Comprendere l'autismo grazie al sistema visivo

L'ipotesi di un progetto di ricerca italiano

Dall'ipersensibilità ai vestiti a un'estrema attenzione visiva al dettaglio, circa il 90% degli individui autistici riporta esperienze sensoriali atipiche. All'origine di ciò, secondo le teorie più consolidate, si trova uno sbilanciamento dell'attività neuronale. Un nuovo progetto del neuroscienziato della SISSA Davide Zoccolan, finanziato dalla Simons Foundation Autism Research Initiative (SFARI), si propone di verificare questa ipotesi nel sistema visivo. Nei prossimi due anni lo scienziato studierà le capacità visive, e i sottostanti processi neuronali, in un tipo di ratto modificato geneticamente che rappresenta uno dei modelli più promettenti per lo studio dell'autismo.
“Sono molto contento di questo risultato”, afferma Zoccolan, tra i primi a utilizzare il ratto come modello per studiare le basi neuronali della percezione visiva, “Questi animali rappresentano un'opportunità unica per comprendere i disturbi dello spettro autistico, dato il ricco repertorio di funzioni cognitive complesse che li caratterizza e che li rende più simili agli umani di quanto lo siano i topi, la specie più comunemente utilizzata per sviluppare modelli genetici di disturbi neuropsichiatrici e del neurosviluppo”.
Zoccolan, con l'aiuto di uno studente di dottorato e un'assegnista di ricerca, eseguirà esperimenti di tipo comportamentale e neurofisiologico per studiare i processi visivi in animali portatori di una mutazione in un gene fortemente coinvolto nell'autismo. I ricercatori verificheranno la presenza di anormalità visive simili a quelle riportate nelle persone autistiche e indagheranno allo stesso tempo i processi corticali coinvolti.
Il suo progetto è uno dei sette finanziati da SFARI, che insieme al Medical College of Wisconsin ha sviluppato otto diversi modelli mutanti di ratto per consentire lo studio dell'autismo e lo svolgimento di test preclinici di possibili terapie. Tutti i sette progetti afferiranno a un unico consorzio finalizzato alla collaborazione e alla condivisione dei risultati. Tutti i ricercatori afferenti si incontreranno per la prima volta a settembre a Edimburgo.
“Sono entusiasta di iniziare questo progetto e avviare nuove collaborazioni. Scoprire come le proprietà visive sono alterate in questi animali potrà avere un forte impatto sulla comprensione dei processi neuronali che caratterizzano i disturbi dello spettro autistico. Questo, a sua volta, potrebbe aprire la strada a nuove a strategie terapeutiche che vadano a riattivare specifiche componenti dei circuiti nervosi attraverso tecniche di opto- e chemo-genetica”, conclude Zoccolan.

13/06/2022 10:10:00 Andrea Sperelli


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