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Di seguito tutti i lemmi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Intervento chirurgico mediante il quale si mettono in comunicazione due organi cavi, oppure un organo cavo con l'esterno.
Le prime otto paia di nervi spinali (vedi nervo).
Sostanza tossica per il sistema nervoso, con azione antiacetilcolinesterasica.
L’atrofia del è la morte dei tessuti del nervo che porta le informazioni riguardanti la vista dall’occhio al cervello.
CAUSE: Ci sono molte cause non correlate di atrofia ottica. La causa più comune è il flusso di sangue scarso, chiamato neuropatia ottica ischemica, che più spesso colpisce gli anziani. Il nervo ottico può essere danneggiato da urti, diverse sostanze tossiche, radiazioni e traumi. Diverse malattie degli occhi, più comunemente il glaucoma, possono anche causare l’atrofia del nervo ottico. Inoltre, la condizione può essere causata da malattie del cervello e del sistema nervoso centrale, come l’arterite cranica (a volte chiamata ARTERITE TEMPORALE DI HORTON)
OCCLUSIONE ARTERIA CENTRALE RETINICA
sclerosi multipla, tumore al cervello e ictus. Ci sono anche diverse rare forme ereditarie di atrofia del nervo ottico che colpiscono bambini e giovani adulti.
SINTOMI: L’atrofia del nervo ottico provoca oscuramento della vista e riduzione del campo visivo. La capacità di vedere i dettagli viene persa. La reazione della pupilla alla luce diminuirà e potrebbe essere completamente persa.
DIAGNOSI: L’atrofia del nervo ottico può essere facilmente rilevata con un esame completo degli occhi. La ricerca della causa può richiedere un esame fisico completo e test specifici. TERAPIA: Una volta verificato, il danno da atrofia del nervo ottico non può essere invertito. La malattia di base deve essere trovata e curata, se possibile, per evitare ulteriori perdite.
PROGNOSI: La vista persa con l’atrofia del nervo ottico non può essere recuperata. Se la causa può essere identificata e controllata, ulteriori perdite visive che progrediscono verso la cecità possono essere evitate.
Possibili complicazioni saranno correlate alla malattia che provoca l’atrofia. Contattare un medico in caso di qualsiasi cambiamento nella vista.
PREVENZIONE: Molte cause di atrofia del nervo ottico non possono essere evitate. Le ferite al volto possono essere prevenute con misure di sicurezza standard. La maggior parte delle tali lesioni sono legate ad incidenti stradali e possono essere prevenute con l’uso della cintura di sicurezza.
Il metanolo è la tossina più comune che causa atrofia del nervo ottico. Si può trovare nell’alcool domestico fermentato.
E' il nervo più lungo del corpo umano, partendo dalla colonna vertebrale nel tratto lembo-sacrale. E' deputato alla sensibilità a alla mobilità delle gambe. E' anche detto nervo ischiàtico.
Complesso di fibre nervose frammiste a tessuto connettivo che si origina dal sistema nervoso centrale e lo collega con gli organi periferici.
Si distinguono due principali tipi di nervi: encefalospinali e del sistema simpatico (ortosimpatico e parasimpatico). Gli encefalospinali (distinti a loro volta in nervi spinali e nervi cranici o encefalici)emergono direttamente dal nevrasse e si distribuiscono ai distretti superficiali e scheletrici del corpo. Conducono impulsi e stimoli che appartengono alla vita di relazione e per questo sono anche detti nervi somatici; sul loro decorso sono intercalati gangli somatici.
I nervi del sistema simpatico invece si distribuiscono ai visceri, ai vasi, alle ghiandole, al cuore e a tutta la muscolatura liscia del corpo. Conducono impulsi e stimoli viscerali, propri della vita vegetativa e per questo sono anche detti nervi viscerali; sul loro decorso sono intercalati gangli viscerali.
I nervi sono organi a forma di cordone composti da fasci e fascetti di assoni o neuriti con le loro guaine. Il nervo è avvolto da una guaina connettiva (epinervio), che invia prolungamenti intorno ai singoli fasci (perinervio) e intorno ai singoli fascetti (endonervio); nei nervi cranici in particolare, gli involucri esterni (epinervio e perinervio) sono sostituiti dalle meningi. Il colore dei nervi varia dal bianco al grigio, secondo il rapporto fra il numero di fibre mieliniche e amieliniche, fibre nervose prive di sostanza bianca di Schwann. Le fibre - dei nervi somatici come di quelli viscerali - possono essere efferenti, o motorie (cioè trasmettere gli impulsi motori dal sistema nervoso centrale alla periferia), oppure afferenti, o sensitive (cioè trasmettere gli stimoli sensoriali dagli organi periferici al sistema nervoso centrale) e i nervi possono contenere solo le prime (nervi motori), solo le seconde (nervi sensori) oppure le une e le altre (nervi misti). All'estremità periferica dei nervi sensitivi e di quelli motori si trovano talora formazioni anatomiche particolari: i nervi della sensibilità specifica - vista, olfatto, gusto, tatto e udito - sono collegati con recettori specifici, in grado di raccogliere gli stimoli (i nervi della sensibilità generale - dolorifica, termica, posizione, stiramento ecc. - invece, vengono stimolati direttamente senza recettori specifici interposti o, al massimo, attraverso corpuscoli sensitivi non specifici); i nervi motori - sia somatici che viscerali - terminano con dilatazioni chiamate giunzioni neuromuscolari (a livello delle quali vengono liberati i neurotrasmettitori) che possono avere la classica forma delle placche motrici o di grappolo. L'impulso nervoso (vedi nervoso, impulso) si deve a spostamenti ionici che determinano differenze di potenziale, il cosiddetto potenziale d'azione che genera le correnti d'azione. La zona attiva della fibra nervosa in un certo istante arriva fino a 5-6 mm nei neuriti di diametro maggiore.
Il sistema nervoso trasmette i suoi segnali attraverso una
variazione trasmissibile di potenziale elettrico che viaggia lungo le fibre nervose, determinata dall'inversione di polarità della membrana dei neuroni, in conseguenza di uno stimolo ambientale o dell'attività di un altro neurone, l'impulso nervoso. La velocità di trasmissione dell'impulso nervoso varia a seconda delle caratteristiche della fibra nervosa considerata.
Le fibre mieliniche conducono l'impulso più velocemente (10-100 m/sec.) di quelle amieliniche (0,5-1,6 m/sec.). Le fibre mieliniche sono infatti dotate di manicotti di mielina che fungono da materiale isolante, separati a intervalli regolari da spazi, detti nodi di Ranvier, privi di rivestimento mielinico dove può avvenire l'inversione di polarità della membrana. In tal modo l'impulso salta da un nodo di Ranvier a un altro con notevole aumento della velocità di trasmissione.
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