Covid, Centaurus è meno pericolosa di Omicron

La nuova variante si mostra anche meno contagiosa

Sembrerebbe meno contagiosa e meno pericolosa la nuova variante Centaurus di Sars-CoV-2. A dirlo è uno studio dell'Università di Sassari in collaborazione con l'Università Campus Bio-Medico di Roma e il Dipartimento di Scienze Biochimiche della Sapienza Università di Roma.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Medical Virology, è il primo di natura filodinamica su questa variante. I dati indicano una capacità di diffusione inferiore alla variante Omicron 5, ancora dominante in Italia e nel resto del mondo.
"I risultati del nostro studio hanno un valore predittivo poiché oltre a permettere per la prima volta l'identificazione del momento in cui Centaurus ha raggiunto il suo picco massimo di espansione nella seconda metà di giugno 2022, indicano inoltre che, allo stato attuale delle cose, nell'immediato futuro Centaurus non sarà in grado di espandersi ulteriormente", spiega Pier Luigi Fiori del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Sassari.
I ricercatori hanno analizzato tutti i genomi disponibili nella banca dati GSAID per la variante Centaurus e per il lignaggio principale della variante Omicron 5. Sono stati utilizzati 700 genomi virali che hanno reso necessarie 1.500 ore di calcolo computazionale per concludere le analisi genetiche.
Le conclusioni sono in contraddizione con quelle offerte da uno studio dell'Università dell'Insubria pubblicato sullo European Journal of Internal Medicine. Secondo il lavoro nato dalla stretta collaborazione tra Fabio Angeli, professore di Malattie dell'apparato cardiovascolare dell'Insubria e direttore della Cardiologia di Ics Maugeri di Tradate, Martina Zappa, bioteconologa del Dottorato in Medicina clinica e sperimentale e medical humanities dell'Ateneo, e Paolo Verdecchia, uno dei più affermati ricercatori italiani in ambito cardiovascolare.
La ricerca ha dimostrato che le mutazioni di Omicron Centaurus (BA.2.75), la cosiddetta variante indiana del Covid, rendono il virus ancora più “adesivo” ai recettori delle nostre cellule rispetto alle precedenti varianti e, in particolare, a Omicron 5.
Spiega Fabio Angeli: «La maggiore capacità di Centaurus nel legarsi ai recettori del nostro organismo, i cosiddetti Ace2, apre nuovi scenari pandemici e identifica questa variante come possibile dominante a livello mondiale. Sono ancora da verificare i suoi effetti in termini di aggressività, ma l'aumentata capacità di legarsi alle nostre cellule e la successiva paralisi dei recettori Ace2, che hanno un ruolo fondamentale nel regolare le nostre capacità vitali, ci fanno supporre anche una verosimile aumentata capacità nel creare danni al nostro organismo; questo sottolinea quanto sarà cruciale la nuova campagna vaccinale ed il ripristino delle misure di protezione individuale».

08/09/2022 15:00:00 Andrea Sperelli


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