Estrazione dentaria
Di riccardo (del 09/05/2014 @ 16:29:53, in Lettera E, visto n. 735 volte)
Detta anche avulsione dentaria, è l'asportazione di un dente praticata nel momento in cui tutti i trattamenti di conservazione dello stesso, compromesso dalla carie o eccessivamente mobile per parodontopatia, si dimostrano insufficienti. Si rende necessaria, a volte, anche per l'applicazione di protesi o per motivi ortodontici ecc. In pazienti diabetici, in soggetti affetti da alterazioni cardiovascolari o che abbiano come gli emofiliaci disturbi della coagulazione ecc. l'estrazione dentaria può portare a complicazioni piuttosto serie e quindi è indispensabile orientarsi correttamente verso la premedicazione piu opportuna utilizzando calmanti antibiotici o farmaci specifici per i vari disturbi o per decidere eventualmente di rinunciare all'intervento. L'estrazione dentaria puo essere di due tipi: semplice o chirurgica. Nel primo caso si seziona con l'aiuto di uno specifico strumento sindesmotomo il legamento che collega il dente al suo alveolo quindi con apposite leve variabili a seconda del dente da estrarre si scolla la radice e infine con movimenti laterali di ampiezza crescente il dente serrato da pinze o tenaglie da estrazione viene estratto dal proprio alveolo. Per denti con una sola radice, invece, possono essere sufficienti piccoli movimenti di rotazione sul loro asse, per completare il distacco dei legamenti. L'estrazione dentaria chirurgica viene adottata quando non è possibile procedere effettuando quella semplice, ad esempio quando le radici sono fratturate. In questo caso viene praticata un'alveolectomia o per i denti del giudizio inferiori inclusi (in questo caso l'estrazione dentaria può talvolta presentarsi piuttosto difficoltosa e richiedere la trapanazione dell'osso lungo il fianco esterno del dente e a volte la spezzettatura del dente stesso) o per i denti del giudizio superiori inclusi o per i canini superiori inclusi.