Calvizie, funziona ritlecitinib

Il farmaco ottiene buoni risultati in caso di alopecia areata

Un farmaco per l'alopecia areata sembra funzionare. Si tratta di ritlecitinib, la cui efficacia è emersa dallo studio Allegro, trial clinico internazionale multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, che ha coinvolto 718 pazienti con una perdita di capelli sul cuoio capelluto pari o superiore al 50%.
Lo studio ha esaminato l'efficacia di ritlecitinib rispetto al placebo, valutando la capacità di favorire la ricrescita dei capelli e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Dopo 48 settimane, il 31% dei pazienti trattati con il farmaco si trovava in remissione.
L'alopecia areata è una patologia infiammatoria autoimmune che colpisce lo 0,2% della popolazione generale, manifestandosi attraverso la caduta dei capelli/peli e causandone la mancata ricrescita. In Italia sono 120.000 persone a soffrirne. Sul versante terapeutico ritlecitinib è il primo trattamento orale approvato, e rimborsato, per il trattamento dell'alopecia areata severa negli adulti e negli adolescenti dai dodici anni.
Claudia Cassia, presidente di Aipaf (Associazione italiana pazienti alopecia and friends), è la testimonianza diretta di una paziente che da decenni ha a che fare con alcuni preconcetti che tendono a sminuire l'impatto della malattia: «A chi mi dice che, in fondo, sono solo capelli replico che si tratta di una patologia, i cui sintomi ridisegnano i pazienti in modo completamente nuovo».
Aipaf ha presentato alle istituzioni un manifesto in 8 punti nel quale chiede l'inserimento dell'alopecia areata nei Livelli essenziali di assistenza e la possibilità del riconoscimento dell'invalidità civile sulla base di parametri clinici, analogamente ad altre patologie.
Anche un altro farmaco, baricitinib, sembra mostrare efficacia. Uno studio di real life condotto su 50 soggetti provenienti da 4 Unità di Dermatologia di Milano (Policlinico, San Raffaele, San Donato Milanese, Humanitas) ha dimostrato che il Baricitinib è in grado di indurre un tasso di ricrescita superiore a quello degli studi registrativi con tempi di risposta alla terapia che vanno dalle 4-12 settimane per gli early responders, 12-36 settimane per i gradual responders e 36-52 settimane per i late responders.
Un altro studio coordinato da Bianca Maria Piraccini del Policlinico Sant'Orsola di Bologna mostra una percentuale di ricrescita pari al 42,3% dopo 24 settimane su 118 pazienti.

12/06/2025 15:10:00 Andrea Sperelli


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