Enciclopedia Medica -
Immagine
 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

\\ Enciclopedia Medica
Benvenuto nella Enciclopedia medica on line:

Come collaborare
 
01/11/2015 - Collabora anche tu - Inserisci o modifica i lemmi
25/06/2007 - Collaborare con noi è facilissimo! Inizia dall'iscrizione - Registrazione diretta
01/11/2005 - Iscriviti al progetto - Per partecipare all'enciclopedia medica

Elenco dei termini
 
Di salute (del 01/03/2021 @ 20:28:38, in Lettera A, visto n. 9 volte)
L'anafilassi è una reazione IgE-mediata acuta, potenzialmente letale, che si verifica in soggetti precedentemente sensibilizzati in occasione di una riesposizione all'antigeni sensibilizzante. I segni possono comprendere stridore, dispnea, sibili, e ipotensione. La diagnosi è clinica. Il trattamento è con adrenalina. Il broncospasmo e l'edema delle vie aeree superiori possono richiedere beta-agonisti per via inalatoria o iniettiva e talvolta l'intubazione endotracheale. L'ipotensione persistente richiede liquidi EV e talvolta sostanze vasoattive.
Eziologia

L'anafilassi è tipicamente innescata da
Farmaci (p. es., beta-lattamici, insulina, streptochinasi, estratti allergenici)
Alimenti (p. es., noci, uova, frutti di mare)
Proteine (p. es., antitossina tetanica, trasfusioni di sangue)
Veleni di animali
Lattice
Gli allergeni delle arachidi e del lattice possono essere trasportati dall'aria. Occasionalmente, l'esercizio fisico o l'esposizione al freddo possono provocare o contribuire a una reazione anafilattica.

Un'anamnesi positiva per atopia non aumenta il rischio di anafilassi ma aumenta il rischio di morte in caso di anafilassi. Fisiopatologia

L'interazione Ag-IgE sui basofili e sulle mastcellule scatena il rilascio di istamina, leucotrieni e di altri mediatori che causano contrazione diffusa della muscolatura liscia (p. es., provocando broncocostrizione, vomito o diarrea) e vasodilatazione con fuoriuscita di plasma (p. es., provocando orticaria o angioedema).
Reazioni anafilattoidi

Le reazioni anafilattoidi sono clinicamente indistinguibili dall'anafilassi ma non coinvolgono le IgE e non richiedono una precedente sensibilizzazione. Esse avvengono mediante stimolazione diretta delle mastcellule o tramite immunocomplessi che attivano il complemento.

I fattori scatenanti più comuni di reazioni anafilattoidi sono
Mezzi di contrasto iodati
Aspirina e altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
Oppiacei
Ac monoclonali
Sintomatologia

I sintomi di anafilassi tipicamente iniziano entro 15 minuti dall'esposizione e coinvolgono generalmente la cute, le vie aeree superiori o inferiori, l'apparato cardiocircolatorio o il tratto gastrointestinale. È possibile l'interessamento di una o più aree e la sintomatologia non necessariamente progredisce dal moderato (p. es., orticaria) al grave (p. es., ostruzione delle vie aeree, shock refrattario), anche se ogni paziente manifesta abitualmente la stessa reazione a una nuova esposizione.
I sintomi variano da lievi a gravi e comprendono arrossamento, prurito, orticaria, starnuti, rinorrea, nausea, crampi addominali, diarrea, un senso di soffocamento o dispnea, palpitazioni, e vertigini.
I segni di anafilassi comprendono ipotensione, tachicardia, orticaria, angioedema, sibili, stridore, cianosi e sincope. Lo shock si può sviluppare in pochi minuti e i pazienti possono avere convulsioni, non rispondere agli stimoli e morire. Il collasso cardiovascolare si può verificare in assenza di sintomi respiratori o di altri sintomi.
Le reazioni tardive possono verificarsi 4-8 h dopo l'esposizione o anche successivamente. Sintomi e segni sono in genere meno gravi di quelli precoci e possono limitarsi all'orticaria; tuttavia, possono anche essere più gravi o fatali.
Diagnosi

Valutazione clinica
Talvolta misurazione dei livelli urinari di 24 h di N-metilistamina o i livelli sierici di triptasi
La diagnosi di anafilassi è clinica. Si deve sospettare l'anafilassi se una qualsiasi delle seguenti condizioni si verifica improvvisamente senza spiegazione:
Shock
Sintomi respiratori (p. es., dispnea, stridore, sibili)
Due o più altre manifestazioni di possibile anafilassi (p. es., angioedema, rinorrea, sintomi gastrointestinali)
Il rischio di rapida progressione verso lo shock non lascia il tempo per eseguire test, anche se i casi lievemente dubbi possono essere confermati misurando i livelli urinari delle 24 h di N-metilistamina o i livelli sierici di triptasi. Durante l'anafilassi, questi livelli sono elevati, e misurarli può aiutare a confermare la diagnosi se non è chiara o se i sintomi si ripresentano (p. es., dopo il trattamento con farmaci EV).

La causa è in genere facilmente riconoscibile in base all'anamnesi. Se gli operatori sanitari hanno sintomi anafilattici inspiegabili, va presa in considerazione l'allergia al lattice. Consigli ed errori da evitare

Considerare una possibile allergia al lattice in operatori sanitari con sintomi anafilattici inspiegabili.

Trattamento

Adrenalina somministrata immediatamente
A volte l'intubazione
Liquidi EV e talvolta vasopressori per l'ipotensione persistente
Antistaminici
beta-agonisti per via inalatoria in caso di broncocostrizione

Adrenalina


L'adrenalina è la base del trattamento per l'anafilassi; può aiutare ad alleviare tutta la sintomatologia e deve essere somministrata immediatamente.

In caso di stridore e sibili, resistenti all'adrenalina si deve somministrare ossigeno e procedere all'intubazione. L'intubazione precoce è raccomandata perché l'attesa di una risposta all'adrenalina può far progredire l'edema delle vie aeree superiori in maniera tale da impedire l'intubazione endotracheale e da richiedere la cricotirotomia.

L'ipotensione si risolve spesso dopo la somministrazione dell'adrenalina. Solitamente l'ipotensione persistente può essere trattata con 1-2 L (20-40 mL/kg nei bambini) di liquidi isotonici EV (p. es., soluzione fisiologica allo 0,9%). L'ipotensione refrattaria ai liquidi e all'adrenalina EV può richiedere sostanze vasoattive (p. es., dopamina 5 mcg/kg/min).

Gli antistaminici, sia anti-H1 (p. es., difenidramina da 50 a 100 mg EV) che anti-H2 (p. es., cimetidina 300 mg EV), vanno somministrati ogni 6 h fino alla risoluzione dei sintomi.

I beta-agonisti per via inalatoria sono utili per gestire la broncocostrizione che persiste dopo il trattamento con adrenalina; si può somministrare albuterolo 5-10 mg per nebulizzazione continua.

I corticosteroidi non hanno un'utilità dimostrata ma possono aiutare a prevenire una reazione di fase tardiva; inizialmente è sufficiente il metilprednisolone alla dose di 125 mg EV.

Prevenzione


La prevenzione primaria dell'anafilassi consiste nell'evitare i fattori scatenanti conosciuti. La desensibilizzazione viene utilizzata per allergeni scatenanti che non possono essere evitati in modo efficace (p. es., punture d'insetto).

I soggetti con precedenti reazioni anafilattoidi ai mezzi di contrasto radiopachi devono evitare una nuova esposizione. Quando l'esposizione è assolutamente necessaria, ai pazienti vengono somministrate dosi di prednisone ; tuttavia, un'evidenza a sostegno dell'efficacia di questo approccio è limitata.

I pazienti con reazioni anafilattiche a punture di insetti, cibi o altre sostanze note devono indossare un braccialetto che lo segnali e portare con sé una siringa preriempita di adrenalina con meccanismo di autoiniezione ed antistaminici orali per un'autosomministrazione immediata dopo l'esposizione. Se si verifica una reazione grave, ai pazienti si deve consigliare di utilizzare questi trattamenti il più rapidamente possibile e di recarsi al pronto soccorso. Lì possono essere strettamente monitorati e il trattamento può essere ripetuto o modificato in base alle esigenze.

Cause comuni che scatenano l'anafilassi comprendono farmaci (p. es., gli antibiotici beta-lattamici, estratti allergenici), alimenti (p. es., noci, frutti di mare), proteine (p. es., antitossina tetanica, trasfusioni di sangue), veleni animali e lattice.

Le reazioni non mediate da IgE che hanno manifestazioni simili all'anafilassi (reazioni anafilattoidi) possono essere scatenate da un mezzo di contrasto RX iodato, aspirina, altri FANS, oppiacei, anticorpi monoclonali e attività fisica.

Considerare la possibile anafilassi se i pazienti hanno ipotensione inspiegabile, sintomi respiratori, o ≥ 2 manifestazioni anafilattiche (p. es., angioedema, rinorrea, sintomi gastrointestinali).

Somministrare immediatamente adrenalina perché i sintomi anafilattici possono progredire rapidamente verso l'ostruzione delle vie aeree o lo shock; l'adrenalina può contribuire ad alleviare tutti i sintomi.

Istruire i pazienti affinché indossino sempre un braccialetto di allerta e portino con sé una siringa preriempita di adrenalina con meccanismo di autoiniezione per un immediato auto-trattamento dopo l'esposizione.
 
Di salute (del 02/09/2019 @ 17:16:16, in Lettera L, visto n. 434 volte)
70 anni fa la scoperta del litio per la cura di disturbi psichiatrici. A dimostrarne per la prima volta l'efficacia, nel 1949, fu John Cade, psichiatra australiano che iniziò a studiarlo durante la prigionia. Il litio è usato da milioni di persone al mondo ed è il trattamento standard per i disordini bipolari.

L'inizio delle ricerche di Cade risale alla Seconda Guerra Mondiale, quando, durante la detenzione nel campo di prigionia giapponese di Changi a Singapore, iniziò a notare il legame tra alcune carenze alimentari e malattie nei suoi compagni prigionieri.
Dopo la guerra, proseguì le sue indagini in un'area abbandonata dell'ospedale psichiatrico di Bundoora vicino a Melbourne, in Australia, "senza avere accesso ai progressi della tecnologia o alle strutture moderne". Qui scoprì che il carbonato di litio - già in uso per trattare la gotta - tendeva a calmare le cavie: quando venivano girate sulla schiena, invece di mostrare irrequietezza lo guardavano placidamente. Si chiese la sostanza potesse avere un effetto tranquillizzante anche sui suoi pazienti.
Dopo averlo provato su se stesso, iniziò a trattare dieci persone con mania depressiva: nel 1949, riportò i rapidi e netti miglioramenti trovati in uno studio pubblicato nel Medical Journal of Australia.

Il documento, all'epoca, passò inosservato. A contribuire alla diffusione di questa sostanza fu uno psichiatra danese, Mogens Schou, che, a partire dagli anni '50 condusse una serie di esperimenti, culminati in uno studio clinico in doppio cieco, controllato con placebo, pubblicato nel 1970 su The Lancet, che stabilì senza dubbio che il litio era efficace per la maggior parte delle persone con disturbo bipolare, incluso il fratello dello stesso Schou.
 
Di salute (del 24/07/2019 @ 15:12:34, in Lettera P, visto n. 426 volte)
La sindrome di Prader-Willi è una malattia genetica rara caratterizzata da anomalie ipotalamico-pituitarie associate a grave ipotonia nel periodo neonatale e nei primi due anni di vita e alla insorgenza di iperfagia, che esita nel rischio di obesità patologica durante l'infanzia e nell'età adulta, a difficoltà di apprendimento e a disturbi comportamentali o problemi psichiatrici gravi.

L'ipotonia grave alla nascita comporta problemi alla deglutizione e all'allattamento e un ritardo dello sviluppo psicomotorio, ma tende a attenuarsi parzialmente con l'età. Sono state spesso segnalate caratteristiche facciali peculiari (fronte stretta, occhi a mandorla, labbro superiore sottile e bocca rivolta verso il basso) e mani e piedi molto piccoli.

Dopo questa fase iniziale, i segni principali sono l'iperfagia e la mancanza di sazietà che causa spesso, nei bambini affetti di circa due anni, obesità grave. In assenza di controlli esterni adeguati, la condizione può peggiorare rapidamente. L'obesità è la causa più importante di morbidità e mortalità dei pazienti. Altre anomalie endocrine correlate contribuiscono a un quadro clinico caratterizzato da bassa statura, deficit dell'ormone della crescita, e sviluppo puberale incompleto. Il deficit cognitivo è estremamente variabile e si associa a difficoltà di apprendimento e a uno sviluppo anomalo del linguaggio, spesso aggravati dai disturbi comportamentali e psicologici.

È dovuta ad anomalie della regione critica del cromosoma 15 (15q11-q13). Gli esperti concordano che la diagnosi debba basarsi su criteri clinici (i criteri di Holm del 1993, rivisti nel 2001) e essere confermata dalle analisi genetiche. La maggior parte dei casi è sporadica e i casi familiari sono rari; tutte queste informazioni dovrebbero essere fornite dalla consulenza genetica.

La diagnosi precoce, la terapia multidisciplinare precoce e la terapia con l'ormone della crescita (GH) hanno migliorato sensibilmente la qualità della vita di questi bambini.
 
Di salute (del 09/07/2019 @ 16:41:58, in Lettera v, visto n. 663 volte)
E' l’apparato femminile che comprende il monte di Venere, il clitoride, le piccole labbra, le grandi labbra e l’apertura uretrale (dalla quale esce l'urina). La vulva è rivestita da epiteli con caratteristiche differenti. Le grandi labbra presentano un epitelio squamoso strati­ficato cheratinizzato di derivazione ectodermica, dove si ritrovano numerose ghiandole sudoripare, sebacee ed annessi piliferi. Queste si congiungono anteriormente a formare la commessura labiale anteriore, e si fondono posteriormente con il tessuto circostante alla commessura posteriore per sconfi­nare nel perineo, area tissutale che separa l'introito vaginale dalla regione perianale. Le piccole labbra, situate medialmente alle grandi labbra, presentano un epitelio squamoso che progressivamente mostra una riduzione della cheratinizzazione super­ficiale, l'assenza di annessi piliferi, ghiandole sudoripare e l'incremento di ghiandole sebacee. La regione vulvare presenta alcune peculiarità che la rendono vulnerabile a numerosi stimoli infettivi, microtraumatici e pratiche igienico comportamentali non corrette, come un'igiene intima inadeguata. In particolare, la vulva rappresenta un'area di transizione cutaneo-mucosa, è adiacente a serbatoi microbiologici come l'area perianale e la vagina, ha una ricchezza di annessi piliferi e ghiandole sudoripare e sebacee, e non da ultimo presenta una quasi costante occlusione (biancheria intima, assorbenti e salvaslip) che può favorire l'insorgenza di fenomeni irritativi ed allergici. La cute vulvare, come quella di altri distretti corporei, presenta un film idrolipidico superficiale, che ha funzioni protettive di barriera. Fattori locali tra cui il calore, l'umidità e l'attrito ne possono indebolire la funzione di barriera, contribuendo all'insorgenza di fenomeni irritativi. Il film idrolipidico viene ulteriormente danneggiato dalla maggior parte delle patologie vulvari, ed il suo ripristino è elemento essenziale dei protocolli di cura. Il ph vulvare fisiologico presenta un range tra 3.8 e 4.2, collocabile tra i valori di quello cutaneo (ph di 4,7) e quello vaginale (ph medio di 3.5 in età fertile). Questo può essere influenzato da fattori endogeni quali umidità, sudorazione, secrezioni vaginali, mestruazioni, contaminazione di feci ed urine ed età. Mentre notevole rilevanza nelle variazioni del ph vulvare hanno fattori esogeni quali detergenti intimi, lubrificanti, prodotti cosmetici, assorbenti, salvaslip ed esiti di depilazione. Come particolare "regione di confine" tra cute e mucosa, nella vulva è possibile ritrovare elementi patologici unici rispetto ad alcune affezioni dermatologiche che presentano un aspetto differente in altre aree cutanee.
 
Di salute (del 24/06/2019 @ 14:25:53, in Lettera G, visto n. 470 volte)
La gastroschisi è la protrusione dei visceri addominali attraverso un difetto di tutto lo spessore della parete addominale, di solito a destra dell'inserzione del cordone ombelicale. E’ un difetto di formazione della parete addominale che determina la non completa chiusura dei muscoli e della cute dell'addome e che ha come conseguenza la fuoriuscita degli organi addominali. In oltre il 90% dei casi è risolvibile con un intervento chirurgico in epoca neonatale. La diagnosi avviene spesso in epoca prenatale,solitamente tra I° e II° trimestre di gravidanza. All'ecografia si visualizzano gli organi addominali, generalmente l'intestino, che fuoriescono dall'addome del feto da una piccola apertura (di 2-4 cm) posta alla destra dell'ombelico. E’ necessario prendere con molta cautela una diagnosi di gastroschisi. La diagnosi prenatale è fondamentale perché permette di seguire l'evoluzione in utero e di pianificare la miglior assistenza al neonato, consentendo ai genitori di prepararsi alle cure.
 
Di salute (del 22/06/2019 @ 10:17:51, in Lettera V, visto n. 486 volte)
La vigoressia, o bigoressia, è una forma di dismorfofobia, contraddistinta dalla continua ossessione per la massa muscolare. Differente dall'anoressia nervosa perchè l'immagine finale della persona disfunzionale è opposta a quella del soggetto affetto da anoressia. L'ossessione non trova mai realizzazione, non importano i risultati ottenuti perché per la persona appariranno sempre inferiori a quanto voleva ottenere.
 
Di Admin (del 19/04/2019 @ 13:11:29, in Lettera S, visto n. 628 volte)
La spondilite anchilosante o brevemente SPA, anche nota come morbo di Bechterew, pelvispondilite anchilopoietica o spondiloartrite anchilosante, è una forma di artrite. Questa condizione colpisce circa una persona su cento e compare tipicamente nei giovani dai 25 anni in poi, con una frequenza due-tre volte superiore negli uomini rispetto alle donne. Non bisogna pensare che la lombalgia vada considerata sempre legata a questa situazione per cui l’importante è che il dolore si mantenga nel tempo e che venga fatta una diagnosi in questo senso In caso di malattia il quadro incide sensibilmente sul movimento della colonna vertebrale, compromettendo la funzionalità fisica e la qualità di vita del paziente. Nel 70 per cento dei pazienti che sviluppano una grave forma di spondilite anchilosante, nell’arco di 10-15 anni si verifica anche la fusione vertebrale (unione delle ossa), che riduce significativamente la mobilità. Altre caratteristiche della patologia sono l’affaticamento cronico e l’insonnia. La malattia va sospettata quando sono presenti mal di schiena costante, per più di tre mesi, con dolore particolarmente nelle ore notturne, e/o rigidità mattutina che migliora con il movimento.
 
Cerca per parola chiave
 



Titolo
Lettera A (361)
Lettera B (241)
Lettera C (505)
Lettera D (255)
Lettera E (440)
Lettera F (170)
Lettera G (180)
Lettera H (56)
Lettera I (187)
Lettera J (5)
Lettera K (30)
Lettera L (399)
Lettera M (1056)
Lettera N (283)
Lettera O (348)
Lettera P (346)
Lettera Q (51)
Lettera R (339)
Lettera S (246)
Lettera T (313)
Lettera U (92)
Lettera V (43)
Lettera W (28)
Lettera X (15)
Lettera Y (2)
Lettera Z (28)

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
x monica se hai face...
07/03/2011 @ 14:51:33
Di filocell
X FILOCELL se clicci...
07/03/2011 @ 14:42:31
Di monica
x monica il messaggi...
07/03/2011 @ 13:25:51
Di filocell


< marzo 2021 >
L
M
M
G
V
S
D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
       
             

Titolo
Enciclopedia (1)

Le fotografie più cliccate