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Indica la percentuale dell'impatto di una malattia su una popolazione. Il coefficiente di morbilità è calcolato come il rapporto tra il numero delle giornate di malattia che si hanno in un dato periodo e il numero dei soggetti esposti al rischio di malattia.
Il morbillo è una delle malattie infantili più comuni in quanto colpisce prevalentemente bambini a partire dal terzo anno d'età.
La malattia è provocata da un virus, si trasmette per inalazione di gocce di secrezione nasale infette e ha un periodo d'incubazione di 10-15 giorni. I sintomi iniziali sono febbre, vomito, cefalea e infiammazioni delle prime vie respiratorie (tracheite, faringite, laringite). Il sintomo più caratteristico è l'eruzione cutanea (esantema) di macchie di colore acceso, dal bordo sfrangiato, che compaiono a partire dal volto e si diffondono a tutto il corpo. L'esantema dura di regola una settimana, mentre la febbre regredisce in pochi giorni.
La cura è sintomatica e si avvale di antipiretici, farmaci contro la tosse e sciroppi balsamici. Le principali complicanze sono l'otite (2,5% dei casi), la broncopolmonite (4% dei casi) e l'encefalite acuta, una grave infiammazione del tessuto celebrale che si manifesta raramente (da 2 a 10 casi su 10.000) ma che può portare a danni permanenti al cervello o addirittura alla morte. La conseguenza più grave è però la panencefalite sclerosante, che compare generalmente dopo sette anni dal morbillo, e si manifesta con la degenerazione progressiva, ma irreversibile, del tessuto cerebrale che porta alla morte.
Vedi articolo sul morbillo
La vaccinazione contro il morbillo è indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come la strategia migliore per sradicare completamente la malattia. Attualmente è disponibile un vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosolia. La tesi secondo la quale esisterebbe un nesso di causalità tra casi di autismo insorti dopo la somministrazione del vaccino non è stata ancora provata, mentre altri studi britannici del 1999 hanno escluso la presenza di prove scientificamente certe di questo presunto effetto collaterale della vaccinazione.
È un virus ad RNA che causa il morbillo, fa parte della famiglia dei Paramixoviridae
È un sinonimo di malattia.
Il morbo di Darier (nota anche come malattia di Darier White o discheratosi follicolare) è una rara malattia della pelle caratterizzata dalla comparsa di papule ipercheratosiche su una o più aree corporee. In alcuni casi, il morbo di Darier si può associare a prurito e solitamente tende a peggiorare nei mesi estivi. La malattia di Darier è causata da un difetto genetico a carico della pompa del calcio (SERCA2B) che regola l'adesione intercellulare nei cheratinociti sovrabasali, con conseguente discheratosi (cheratinizzazione anomala e morte cellulare prematura per apoptosi). Al momento si conoscono diverse varianti cliniche del Darier, che oltre alla cute, possono talora interessare le unghie, il cavo orale e i genitali. A differenza della malattia di Grover (dermatosi acantolitica transiente), solitamente transitoria, il morbo di Darier può invece avere un decorso cronico recidivante.
È un indice che sta ad indicare il rapporto tra il numero di malati e la popolazione. Fa riferimento a tutte le malattie nel loro insieme e si parla di quoziente di morbosità generale; generalmente, però, si fa riferimento ad una specifica malattia, e si parla di quoziente di morbosità per causa. La morbosità può essere suddivisa in incidente e prevalente. La morbosità incidente esprime il numero di nuovi casi di una malattia in un periodo di tempo stabilito, in rapporto al numero di individui a rischio di sviluppare la patologia nella stessa zona considerata (recettivi); usato per quantificare l'entità di un fenomeno morboso di tipo acuto. Quella prevalente esprime invece il numero di casi di una malattia esistenti durante un determinato periodo di tempo (morbosità periodale), in un momento preciso (morbosità puntuale), in rapporto alla popolazione complessiva; usato per quantificare le patologie croniche e cronico-degenerative.
La morfea o sclerodermia circoscritta, si presenta inizialmente con chiazze rossastre ben delimitate (infiammazione), che tendono con il tempo ad indurirsi (fibrosi) e ad assumere un colorito brunastro (iperpigmentazione). È molto importante l'inquadramento diagnostico multidisciplinare, per escludere un possibile interessamento sistemico (es. sclerosi sistemica progressiva) ed eventuali malattie autoimmuni associate.
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