Lupus eritematoso sistemico
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 16:12:40, in Lettera L, visto n. 2245 volte)
Il lupus è una misteriosa malattia che coinvolge molti organi del corpo umano. Più propriamente la si definisce lupus eritematoso sistemico; è un'affezione dermatologica di varia natura a tendenza invasiva e distruttiva che interessa diversi organi e apparati e di cui non si conoscono le cause. Predilige soprattutto i soggetti femminili in età tra i 20 e i 50 anni. Il decorso patologico è caratterizzato da una produzione anomala di anticorpi diretti contro il nucleo delle cellule dell'organismo stesso. Il lupus è una malattia autoimmune, cioè l'aggressione del sistema immunitario a organi e tessuti, ma non è ancora chiara la causa di questa rivolta (anche se il ruolo della predisposizione genetica e degli ormoni estrogeni sembra importante, ma si pensa anche a infezioni virali o all'azione dei raggi ultravioletti). Fra i primi sintomi la fotosensibilità, la perdita di capelli (anche a ciuffi), l'anemia con eventuale carenza di piastrine, astenia e febbricola, secchezza della mucosa della bocca e degli occhi e fenomeno di Raynaud (le dita esposte al freddo diventano pallide con formicolio per assumere una colorazione violacea con dolore quando si ripristina la circolazione). ╚ contraddistinto da eritema a farfalla del dorso della mano e delle guance o da lesioni articolari, cardiovascolari, renali, gastrointestinali o nervose, accompagnate da febbre, astenia e anemia. La malattia è differente da persona a persona, sia per i sintomi sia per la gravità; accanto a forme molto gravi, ne coesistono altre molto lievi in cui l'aspettativa di vita è del tutto analoga a quella di persone sane (per molti casi la gravidanza non è più proibita, specie nelle fasi di quiescenza della malattia). I farmaci usati sono principalmente i cortisonici, di cui occorre controllare gli effetti collaterali (in caso di gravidanza non nuocciono al bambino perché inattivati dalla placenta); alternative sono i citostatici (in caso di danni renali) e, nei casi più resistenti, l'infusione in vena di immunoglobuline, il trapianto di midollo osseo e la plasmaferesi.