UBM (biomicroscopio ad ultrasuoni)
Di riccardo (del 29/04/2014 @ 11:08:18, in Lettera U, visto n. 6902 volte)
Strumento ecografico in grado di associare un sistema ad alta frequenza per la diagnosi del segmento anteriore a un sistema B-Scan per la diagnosi del segmento posteriore. Grazie alla sua altissima risoluzione la UBM fornisce un accertamento comparabile ad un esame istologico in vivo ed è particolarmente adatto alla diagnosi del segmento anteriore. Consente lo studio di tutte quelle patologie difficilmente diagnosticabili tramite metodi clinici tradizionali, tra le quali: patologie neoplasiche del segmento anteriore, alterazioni anatomiche a carico della camera anteriore sia congenite che acquisite. La biomicroscopia ad ultrasuoni (UBM) è una tecnica ultrasonica ad alta risoluzione sviluppata da Pavlin, Sherar e Foster a Toronto alla fine degli anni '80. I primi studi in vitro della tecnica furono condotti al Princess Margaret Hospital di Toronto. Nel 1993, l'Humphrey Instruments (Carl Zeiss Inc., San Leandro CA.) sviluppò un biomicroscopio ad ultrasuoni disponibile commercialmente ed il nostro gruppo fu incaricato di utilizzare uno dei primi prototipi. L'UBM ha dimensioni un poco più grandi rispetto ad un ecografo B scan di tipo convenzionale ma può certamente essere usato anche in una stanza d'esame di piccole dimensioni (Fig. 1). Esso opera scansioni con frequenza di 50 Mhz, che consente una risoluzione fino a 20 micron. Questo si avvicina alla risoluzione di un microscopio ottico a basso ingrandimento e consente la visualizzazione di strutture piccole quanto le fibre zonulari del cristallino e le cellule presenti in camera anteriore. Il pedaggio da pagare per questo incremento di risoluzione è una diminuita penetrazione, che è limitata a 5 mm. A scopi pratici questo riduce la possibilità di avere immagini alle sole strutture del segmento anteriore. In futuro, tecniche più innovative potrebbero consentire di ottenere immagini anche a maggiore profondità. L'esame viene condotto dal paziente in posizione supina, dopo instillazione oculare di un anestetico locale. La fessura palpebrale deve essere ampia a sufficienza per consentire l'applicazione di una coppetta oculare, che viene usata per ottenere un piccolo bagno d'acqua. Di solito, si usa una soluzione di metilcellulosa all'1-2%. La coppetta oculare può provocare qualche fastidio, creando limitazioni all'impiego di questa tecnica nei bambini e in qualche adulto. La scansione viene effettuata tenendo il braccio mobile dello strumento sopra la coppetta oculare, con il traduttore ultrasonico che oscilla all'interno della soluzione di metilcellulosa (Fig. 2). Il software implementato nello strumento è progettato per bloccare il procedimento se il trasduttore si avvicina troppo alla cornea; ciò impedisce eventuali abrasioni corneali. La scansione viene solitamente effettuata con sezioni radiali, ma possono essere effettuate anche scansioni ad andamento trasversale. La curva d'apprendimento è indubbiamente più lunga rispetto ad un ecografo oculare convenzionale e l'orientamento delle scansioni è un genere piuttosto diverso rispetto ad un ecografo B scan. Il modo migliore per acquisire familiarità con questa tecnica è quello di effettuare un periodo d'apprendimento con un esaminatore esperto. La biomicroscopia ad ultrasuoni consente una visualizzazione ad alta risoluzione del segmento anteriore. Pertanto l'esame è di solito condotto su strutture del segmento anteriore che non possono essere visualizzate in altro modo. Ciò può accadere in caso di cornee opache soprattutto prima di una cheratoplastica perforante, quando lo stato del segmento anteriore non è noto. In taluni casi di glaucoma è molto utile una scansione dell'angolo camerulare. Tradizionalmente si sa che la porzione oculare subito dietro la radice dell'iride è una struttura dell'occhio molto difficile da visualizzare. La nostra esperienza ha dimostrato che l'UBM è una tecnica particolarmente indicata nel determinare la posizione delle anse di una IOL. I tumori dell'iride e del corpo ciliare possono essere visualizzati e delimitati talmente bene da poter essere misurati usando i calibri dello strumento. Si può porre una diagnosi precisa ed inequivocabile in caso di cisti iridociliare, consentendo così di tranquillizzare il paziente, come si possono visualizzare i tumori adiacenti al corpo ciliare e controllarne l'estensione verso l'avanti. La biomicroscopia ad ultrasuoni è anche utilizzabile per verificare alterazioni della porzione anteriore della sclera. La biomicroscopia ad ultrasuoni è una tecnica utilissima per lo studio di taluni condizioni del segmento anteriore dell'occhio. Comprendere i principi basilari della tecnica e conoscere le sue indicazioni cliniche è di notevole utilità per l'oculista pratico che potrebbe trovarsi nelle condizioni di richiedere un esame UBM per i pazienti