Aterosclerosi e calcificazioni dell'arteria coronarica

Nelle donne a basso rischio mostrano una migliore capacità predittiva

Le calcificazioni dell'arteria coronarica rappresentano un fattore di rischio dall'alto valore predittivo per le donne con un rischio di malattia aterosclerotica cardiovascolare (Ascvd) basso.
Lo dice uno studio pubblicato su Jama e presentato nel corso del convegno annuale 2016 dell'American Heart Association da un team dell'Erasmus University Medical Center guidato da Maryam Kavousi, che spiega: «Non è ancora del tutto chiaro il ruolo della determinazione del calcio coronarico (Cac) nella strategia preventiva per le donne che secondo le linee-guida dell'American College of Cardiology e dell'American Heart Association sono a basso rischio cardiovascolare».
Il livello di calcio coronarico segnala un'aterosclerosi subclinica, e la presenza di calcio coronarico in soggetti asintomatici si associa a un aumento delle probabilità di malattia coronarica (Chd) e di mortalità per ogni causa.
Il team coordinato da Kavousi ha valutato l'utilità di un test del calcio coronarico con tomografia computerizzata nella stratificazione del rischio cardiovascolare nelle donne a basso rischio di malattia aterosclerotica. Ad essere prese in esame sono state 6.700 donne fra i 44 e i 63 anni con rischio di Ascvd a 10 anni inferiore al 7,5 per cento. Il follow up è durato da un minimo di 7 a un massimo di oltre 11 anni. In oltre un terzo dei soggetti (36%), si registrava un esame del calcio coronarico positivo.
«Durante il follow-up si sono verificati un totale di 165 eventi Ascvd, di cui 64 eventi cardiaci acuti fatali, 29 decessi per malattia coronarica e 72 ictus», commentano gli autori.
Rispetto all'assenza di calcio coronarico, la presenza di calcificazioni coronariche è legata a un rischio più elevato di Ascvd e a un'accuratezza prognostica maggiore.

Fonte: Jama

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