Un'iniezione ogni 6 mesi per battere il colesterolo

Possibile alternativa alle statine da piccoli frammenti di Rna

Una nuova classe di farmaci anticolesterolo promette di modificare per sempre le terapie. Si tratta degli oligonucleotidi antisenso, dei piccoli frammenti di Rna in grado di alterare l'attività dei geni responsabili dell'accumulo del colesterolo Ldl.
A discuterne sono stati gli specialisti riuniti per il Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (Simi). In previsione, si potrebbe adottare un'iniezione ogni 6 mesi nei soggetti predisposti agli alti livelli di colesterolo Ldl, offrendo un'alternativa più efficace e meno fastidiosa delle statine, farmaci che invece vanno assunti giornalmente.
Negli Stati Uniti sono già state condotte sperimentazioni di fase II che hanno dimostrato una capacità di riduzione dei trigliceridi e del colesterolo Ldl pari al 70% circa.
Domenico Girelli, docente di Medicina Interna presso l'Università di Verona, spiega: «Il meccanismo d'azione è semplice: si tratta di piccoli frammenti di RNA costruiti in laboratorio usando molecole, i nucleotidi, acidi nucleici identici a quelli che compongono sia DNA che l'RNA ma con una sequenza invertita, per questo si chiamano antisenso. In altre parole si utilizzano gli stessi mattoni ma si costruisce un muro alla rovescia. Quando questa catena si inserisce in quella vera, crea una serie di errori che bloccano la proteina PCSK9 responsabile della concentrazione del colesterolo cattivo».
Franco Perticone, presidente della Simi, aggiunge: «Lo sono anche perché i costi di realizzazione sono stimati in circa un decimo rispetto agli anticorpi monoclonali. Inoltre, si tratta di farmaci con una durata d'azione molto lunga: nel caso dell'oligonucleotide antisenso mirato a PCSK9 due, tre somministrazioni l'anno con iniezione sottocute sono sufficienti a ottenere un effetto anticolesterolo simile a quello delle statine».

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