Deposito del seme per avere figli dopo la chemio

Aumentano i cd figli del dopo-cancro al testicolo. E' la prima causa di tumore fra i giovani.
Oggi guarisce più del 90% delle persone colpite.

"Spesso infatti - afferma il prof. Francesco Boccardo - ci si dimentica che un paziente di 28 anni, una volta guarito da un tumore del testicolo, potrebbe volere un figlio. La chemioterapia può deprimere la spermatogenesi e non tutti i pazienti recuperano autonomamente la funzione procreativa. Per questo è importante che questi ragazzi si sottopongano allo "sperm-banking", ossia al deposito del seme". Un modo concreto, reale per affrontare a tutto tondo l'argomento tumori in questa fascia d'età. Significa entrare in problematiche non solo cliniche e scientifiche, ma anche psicologiche, sociali, esistenziali, che coinvolgono pesantemente i pazienti proprio mentre cercano nuovi equilibri negli studi, nel lavoro, negli affetti, nella famiglia”.

"Già, perché parlare del dopo è ormai un traguardo spesso raggiunto - ha aggiunto il prof. Emilio Bajetta, presidente nazionale Aiom - per i tumori del testicolo e della vescica. Ma anche per quelli del rene: fino allo scorso anno gli oncologi medici disponevano di armi terapeutiche poco efficaci. Ma poi anche in Italia sono state registrate molecole che promettono di potere migliorare i risultati della terapia anche in questa neoplasia. Ma quando si parla di tumori urologici, l'attenzione si focalizza sul cancro della prostata: ben 23 mila persone ogni anno in Italia si ammalano di questo tipo di cancro (con oltre 7 mila decessi), diventato il tumore più diffuso fra gli uomini in Europa, superando quello al polmone.

"La lotta contro questi tumori impegna sempre di più un' équipe multi-specialistica - ha sottolineato Boccardo - in cui giocano un ruolo importante, oltre all'urologo, l'oncologo medico e il radioterapista. A fronte dei più innovativi approcci e della possibilità di combattere con molte armi la patologia diventa sempre più determinante la condivisione della scelta della strategia terapeutica non solo fra i vari specialisti, ma soprattutto con il paziente. Come società scientifica ci siamo posti due obiettivi fondamentali: stimolare la collaborazione fra operatori sanitari ed ascoltare le esigenze dei pazienti, per garantire la migliore assistenza al malato. Va letta in questo senso anche l'iniziativa di istituire il Numero Verde, servizio che l'Aiom ha attivato alcuni anni fa e che continua a svolgere un prezioso servizio di informazione e supporto per tutti i cittadini che si trovano ad affrontare problemi oncologici".





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