Aterosclerosi, un test per predire l'efficacia delle statine

Identificati con un esame genetico i soggetti che ne beneficiano

In caso di aterosclerosi subclinica può essere effettuato un test genetico che consenta di capire quali soggetti beneficeranno di una terapia a base di statine. Lo rivela uno studio apparso su Circulation e firmato da ricercatori della Harvard Medical School di Boston guidati da Pradeep Natarajan. Il test suggerito dallo studio rileva 57 polimorfismi a singolo nucleotide (57-SNP).
Prendendo spunto dallo studio Woscops (West of Scotland Coronary Prevention
Study), i ricercatori hanno scoperto che fra i pazienti affetti da ipercolesterolemia che avevano ricevuto statine per la prevenzione primaria di malattia cardiaca cronica, il rischio di un evento era ridotto del 44 per cento nei soggetti con un punteggio di rischio genetico elevato, e solo del 24 per cento negli altri. Questo a parità di riduzione del colesterolo Ldl.
In altri studi, i pazienti con un punteggio di rischio genetico alto mostravano anche una maggiore calcificazione coronarica e una presenza più alta di placca carotidea.
«Questo studio dimostra l'importanza di un esame del sangue genetico che identifica le persone con un rischio elevato che possono potenzialmente beneficiare di più dalla terapia con statine», dice Natarajan. «Credo che il passo successivo sia testare i risultati in uno studio clinico prospettico e randomizzato».

Fonte: Circulation

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