L'insonnia aumenta il rischio di ipertensione

Evidenza emersa fra gli adolescenti

Uno studio presentato all'ultimo congresso dell'American Heart Association segnala il rischio di ipertensione legato all'insonnia fra gli adolescenti. In media, si stima che i ragazzi delle scuole superiori dormano solo 6,5 ore a notte durante la settimana, contro le 8-10 di cui avrebbero bisogno.
Analizzando un gruppo di oltre 400 adolescenti con età media di 16,5 anni, lo studio ha prima sottoposto il campione alla compilazione di un questionario sulle abitudini riguardanti il sonno, poi ha realizzato esami di laboratorio che consistevano nella polisonnografia. Sono stati applicati su testa e corpo dei sensori per registrare la qualità e la quantità del sonno. Il sonno breve è stato definito come riposo di durata inferiore a 7,7 ore.
I ricercatori hanno misurato la pressione sanguigna 3 volte 2-3 ore prima di spegnere le luci e dormire. La pressione è stata classificata in base alle linee guida dell'American Heart Association 2017, distinguendo tra pressione elevata (≥120 mmHg sistolica e/o ≥80 mmHg diastolica) e ipertensione più severa (≥140 mmHg sistolica e/o ≥90 mmHg diastolica).
«Sappiamo che un sonno disturbato e insufficiente è associato a pressione alta negli adulti, in particolare in quelli che riferiscono insonnia e dormono oggettivamente meno di sei ore, ma non sappiamo ancora se queste associazioni esistono negli adolescenti», spiega l'autore senior dello studio Julio Fernandez-Mendoza, professore di Psichiatria, neuroscienze e scienze della salute pubblica e direttore di Medicina comportamentale del sonno presso la Pennsylvania State University College of Medicine di Hershey.
Gli adolescenti con insonnia auto-riferita e dalle 7,7 ore di sonno in meno hanno mostrato un rischio di ipertensione clinica 5 volte superiore rispetto a chi dormiva di più. Anche chi dormiva meno di 7,7 ore senza però riferire insonnia presentava un rischio triplo di pressione sanguigna elevata rispetto agli altri.
Gli adolescenti che lamentavano insonnia, ma che in laboratorio riuscivano comunque a dormire a sufficienza secondo i parametri, non hanno invece mostrato un aumento del rischio di ipertensione.
«Un sonno insufficiente, per durata e/o qualità svolge un'azione sfavorevole sul sistema cardiovascolare, in particolare spostando l'equilibrio del sistema neurovegetativo verso una maggiore attività del sistema simpatico, con valori di frequenza cardiaca e pressione arteriosa più elevati, peggiorando nel tempo la funzione dei vasi sanguigni e la coagulazione del sangue», commenta Roberto Pedretti, professore associato di Malattie dell'apparato cardiovascolare all'università di Milano Bicocca, direttore del Dipartimento Cardiovascolare all'IRCSS MultiMedica di Sesto San Giovanni.
«È importante intervenire precocemente per migliorare la qualità e la durata del sonno, prevenendo problemi cardiovascolari futuri», conclude il cardiologo. «Abitudini di sonno sane in adolescenza possono ridurre il rischio cardiovascolare a lungo termine. Come per gli adulti, anche i ragazzi dovrebbero praticare una buona igiene del sonno, come scegliere routine rilassanti prima di dormire, limitare l'uso di dispositivi elettronici, evitare pasti pesanti e caffeina prima di coricarsi e praticare attività fisica regolare, meglio non la sera».

16/04/2025 12:51:00 Andrea Sperelli


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