Infezioni e celiachia, un nesso?

Studio avanza l'ipotesi del coinvolgimento di un virus

La celiachia potrebbe essere indotta da un virus. Lo suggeriscono le conclusioni di uno studio apparso su Science e firmato da ricercatori del Sainte-Justine Research Center di Montreal e dell'Università di Pittsburgh.
Gli scienziati hanno analizzato su modello murino gli effetti di due ceppi di retrovirus che infettano abitualmente l'uomo.
In entrambi i casi, i dati evidenziano risposte immunitarie protettive, ma uno dei due in particolare alimenta una reazione più intensa se l'infezione è associata alla presenza di glutine o di ovalbumina.
Non è la prima volta che le infezioni vengono tirate in ballo per tentare di spiegare i meccanismi di insorgenza della celiachia. Secondo uno studio dell'Istituto norvegese di Salute Pubblica di Oslo, infatti, infezioni respiratorie e/o gastrointestinali ricorrenti potrebbero accrescere in maniera significativa il rischio di sviluppare l'intolleranza al glutine.
Lo studio, pubblicato su The American Journal of Gastroenterology, ha analizzato oltre 73mila bambini nati fra il 2000 e il 2009, tenuti sotto osservazione per diversi anni per verificare l'eventuale correlazione tra l'insorgenza di infezioni alle vie respiratorie e gastrointestinali e la futura possibile manifestazione di intolleranza al glutine.
«Il nostro studio ci ha consentito di rilevare in piccoli che avevano avuto più di 10 episodi di infezioni respiratorie o gastrointestinali nei primi 18 mesi di vita, un rischio di diventare intolleranti al glutine superiore del 30% rispetto ai coetanei che, nello stesso periodo di tempo, si erano ammalati meno o all'incirca 5 volte», hanno spiegato i ricercatori.
I bambini maggiormente predisposti erano quelli con problemi respiratori rispetto ai bimbi colpiti da virus gastrointestinali. Tuttavia, l'associazione va presa con le dovute cautele.
«La celiachia - concludono gli esperti - è determinata da una serie di fattori, primo fra tutti la predisposizione genetica, cui si aggiunge una componente ambientale e comportamentale». La componente infettiva potrebbe aggiungersi a queste, ma serviranno ulteriori indagini per ottenere una conferma.

07/04/2017 11:50:00 Andrea Piccoli


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