Quando il reflusso va in vacanza

I consigli degli esperti AIGO

Il reflusso gastroesofageo √® un disturbo sempre pi√Ļ diffuso, si manifesta principalmente con rigurgito e bruciore e interessa anche i pi√Ļ giovani. Le cause scatenanti sono attribuibili spesso a stili di vita sbagliati come un'alimentazione poco salutare, a volte veloce e non equilibrata, sedentariet√†, fumo, alcol, ma anche lo stress e l'ansia sono fattori che possono contribuire a scatenarlo o peggiorarlo. Senza contare poi, ovviamente, disfunzioni anatomiche o funzionali.
"Se si soffre di reflusso gastroesofageo, in queste settimane purtroppo la patologia verr√† in vacanza con noi‚ÄĚ, esordisce il Dottor Marco Soncini, Presidente Aigo - Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri e Direttore Dipartimento Area Medica ASST Lecco. ‚ÄúServe quindi sapere come gestirlo per non aggravarne i disturbi con un'alimentazione sbagliata o con comportamenti non adeguati come, per esempio, interrompere una terapia in corso pensando che il solo relax possa fare miracoli. Non sar√† cos√¨, e se nella maggior parte dei casi dopo un ciclo di cure con antisecretivi acidi della durata di 1 o 2 mesi, si assister√† a un controllo della sintomatologia, l'interruzione della stessa porter√† a una ripresa dei disturbi e quindi a nuovi controlli medici e ripresa della cura, vanificando l'effetto benefico del trattamento precedente e di fatto, anche delle vacanze tanto attese".
√ą bene quindi non considerare l'estate e soprattutto il periodo delle vacanze come l'occasione migliore per interrompere una cura quanto piuttosto, un periodo in cui provare una riduzione della posologia, o la frequenza dell'assunzione del farmaco solo al bisogno, magari in previsione di una cena impegnativa. "Certamente una dieta ben bilanciata durante la giornata evitando pasti abbondanti e l'assunzione di alcolici ci aiuter√†, insieme ad una regolare attivit√† fisica come belle passeggiate in montagna o rilassanti bracciate di nuoto, a lasciare il reflusso a casa e goderci le meritate vacanze", ricorda il Presidente Aigo.
Ecco, dunque, alcuni consigli da tenere presente per gestire al meglio la malattia da reflusso anche in vacanza.

- Cocktail, caffè e cibi piccanti: quanto incidono sul reflusso
"Le persone che soffrono di reflusso gastroesofageo riconoscono facilmente alcuni agenti favorenti l'insorgere o il ripresentarsi dei sintomi, tra questi l'alcol √® senza dubbio tra i pi√Ļ frequenti quando associato a pasti abbondanti ad alto contenuto di grassi. Oltre all'alcol anche il caff√®, il cioccolato e il t√® verde possono favorire la riaccensione dei sintomi e cautela va riservata anche ai cibi piccanti.

- Sì al gelato a fine pasto
"Per fortuna - continua il dottor Soncini - il nostro dopo cena potrà essere premiato con una coppa di gelato o con una granita, ricordandosi di non coricarsi troppo presto e non adagiarsi subito sul divano, consigli questi che valgono non solo d'estate e che dovrebbero portarci a evitare uno stato di sovrappeso o di chiara obesità che sono condizioni favorenti e aggravanti del reflusso gastroesofageo".

- Un rimedio di emergenza da tenere sottomano
"Per chi ha già una diagnosi nota di malattia da reflusso gastroesofagea e debba effettuare un viaggio in località esotiche, magari con sistemi sanitari precari, è consigliabile munirsi dei farmaci già in uso senza interrompere la terapia. In caso di un'assenza di disturbi il farmaco potrà essere assunto solo al bisogno e nel caso degli inibitori della pompa protonica, di norma al mattino, almeno 20 minuti prima della colazione".

- Quando è opportuno effettuare una esofagogastroduodenoscopia (EGDS)
"In caso di sintomi tipici e con una et√† inferiore ai 55 anni senza segnali di allarme (vomito ripetuto, perdita di peso inspiegato, disfagia, anemia o presenza di un sanguinamento gastrointestinale) non √® necessario ricorrere in prima battuta a una indagine strumentale. La verifica di uno stato d'infezione di helicobacter pylori e un trattamento medico a base di inibitori della pompa protonica per 4 settimane sono in genere sufficienti. Lo scarso controllo dei sintomi o il persistere della sintomatologia - spiega ancora il medico Aigo - rende opportuna invece una EGDS, che viene sempre consigliata in caso di et√† maggiore ai 55 anni. In questi casi lo specialista gastroenterologo pu√≤ intervenire in supporto al medico di medicina generale, per completare il percorso diagnostico-terapeutico nelle modalit√† e nei tempi pi√Ļ appropriati".

- La prevenzione, in estate e tutto l'anno
In sintesi, come sempre la salute inizia a tavola: curare la propria alimentazione, che sia semplice, bilanciata e povera di grassi o cibi scatenanti, senza eccessi è una buona prassi da adottare ogni giorno e anche durante le sospirate vacanze, accompagnata dalla limitazione dell'assunzione di alcolici e del fumo e di una regolare attività fisica.


10/07/2023 15:25:00 Andrea Sperelli


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