Diverticolite
Di salute (del 02/03/2010 @ 22:17:59, in Lettera D, visto n. 4517 volte)
La diverticolite è una patologia, più o meno grave, caratterizzata dall'infiammazione di uno o più diverticoli. Questa provoca dolore addominale, febbre, nausea e vomito (insieme o isolati). La complicazione più temibile si verifica se un diverticolo si perfora e subentra il rischio peritonite, che richiede l'intervento chirurgico d'urgenza.
Per migliorare il transito delle feci e ridurre l'infiammazione durante la fase acuta è sconsigliabile una dieta ricca di fibre. Tra gli alimenti vanno preferiti pasta, riso, pane, uova, carne, prosciutto, patate, yogurt, tè, orzo e tisane. Meglio cuocere i cibi a vapore, al forno o lessarli. La maggior parte dei casi di diverticolite è localizzata al colon (in particolare discendente e sigma). La malattia può presentarsi in forma acuta con forti dolori addominali, nausea e febbre e può richiedere una resezione d'urgenza della sede interessata, con o senza anastomosi. La rottura della parete intestinale in seguito a diverticolite (perforazione) porta a gravi complicanze, prima fra tutte la peritonite, con il riempimento della cavità peritoneale di colonie batteriche che aumentano seriamente il rischio di sepsi. La diverticolite è accompagnata da sintomi come nausea, febbre, vomito, diarrea, dolore all'addome, evidenziato nelle analisi del sangue da alti valori di proteina C reattiva. Se la febbre è alta intermittente e associata a brividi, ha le caratteristiche di una febbre settica, e probabilmente è settica l'origine della diverticolite.
Una infiammazione acuta di uno o più diverticoli per lo più accompagnata da una piccola perforazione limitata al tessuto circostante, che si manifesta con dolore improvviso e acuto, localizzato preferibilmente nella parte inferiore sinistra dell'addome (per questo viene anche chiamata "appendicite sinistra"), accompagnato da febbre, nausea, stitichezza acuta che può progredire fino all’occlusione intestinale e all’aumento dei globuli bianchi
La terapia consiste nella somministrazione prolungata di un forte antibiotico, per eliminare il batterio che causa l'infiammazione. Gli antibiotici più recenti in uso agiscono ad ampio raggio, contro un elevato numero dei circa 250 principali ceppi batterici noti in letteratura scientifica, per cui non si rende necessario un esame dell'intestino e delle feci per identificare il batterio e un antibiotico mirato. Meno consigliato è l'uso di FANS e corticosteroidi che possono causare una perforazione in prossimità del diverticolo.