Hodgkin (Morbo di ) (linfogranuloma maligno) (MH)
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 14:04:24, in Lettera H, visto n. 10684 volte)
Le cause del Morbo di Hodgkin sono ancora sconosciute, cosi come è sconosciuta l'origine della cellula di Reed-Stemberg, elemento determinante per la diagnosi. La malattia è più frequente negli adulti con più frequenza nei maschi con rapporto di due a uno. In genere la malattia si può manifestare con un ingrandimento dei linfonodi superficiali, asimmetricamente, senza sintomatologia dolorosa. A volte possono essere presenti sintomi costituzionali sistemici come astenia, dimagramento, febbre, prurito, sudorazioni notturne profuse. Gli esami di laboratorio possono mettere in evidenza una anemia normocromica normocitica, una modesta leucocitosi neutrofila, a volte eosinofilia; spesso una linfopenia associata in particolare alla malattia avanzata. L'interessamento del midollo osseo non è frequente.La diagnosi deve scaturire dall'esame istologico di un linfonodo biopsiato correttamente. La classificazione istologica comprende quattro sottotipi: 1) predominanza linfocitaria; 2) sclerosi nodulare; 3) cellularità mista; 4) deplezione linfocitaria. Anche la classificazione clinica è divisa in quattro stadi che indicano l'estensione della malattia. Stadio I) Interessamento di una stazione linfonodale singola o di una singola localizzazione a sede extralinfonodale. Stadio II) Interessamento di due o più stazioni linfonodali dallo stesso lato del diaframma o una localizzazione extralinfatica e una o più regioni linfonodali dallo stesso lato del diaframma. Stadio III) Interessamento di stazioni linfonodali da entrambi i lati del diaframma, anche accompagnati da interessamento di una localizzazione extralinfonodale o della milza. Stadio IV) Interessamento disseminato e diffuso di uno o più organi o tessuti extralinfatici con o senza interessamento linfonodale. La definizione dello stadio deve essere fatta in modo appropriato poiché la scelta del trattamento è strettamente in connessione all'estensione della malattia. La radioterapia è usata soprattutto nei pazienti in stadio I e II (a volte anche negli stadi III e IV dopo chemioterapia). La chemioterapia ciclica viene impiegata soprattutto negli stadi III e IV ma viene utilizzata anche negli stadi I e II in particolare quando esistono grosse masse e segni sistemici e i trattamenti terapeutici di più frequente utilizzazione e prevedono l'impiego di mostarda azotata, vincristina, procarbazina e prednisone o combinazioni di adriamicina, bleomicina,vinblastina e dacarbazina (ABVD). La malattia può avere delle complicanze tardive come sterilità, mielodisplasia, leucemia acuta di tipo mieloide e in alcuni casi di recidiva o refrattariètà può essere indicata una chemioterapia particolarmente intensiva e irradiazione corporea totale con autotrapianto di midollo osseo.