L'importanza della convalescenza

Rispettare i propri tempi facilita il recupero

Il tempo dedicato alla convalescenza dopo un intervento o una malattia è fondamentale tanto quanto la cura seguita.
«Che siano le ginocchia oppure il cranio a dover guarire da una lesione, i polmoni da un'infezione virale, il cervello da una commozione cerebrale, la mente da una crisi di ansia o depressione, ricordo spesso ai miei pazienti che è utile concedere tempo, energia e rispetto adeguati al processo di cura». Sono le parole di Gavin Francis, medico di base e scrittore, autore del libro «Guarigione, l'arte perduta della convalescenza» (Edt). «Ogni malattia è un unicum, il che significa che in un certo senso lo è anche ogni guarigione. Ciascuno di noi ha tempi di convalescenza diversi e avrà bisogno di strategie differenti».
La convalescenza è il momento in cui il corpo cerca di riprendersi. «È un vero e proprio momento di cura, è un po' come il riposo dopo un'attività sportiva intensa, fa parte dell'allenamento», spiega Nicola Montano, professore di Medicina interna all'Università Statale di Milano e direttore dell'omonima divisione all'Irccs Ospedale Policlinico del capoluogo lombardo. «Subito dopo una malattia, un intervento chirurgico, un trauma fisico si è più fragili: ci può essere una riduzione della funzionalità immunitaria, un calo di quella muscolo-scheletrica se si è stati costretti a rimanere a letto più giorni, un senso di affaticamento generale. Riprendere subito a eseguire ciò che si faceva prima può quindi portare con più facilità a ricadute o a un recupero non del tutto perfetto, per questo è importante rispettare la convalescenza. È un po' come interrompere in anticipo una terapia antibiotica: è controproducente».
La convalescenza deve essere proporzionale al tempo della malattia, quindi se quest'ultima è stata molto lunga, altrettanto deve esserlo il riposo per riprendersi. In caso di semplice influenza potrà bastare una giornata per tornare alle condizioni precedenti.
Per accelerare il tempo di guarigione, una buona idea è dormire un po' di più. «Dormire di più migliora il recupero di tutte le funzioni perché riduce l'attività del sistema nervoso simpatico che è quello che attiva le cellule favorendo le condizioni di stress», precisa Matteo Cerri, professore di Neurofisiologia all'Università di Bologna. «Se alle cellule è richiesta un'attività intensa, le risorse energetiche a loro disposizione andranno usate per “fare quel lavoro extra” e non per rigenerare il danno della malattia. È come se avessimo una fabbrica che è stata danneggiata da un terremoto: possiamo chiedere agli operatori di aggiustarla. Se però li esortiamo anche a lavorare alla catena di montaggio, non potranno allo stesso tempo riparare la fabbrica e quindi può darsi che qualcosa crolli».
Altri consigli utili per riprendersi più in fretta: mangiare leggeri, non andare a dormire tardi, fare cose piacevoli come guardare un film o chiacchierare con un amico, creare un ambiente positivo, pulito, pieno di luce e con la giusta temperatura. Al resto penserà il nostro organismo.

21/11/2022 16:10:00 Andrea Sperelli


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