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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di bentalina (del 09/09/2007 @ 11:50:11, in Lettera A, visto n. 3037 volte)
Acalasia significa "incapacità di rilasciarsi"; per acalasia esofagea intendiamo un incompleto rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore in risposta alla deglutizione, la cui patogenesi non è ancora chiara. Ciò determina rigurgito alimentare, disfagia e calo ponderale, e può essere causa di dolore toracico.L'acalasia va studiata accuratamante con RX con mezzo di contrasto, esofagogastroduodenoscopia e, se il quadro non dovesse risultare sufficientemente chiaro, manometria esofagea. Il trattamento può essere effettuato chirurgicamente, con miotomia del cardias; altra tecnica utilizzata è la dilatazione pneumatica, effettuata introducendo in esofago dei dilatatori a palloncino; si può inoltre effettuare l'iniezione di tossina botulinica, a livello dello sfintere esofageo inferiore,in quanto essa produce il rilasciamento dello sfintere, ma inquesti pz l'acalasia tende a recidivare nel 70% dei casi.
 
Di salute (del 05/10/2007 @ 20:05:28, in Lettera A, visto n. 1063 volte)
Indebolimento e insufficienza della volontà, che può originarsi da condizioni fisiopatologiche (affaticamento, emozioni ecc.) o essere espressione di turbe psichiche (malinconia, schizofrenia ecc.).
 
Di riccardo (del 12/10/2015 @ 12:47:26, in Lettera A, visto n. 5316 volte)
Fungo che appartiene all'ordine dei Mucorales, in genere responsabili di malattie come otomicosi e mucormicosi.
 
Di salute (del 05/10/2007 @ 20:04:07, in Lettera A, visto n. 1064 volte)
Escoriazione, scalfittura della pelle, in seguito a incidente o trauma.
 
Di salute (del 05/10/2007 @ 20:02:35, in Lettera A, visto n. 1246 volte)
Interruzione della gravidanza prima che il feto sia in grado di sopravvivere autonomamente dalla madre. L'aborto può essere spontaneo o provocato. Il primo può essere causato da traumi, malformazioni, infezioni o malattie cardiache e renali della madre oppure da malformazioni del feto stesso. Con il riposo a letto, prolungato anche a tutta la durata della gravidanza, e la prescrizione di antispastici per evitare le contrazioni uterine, è spesso possibile evitare una buona percentuale di aborti spontanei. Attualmente si ritiene che alla base degli aborti ripetuti vi siano dei disturbi ormonali. Durante l'aborto spontaneo la placenta e il feto vengono espulsi contemporaneamente sotto l'azione delle contrazioni uterine. Dopo il terzo mese l'espulsione dell'uovo intero è sempre meno frequente e l'aborto assomiglia a un parto normale. Una volta che si è verificato l'aborto è necessario intervenire per evacuare la cavità uterina in caso di ritenzione, per evitare emorragie e infezioni. L'aborto provocato deve avvenire prima dei tre mesi dal presunto concepimento e può essere attuato se sussiste pericolo fisico o psichico per la salute della madre (aborto terapeutico) o in relazione alle condizioni (economiche, sociali e familiari) e alle circostanze (incesto o violenza carnale) in cui è avvenuto il concepimento. L'aborto terapeutico viene praticato dilatando lentamente il collo uterino per mezzo di laminarie o apposite spugne oppure rapidamente con dilatatori e procedendo al raschiamento dell'utero o all'aspirazione endouterina. In quest'ultimo caso l'interruzione di gravidanza viene definita aborto eugenetico. La legge n. 194 del 22 maggio 1978 che regola l'aborto in Italia, confermata anche da un referendum popolare, tende a una soluzione di compromesso tra il diritto alla vita del nascituro e l'equilibrio psicofisico e sociale della madre. Dalle oltre 200.000 interruzioni di gravidanza dei primi anni '80, il numero degli aborti si è stabilizzato attorno alle 140.000 unità all'anno (2000).
 
Di bentalina (del 16/09/2007 @ 22:09:30, in Lettera A, visto n. 2234 volte)
L'ablefaria è una malattia congenita che consiste nella mancanza della fessura palpebrale, associata ad altre anomalie oculari. Si produce per infezioni contratte durante il corso della gravidanza o in conseguenza di alterazioni genetiche.
 
Di salute (del 05/10/2007 @ 20:01:55, in Lettera A, visto n. 1315 volte)
Indica l'asportazione chirurgica di un organo.
 
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