo, motorio, ecc. Ci sono anche forme legate alla tossicità di agenti patogeni. Tali forme sono state descritte durante il tifo, il paratifo, il reumatismo articolare acuto, la difterite, l’erisipela.
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 16:18:07, in Lettera E, visto n. 2163 volte)
L'encefalite è un processo infiammatorio dell'encefalo, spesso associato a quello di midollo e meningi. Può essere di natura virale (primitive o secondarie) o non virali (secondarie). All'interno del gruppo di encefaliti primitive troviamo: 1) acute (es. virus della rabbia, enterovirus); 2) subacute (virus del morbillo, malattia di Creutzfeldt-Jakob cioè il morbo della mucca pazza, Kuru); 3) presumibilmente virali (encefalite letargica, encefalite nella malattia di Behcet). Le encefaliti virali sono le più frequenti e presentano inizialmente sintmi di tipo influenzale per lasciare il posto, dopo un breve periodo di regressione dei sintomi a segni neurologici (perchè il virus si sposta nel sistema nervoso). I sintomi comuni a tutte le encefaliti sono torpore o eccitamento, segni di focolaio, espressione cioè di lesioni circoscritte (aprassia, afasia, agnosia, crisi epilettiche generalizzate o parziali), variabili disturbi della motilità e visivi, vertigini, segni neurovegetativi, segni cerebellari, extrapiramidali, meningei e midollari. La diagnosi viene effettuata esaminando il liquor che presenta alterazioni relative alla concomitante meningite, ma può anche risultare normale (soprattutto nei casi di origine virale o immunologica), mentre le analisi del sangue mostrano uno stato infettivo in corso. Non c'è una terapia efficace e quelli a virus lento hanno una prognosi negativa.
 
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