Un'iniezione per curare la cornea

Non sarà più necessario il trapianto

Addio trapianto di cornea, basta una semplice iniezione per guarire l'organo e ridare la vista a milioni di pazienti in tutto il mondo. Ad annunciarlo sono gli esperti del settore riuniti a congresso dalla Società italiana di scienze oftalmologiche.
L'iniezione di cellule endoteliali è già stata testata con successo su 300 pazienti in Giappone e San Salvador e si trova ora in fase II di sperimentazione negli Stati Uniti. Il prossimo anno partirà un trial europeo coordinato dall'Italia.
Il metodo è stato messo a punto dal chirurgo oftalmologo dell'Università di Kyoto Shigeru Kinoshita: consiste nell'estrazione di cellule endoteliali dalla cornea di un donatore, nella loro coltivazione e successiva iniezione nel paziente dopo aver eliminato quelle malate.
I due studi pubblicati finora sul New England Journal of Medicine e su Ophthalmology hanno mostrato l'efficacia del trattamento e l'assenza di qualsiasi problema per chi si è sottoposto alla terapia.

«Questo nuovo approccio è rivoluzionario perché semplifica l'intervento, accelera e migliora il recupero visivo, consente di trattare con una sola cornea un numero molto elevato di occhi», spiega Vincenzo Sarnicola, membro del consiglio direttivo Siso e presidente Sicsso, tra i più grandi esperti al mondo in trapianti di cornea. «La tecnica è molto semplice perché iniettare le cellule è più facile che dover gestire un tessuto intero: le cellule endoteliali corneali possono essere estratte dai donatori e fatte moltiplicare in coltura, sono semplicemente iniettate nel ricevente dopo aver
'grattato' via le cellule malate. In circa il 40% dei casi di cecità corneale che richiede il trapianto, il problema dipende da alterazioni dello strato endoteliale profondo e basta recuperare questo per tornare a vedere: è il caso, per esempio, della distrofia endoteliale di Fuchs, una malattia ereditaria che compare nella terza età, e della rara cheratopatia bollosa. Quando la patologia riguarda il solo strato endoteliale, intervenire con un trapianto di cellule sarà risolutivo e molto più semplice rispetto al trapianto standard: la procedura per l'iniezione nella camera oculare anteriore durerà pochi minuti, poi il paziente è mantenuto prono per 3 ore durante le quali le cellule endoteliali si riallineano autonomamente nel tessuto. Il recupero visivo sarà rapido e migliore: si tratta di una vera rivoluzione. Sarà possibile trattare moltissimi pazienti in più rispetto a oggi e soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove trovare i tessuti corneali necessari non è semplice e gestire i trapianti di cornea standard è altrettanto complesso», osserva Sarnicola. «Nel mondo ci sono 13 milioni di persone
con cecità bilaterale per patologie della cornea, e nel 40/50% dei casi si tratta di un malfunzionamento dell'endotelio. Mettere a punto una tecnica che consente di curare fino a 300, 500 da una sola cornea di un donatore, e con una semplice iniezione, ha le potenzialità per aiutare a debellare la cecità corneale in maniera significativa, anche nei Paesi in via di sviluppo per la maggior facilità con cui è possibile spedire cellule anziché tessuti interi».

08/06/2022 10:00:00 Andrea Sperelli


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