La cannabis aumenta le probabilità di parto pretermine

Effetti negativi anche su peso e possibilità di anomalie

Da una ricerca pubblicata su Plos One si evince che il consumo prenatale di cannabis è associato a una probabilità maggiore di parto pretermine, basso peso alla nascita, età gestazionale ridotta e anomalie congenite maggiori.
A evidenziarlo è uno studio della British Columbia di Vancouver coordinato da Sabrina Luke, che spiega: «Nell'ottobre del 2018 il governo canadese ha legalizzato possesso, distribuzione, vendita e produzione di cannabis. Dato che la recente legalizzazione della cannabis in Canada ha evidenziato l'urgente bisogno di comprenderne gli effetti in gravidanza, questo studio ha valutato gli effetti dell'uso prenatale di cannabis a livello materno-infantile».
Gli autori hanno analizzato in maniera retrospettiva una coorte di 1.280.447 nascite registrate nel British Columbia Perinatal Data Registry, nel Better Outcomes Registry & Network Ontario e nel Perinatal Program Newfoundland Labrador dal 1 aprile 2012 al 31 marzo 2019.
L'analisi statistica ha individuato le associazioni fra il consumo prenatale di cannabis e basso peso alla nascita, età gestazionale, parto pretermine, natimortalità, anomalie congenite maggiori, taglio cesareo, diabete e ipertensione gestazionali. I modelli statistici sono stati aggiustati per eventuali fattori di confondimento, in particolare per uso di altre sostanze, caratteristiche socio-demografiche ed economiche e comorbilità.
Dai risultati ottenuti emerge che la prevalenza del consumo di cannabis era di circa il 2% e che il suo uso in epoca prenatale si associa a un aumento del rischio di parto pretermine, di basso peso alla nascita, di neonati sia piccoli sia grandi per età gestazionale, di anomalie congenite maggiori di qualsiasi tipo, di taglio cesareo e di diabete gestazionale.
Al contrario non è stata trovata alcuna associazione per la natimortalità o per l'ipertensione gestazionale. «Alla luce di questi dati sono necessarie ulteriori misure per informare il pubblico e i fornitori dei rischi intrinseci dell'esposizione alla cannabis in gravidanza», conclude Luke.

Fonte: PLoS One 2022. Doi: 10.1371/journal.pone.0276824
Plos One

16/12/2022 17:50:00 Andrea Sperelli


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