Papille linguali o gustative
Di riccardo (del 26/11/2013 @ 15:50:49, in Lettera P, visto n. 3274 volte)
le papille linguali possono essere defi­nite come rilievi, di varia forma, della lamina propria della mucosa sui quali si dispone, se­guendone il profilo, l'epitelio di rivestimento. Si descrivono quattro tipi di papille, diverse per numero, forma, distribuzione sul dorso linguale e significato funzionale: papille filiformi (o corolliformi), fungiformi, vallate e foliate. Le papille filiformi (o corolliformi) sorgono dalla lamina pro­pria come rilievi tozzi che, al loro apice, danno sottili propaggini secondarie, di aspetto fila­mentoso; quando queste ultime sono numerose, l'intera papilla assume un aspetto a corolla di fiore (pertanto si dà il nome di papille corolliformi). Poiché le papille fi­liformi, ripartite su tutto il dorso della lingua, sono sottoposte a continue sollecitazioni mecca­niche, specialmente nel corso dell'assunzione degli alimenti e della masticazione, l'epitelio pa­vimentoso composto è corneificato in corri­spondenza del loro apice. Le papille filiformi hanno due funzioni. Una è meccanica: la ruvidezza che esse conferiscono al dorso della lingua serve a trattenere gli ali­menti, impedendone lo scivolamento. Ciò age­vola una funzione della lingua che è quella di spingere, mantenere e ripartire il cibo tra i denti nel corso della masticazione. La seconda fun­zione è tattile: le papille filiformi sono ricca­mente innervate e vengono anche considerate come meccanocettori. Fibre nervose amieliniche raggiungono le papille secondarie dove termina­no libere. Gli stimoli tattili vengono amplificati a livello delle papille filiformi; infatti, corpi estranei esplorati con la lingua sembrano pre­sentare un volume maggiore di quello reale. In stati febbrili, specialmente associati a ma­lattie dell'apparato digerente, si ha una desqua­mazione particolarmente pronunciata dell'epite­lio che ricopre le papille filiormi. La superficie dorsale della lingua assume allora un aspetto bianco (patina). Nelle papille filiformi mancano i calici gustativi. Le papille fungiformi sono rilievi della lami­na propria a forma di fungo, con la base ristret­ta e l'apice rigonfio. Sui lati di queste papille connettivali possono trovarsi papille seconda­rie, in genere piccole. L'epitelio pavimentoso stratificato delle papille fungiformi non è cor­neificato; attraverso esso traspaiono i capillari della lamina propria. Queste papille possono perciò riconoscersi, sul dorso della lingua e so­prattutto all'apice dove sono più numerose, co­me piccoli punti di colore rosso visibili anche a occhio nudo. Nelle papille fungiformi possono trovarsi ca­lici gustativi che, tuttavia, sono più numerosi nelle papille vallate e nelle foliate. Le papille vallate (o circumvallate) sono di­sposte, in numero di 7-11, al davanti del solco terminale che segna il limite tra corpo e base della lingua; in questa sede esse appaiono chia­ramente visibili a occhio nudo. Le papille vallate sono formate da un voluminoso rilievo connettivale cilindrico dalla cui su­perficie si sollevano papille secondarie; la papil­la connettivale non sporge dalla lamina propria (come è invece il caso delle papille filiformi e fungiformi). L'epitelio, dalla superficie dell'or­gano, si affonda attorno alla papilla connettiva­le, raggiunge la base di questa e risale sul ver­sante opposto. In tal modo, tutt'intorno alla papilla, viene a formarsi un profondo solco cir­colare (o vallo). Nell'epitelio che riveste le due pareti del vallo sono contenuti numerosi calici gustativi; il loro numero diminuisce progressi­vamente con l'età. Al fondo del vallo che cir­conda le papille vallate si aprono i condotti escretori di numerose ghiandole a secrezione sierosa pura, le ghiandole gustative (di Von Ebner). Il loro secreto, assai fluido, ha il compito di mantenere libero il vallo delle papille in mo­do che le gemme gustative siano sempre in gra­do di ricevere gli stimoli sapidi portati dagli ali­menti. Le papille foliate, rudimentali nell'uomo, so­no bene sviluppate nei roditori. Si trovano sui margini del corpo linguale, subito al davanti del pilastro glossopalatino. Esse coprono un'area ovoidale dove sono disposti, parallelamente l'u­no all'altro, rilievi laminari verticali della lami­na propria ricoperti da epitelio. Ogni rilievo è separato dal vicino a mezzo di un solco. L'epi­telio di rivestimento è pavimentoso stratificato non corneificato; sui due versanti del solco esso contiene numerosi calici gustativi. Nel fondo dei solchi si aprono i dotti escretori di numerose ghiandole gustative, a secrezione sierosa, simili a quelle annesse alle papille vallate. Esistono 5 gusti primari: l'acido, il dolce, il salato, l'amaro e l'umami. Poiché il funzionamento del gusto è simile a quello visivo, l'uomo è in grado di percepire e di distinguere una gamma di sapori molto più vasta e complessa: ciò è dovuto al fatto che i sapori stimolano in modo diverso le papille e il cervello ne ricava una mappatura differente per ogni cibo, derivata dalla combinazioni di varie sensazioni; a ciò si aggiungano anche le differenze che intercorrono tra i cibi in termini di consistenza, calore ed odore. Esistono tre fasce di persone, a seconda della concentrazione di papille: Non gustatori Gustatori normali Super gustatori