Come evitare la postura scorretta nei bambini

Come e quando i genitori possono intervenire

Il mantenimento di una buona postura, per quanto spesso venga trascurata e sottovalutata, rappresenta in realtà un modo per prendersi cura del proprio corpo, in particolare di quella parte che ci sostiene per tutta la vita: la colonna vertebrale. Per questo motivo risulta fondamentale averne cura sin dalla più tenera età. Ma come può un genitore riconoscere prontamente (ed eventualmente prevenire) l'insorgere di problematiche posturali?
Valerio Barbari, fisioterapista e co-founder di FisioScience, piattaforma di formazione per fisioterapisti oggi divenuta anche community, fornisce il proprio supporto ai genitori sfatando i miti legati agli sport da praticare ed evitare, aiutandoli a individuare le cause dei più comuni problemi posturali, analizzandone le conseguenze e dando utili consigli a tutti quei genitori desiderosi di saperne di più sulla tematica “bambini e postura”.
Ammesso che bisognerebbe iniziare a prestare attenzione alla postura dei propri figli sin da subito, è anche vero che è bene farlo senza preoccupazione ed eccessiva apprensione. Infatti, sebbene l'impostazione scolastica che prevede il mantenimento della medesima posizione per ore non aiuti lo sviluppo di una corretta postura, è altresì vero che la paura legata al fatto che stare seduti possa far diventare gobbi i propri figli è del tutto infondata. I bambini infatti, dalla più tenera età fino a quella più tardiva, hanno delle capacità di adattamento sorprendenti.
Per contrastare, però, le ore trascorse a scuola nella medesima posizione, è necessario integrare nella loro quotidianità anche una buona dose di attività fisica (almeno 1 ora alla settimana per l'età compresa tra i 6 e i 17 anni, secondo le più aggiornate Linee Guida, da declinare poi a seconda dello stato di salute del bambino). Quest'ultima, infatti, è la migliore medicina che l'ambito medico-sanitario conosca.
La comunità scientifica da sempre si trova d'accordo sul fatto che lo sport e l'attività fisica siano la chiave per ottenere effetti positivi sulla crescita, sulla postura, sui muscoli, sui tendini, sull'osso e su tutti i nostri organi interni. A questo proposito è bene sfatare un mito: non esistono sport controindicati. "Un tempo si pensava che alcuni sport promuovessero l'insorgenza di alcune problematiche, come il sollevare pesi o gli sport asimmetrici (come il tennis, la pallavolo o altro che preveda l'utilizzo preferenziale di un lato del corpo rispetto all'altro). Oggi sappiamo per fortuna che non è così: l'attività fisica, qualunque essa sia, promuove la crescita dei bambini e ottimizza la forza, la resistenza e l'elasticità di tutti i nostri tessuti", spiega Valerio Barbari.
Lo sport perfetto per i propri figli è quello che possiede due caratteristiche: in primo luogo quella di piacere al diretto interessato, altrimenti non ci sarebbe costanza nel praticarlo; in secondo luogo - qualora non ci siano preferenze specifiche - dovrebbe coinvolgere la sfera relazionale (come gli sport di squadra), in modo tale che il bambino possa sviluppare anche competenze trasversali, prime fra tutte quelle sociali.
La sfera psicologica possiede un grande potere, anche sulla postura del bambino. È possibile che in alcuni casi, infatti, una deflessione dell'umore o l'insorgere di alcune sofferenze di natura psicologica possano tradursi anche in modifiche della postura del bambino, come la ben conosciuta posizione in chiusura, che prevede spalle chiuse in avanti e aumento della cifosi dorsale.
Anche l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella postura. L'obesità o l'essere sovrappeso, ad esempio, possono inficiare la qualità della partecipazione all'attività fisica e lo sviluppo dei bambini, indipendentemente dal momento specifico di crescita in cui si trovano. È infatti noto come l'obesità sia un serio problema, e gli effetti negativi si riscontrano su qualunque aspetto della salute del bambino: qualità e quantità di muscolo, elasticità, resistenza, forza, capacità di movimento e di esercizio specifico e tanto altro ancora.
Quando è il caso, quindi, di sviluppare una reale preoccupazione e rivolgersi ad un esperto?
È bene premettere che i bambini si trovano nella fase più importante della propria vita: la crescita. In questo arco di tempo (soprattutto tra gli 11 e i 13 anni) subiscono delle modificazioni del corpo davvero importanti (altezza, volume dei muscoli, elasticità, postura). Va da sé che alcune - seppur minime - alterazioni della postura dei propri figli (come l'ipercifosi, la scoliosi, l'iperlordosi) si trovano di fronte a due vie: ridursi o aumentare. Ecco perché in questi casi, per verificare la corretta crescita del bambino ed eventualmente correggere eventuali errori posturali, può essere utile rivolgersi ai professionisti giusti: il medico specialista pediatra, il medico specialista ortopedico e il fisiatra e, certamente, il fisioterapista, ancor meglio se specializzato in ambito muscoloscheletrico o in ambito evolutivo, perfetto per i bambini che si trovano tra gli 11 e i 13 anni.
In particolare, durante una valutazione posturale, ciò che i fisioterapisti e i medici osserveranno saranno l'altezza delle spalle, la curvatura dorsale tra le scapole, quella lombare immediatamente sopra al bacino, la posizione della testa (inclinata a destra, a sinistra o in avanti), l'altezza delle ali iliache (i “fianchi”, per intenderci) e tanto altro ancora.
"A seconda delle diverse fasi di sviluppo, il fisioterapista potrebbe consigliare le attività più appropriate per favorire, ad esempio, alcune competenze motorie e sconsigliarne altre che non sono prioritarie o di cui al momento non vi è alcun bisogno. Insomma, se da una parte è vero che la postura del bambino può correggersi nel corso del tempo è anche vero che una visita posturale male non fa, anzi, potrebbe andare a correggere senza troppo sforzo un problema che, se portato avanti, potrebbe rischiare di dare problemi più seri in età adulta", conclude Valerio Barbari.

13/02/2023 16:22:00 Andrea Sperelli


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