Saremo tutti miopi

Nel giro di trent'anni quasi tutta la popolazione sarà colpita

Sembra una conclusione inevitabile. Fra poco meno di 30 anni l'80% della popolazione sarà miope. Ad alimentare il disturbo è la diffusione dei nuovi strumenti tecnologici che ci hanno riempito la vita e la vista, primo fra tutti l'irrinunciabile smartphone.
"Un tempo si attribuiva molta importanza alla genetica, oggi invece sappiamo che anche i fattori ambientali giocano un ruolo cruciale nell'insorgenza della miopia", ha spiegato il professor Paolo Nucci, direttore della clinica universitaria dell'Ospedale San Giuseppe di Milano. "La patologia, in virtù dello stile di vita caratteristico dei Paesi industrializzati, è in costante aumento".
Uno studio della Emory University di Atlanta si è concentrato sugli effetti prodotti dalla pandemia in ambito oculistico. Le varie fasi di lockdown hanno favorito un aumento dell'incidenza di problemi alla vista fra i bambini, con la perdita media di 0,3 diottrie. Rispetto ai cinque anni precedenti, la prevalenza della miopia nel 2020 è significativamente aumentata nella fascia preadolescenziale passando da 1,4 a 3 volte.
"L'impiego costante di dispositivi che richiedono attività visiva ravvicinata fa dire che la miopia sarà il modo di vedere più funzionale al nostro attuale stile di vita", dicono gli esperti. "L'occhio umano è programmato per la visione da lontano, cioè per lo sguardo all'infinito che garantisce una messa a fuoco spontanea", spiegano poi, "mentre la visione da vicino richiede un processo attivo di accomodazione con conseguente dispendio di energia e facile affaticamento. Leggere gli schermi digitali e vivere al chiuso comporta uno sforzo continuo per gli occhi".
Quel che appare certo è che stare all'aria aperta ha l'effetto di ridurre il rischio di miopia. Spiega il professor Luigi Saclì, docente di Optometria all'Università del Salento: "La familiarità predispone sicuramente a questo disturbo refrattivo, ma l'ambiente contribuisce sempre più ad accelerare la presenza della miopia. L'utilizzo invadente dei device, anche in tenera età, può contribuire. I Paesi a più alto tasso tecnologico, non a caso, vedono un'impennata della presenza del disturbo".
Il professor Seclì dice ancora: "La miopia è un difetto visivo che riguarda miliardi di persone, con conseguenze sanitarie, sociali ed economiche rilevanti. Alla miopia elevata sono legate diverse patologie della retina, a volte molto debilitanti e che possono portare alla cecità. Con il nostro studio, da condurre in un arco di tre anni, vogliamo verificare la validità di alcune azioni per la prevenzione della progressione miopica e stilare un protocollo che abbia un'ampia validità preventiva sulla popolazione".
Aggiunge il professor Nucci del San Giuseppe di Milano: "L'esposizione all'aria aperta e alla luce del sole stimola la produzione di dopamina, gli ambienti chiusi la inibiscono inducendo maggiore elasticità nella sclera dell'occhio e favorendo, quindi, la miopia. L'atropina è una sostanza in grado di aumentare il rilascio di dopamina. Impiegandola nella miopia in età scolare abbiamo riscontrato una riduzione della patologia del 75 per cento in 7 bambini su 10".
L'utilizzo esagerato dei device elettronici porta peraltro anche a un maggior rischio di strabismo per via della maggior pressione indotta sui muscoli dell'occhio responsabili della visione convergente.

25/10/2022 15:30:00 Andrea Sperelli


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