Chi fuma sigarette elettroniche rischia il cancro al naso

Naso esposto a maggiori esalazioni di sostanze nocive

Chi fuma sigarette elettroniche corre un rischio maggiore di cancro del naso rispetto ai fumatori tradizionali. Lo rivela uno studio della Grossman School of Medicine dell'Università di New York.
I tumori dei seni nasali e paranasali sono patologie rare, colpiscono infatti dai 300 ai 400 soggetti ogni anno in Italia: «E per di più sono caratterizzati da una ricca variabilità di sottotipi istologici, che richiedono spesso trattamenti diversi, mirati proprio in base al singolo istotipo — spiega Mohssen Ansarin, direttore del Programma testa-collo e Divisione di Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano —. Questi fattori, la rarità e l'alta variabilità istologica, li rendono neoplasie di difficile inquadramento diagnostico e terapeutico che devono essere trattati in centri specializzati».
Uno dei maggiori fattori di rischio è l'esposizione a polveri di legno e del cuoio, che si verifica fra i lavoratori del settore manifatturiero. L'esposizione a nichel, arsenico e Hpv sarebbero invece alla base della seconda forma più comune di tumore del naso, il carcinoma squamocellulare.
«Infine il fumo, seppure in minor misura rispetto alle altre sedi (come bocca, laringe, polmoni o vescia, per esempio), fa certamente salire il pericolo di sviluppare tumori delle cavità nasali», aggiunge Ansarin.
La ricerca americana realizzata su 341 fumatori maschi e femmine segnala il fatto che gli svapatori - chi fuma e-cig - emettono il fumo più dal naso rispetto ai fumatori normali.
«Le nostre conclusioni suggeriscono che chi svapa può esporre le strutture del naso a molte più esalazioni di sostanze nocive e questo fa lievitare anche il pericolo di cancro in quest'area», dice Emma Karey, autrice principale dello studio.
L'esito conferma quello di studi precedenti, secondo i quali i fumatori di sigarette normali sono quelli più a rischio di cancro dei polmoni perché tendono a inalare più profondamente rispetto agli altri. Chi fuma il sigaro, ad esempio, è maggiormente esposto al cancro della bocca o della gola perché tende ad aspirare il fumo in maniera superficiale.
«Si tratta di una forma di cancro che diventa purtroppo sintomatica in fase tardiva, quando la neoplasia ha avuto modo di svilupparsi portando a un'ostruzione dello spazio respiratorio nasale — risponde Ansarin —. I sintomi più comuni sono quindi il peggioramento della respirazione nasale in un soggetto precedentemente asintomatico, la comparsa di sanguinamento (epistassi), il dolore, per lo più descritto come senso di peso a livello mascellare o frontale, un cambiamento dell'olfatto che può diminuire (iposmia) o sparire (anosmia) o modificarsi con la presenza di cattivo odore (cacosmia). Sono sintomi comuni, che possiamo vivere in corso di banali raffreddori o sinusiti, e quindi spesso sono sottovalutati fino a un peggioramento. Il campanello d'allarme che deve sempre indurre a una valutazione più approfondita è la monolateralità di questi sintomi, quindi la comparsa del disturbo a carico di una sola delle due fosse nasali».
La migliore arma terapeutica rimane al momento l'intervento chirurgico. «L'avvento della chirurgia endoscopica endonasale, che si avvale di telecamere e strumentazione specifica, ha permesso di evitare approcci chirurgici più invasivi e gravati da sequele funzionali ed estetiche, pur garantendo gli stessi risultati in termini di radicalità oncologica — conclude l'esperto —. La radioterapia e la chemioterapia sono invece utilizzate sia come trattamento adiuvante dopo la chirurgia, sia come trattamento di scelta per alcune rare neoplasie come il carcinoma indifferenziato o quello neuroendocrino che si presentano spesso in stadio avanzato e che per la loro specifica biologia sono caratterizzati da una buona sensibilità a queste terapia».

01/04/2022 16:50:00 Andrea Sperelli


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