Calcoli, la colecistectomia spesso non toglie il dolore

In molti casi il dolore persiste dopo un anno

Il dolore causato dalla presenza di calcoli alla colecisti si rivela in molti casi persistente anche in seguito all'intervento di colecistectomia.
Lo dimostra uno studio apparso su Lancet a firma di ricercatori del Radboud University Medical Centre di Nijmegen, nei Paesi Bassi. Gli scienziati hanno voluto appurare se l'applicazione di criteri rigorosi per determinare quali pazienti dovrebbero essere sottoposti a colecistectomia potesse migliorare l'esito di dolore dopo un anno.
«Le linee guida internazionali raccomandano la colecistectomia laparoscopica per il trattamento di calcoli sintomatici e non complicati. Gli esiti delle cure standard per quanto riguarda questo intervento sono piuttosto variabili in base alla struttura e risultano associati a dolore persistente nel 10-41% dei pazienti. Abbiamo voluto confrontare la non-inferiorità di una strategia restrittiva di selezione con le procedure standard per valutare un uso efficace della colecistectomia», spiega Aafke van Dijk, primo nome dello studio.
I medici olandesi hanno randomizzato oltre 1000 adulti con calcoli biliari sintomatici o sludge biliare a ricevere la cura standard o una strategia restrittiva.
Il primo approccio prevedeva la scelta esclusiva da parte del medico curante dei pazienti idonei all'intervento.
Nella strategia restrittiva, invece, i pazienti erano sottoposti a intervento chirurgico solo se rispondevano a 5 criteri: gravi attacchi di dolore, dolore che dura per almeno 15 minuti, dolore localizzato nell'epigastrio o nella parte superiore del quadrante destro, dolore che si irradia alla schiena e dolore con risposta positiva a semplici analgesici.
In mancanza di questi parametri, i pazienti sono stati gestiti in maniera conservativa.
La percentuale di pazienti liberi dal dolore dopo un anno è stata comunque bassa, il 56%-60%, e la strategia restrittiva
non ha raggiunto la non inferiorità. Sono state comunque eseguite meno colecistectomie nel gruppo di strategia restrittiva (68% contro il 75%).
Nell'editoriale che accompagna lo studio, Rachel Guest della University of Edinburgh, nel Regno Unito e Kjetil Søreide della Bergen University, in Norvegia, si rivelano deluse dai risultati e affermano: «I medici dovrebbero consigliare i pazienti con giudizio e moderare le loro aspettative prima di offrire la colecistectomia come soluzione alla malattia da calcoli biliari sintomatica».

28/06/2019 11:10:00 Andrea Piccoli


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