Curare le infezioni oculari con l'ozono

Come trattare orzaioli, congiuntiviti, cheratiti e ulcere corneali

Insieme al cervello, con cui lavorano in perfetta sincronia, sono la porta principale d'accesso al mondo, basti pensare che forniscono circa l'80% delle informazioni sull'ambiente circostante. L'anatomia che li contraddistingue √® tra le pi√Ļ complesse: in pochi centimetri sono racchiusi oltre due milioni di elementi funzionali, ma, rovescio della medaglia, tanto sono preziosi quanto vulnerabili. Gli occhi, infatti, sono tra gli organi pi√Ļ esposti a rischi.
Infezioni agli occhi possono derivare da graffi, urti, un'esposizione prolungata a sostanze chimiche, l'uso scorretto di lenti a contatto o radiazioni ultraviolette, la lista √® lunga ma, stando ai dati, Ie infezioni pi√Ļ comuni sono di natura microbica e ambientale.
¬ęNell'occhio sono presenti numerosi microhabitat batterici, che si possono racchiudere in tre grandi gruppi: i microrganismi residenti sulla pelle e sul margine palpebrale, che da qui si spostano sulla superficie oculare; quelli localizzati sulla superficie oculare, sul margine palpebrale e sulla congiuntiva, e quelli del genere Pseudomonas, presenti nella congiuntiva e all'interno del margine palpebrale¬Ľ spiega la biologa e ricercatrice biosanitaria Rosjana Pica. ¬ęIn condizioni di normalit√† questi gruppi batterici stanno in equilibrio fisiologico tra loro e la superficie oculare fa da ‚Äúscudo‚ÄĚ, da linea di difesa dell'occhio, ma pu√≤ bastare un abbassamento delle difese immunitarie a rendere l'occhio pi√Ļ vulnerabile ad attacchi esterni. Cos√¨ l'equilibrio viene meno e possono insorgere orzaioli, congiuntiviti, cheratiti, uveiti. In altre parole, infezioni oculari¬Ľ.
Per curarle si ricorre ai farmaci, ma non sempre bastano a risolvere il problema. ¬ęIn caso di infezioni congiuntivali, cheratiti e ulcere corneali, anche resistenti alla terapia medica tradizionale √® stata dimostrata l'efficacia di associare alla terapia farmacologica, a seconda delle indicazioni mediche, una terapia a base di acqua ozonizzata¬Ľ spiega la dottoressa Pica. ¬ęL'acqua iperozonizzata, cio√® arricchita con ozono mediante un dispositivo elettromedicale, pu√≤ aiutare ad alleviare le infezioni oculari grazie ai suoi effetti biologici, innescati dalla triplice azione di ossigenazione, ossidazione e disinfezione¬Ľ precisa. ¬ęOssigenazione in quanto, l'acqua iperozonizzata, grazie all'alta concentrazione di ossigeno che ha al suo interno, ripristina la corretta ossigenazione dei vasi sanguigni oculari fornendo all'occhio i nutrienti essenziali per la salute della vista. L'occhio √® un ambiente delicato - continua l'esperta -, deve mantenersi sempre correttamente idratato per evitare l'insorgenza di fastidi come secchezza oculare o rossore. L'occhio si arrossa, ad esempio, come conseguenza della dilatazione e congestione di piccoli vasi sanguigni al suo interno, causati appunto da un ridotto apporto di ossigeno alla cornea. Con le sue propriet√† protettive, lubrificanti, idratanti e lenitive, l'acqua iperozonizzata riduce la secchezza oculare e eventuali irritazioni provocate sia da condizioni ambientali che da stress meccanici (applicazione di lenti a contatto, entrata di granelli di polvere sulla superficie oculare etc..). L'azione di disinfezione, invece, √® dovuta al fatto che l'acqua ozonizzata √® naturalmente ricca di ozono, un elemento che, come la scienza ha ampiamente dimostrato, contrasta virus e batteri, e quindi compresi quelli che possono colpire l'occhio¬Ľ.
A proposito di virus, il pensiero corre al SARS-CoV-2: ¬ęL'occhio √® una delle vie d'accesso del SARS-CoV-2, non a caso tra le regole d'igiene c'√® quella che abbiamo ben imparato di ‚Äúnon toccarsi occhi, naso e bocca con le mani‚ÄĚ. Gli epiteli corneali e congiuntivali esprimono i recettori ACE2, attraverso cui il virus penetra nelle cellule- continua la biologa-. L'efficacia dell'ozono contro i virus √® dovuta alla capacit√† di danneggiare il capside virale, cio√® l'involucro in cui √® racchiuso il genoma dei virus, pertanto effettuare sciacqui oculari giornalieri con acqua iperozonizzata pu√≤ contribuire alla profilassi dalla COVID-19. Non √® tutto - conclude Rosjana Pica -: nell'ultimo decennio l'ozono √® stato utilizzato con successo anche per contrastare alcune forme di maculopatie, in affiancamento alle terapie convenzionali¬Ľ.
Come si effettuano gli sciacqui oculari? ¬ęBasta versare in un bicchiere l'acqua precedentemente arricchita di ozono tramite un dispositivo elettromedicale. Una volta messo il bicchiere ben aderente all'occhio da trattare, bisogna inclinare la testa all'indietro in modo da far percolare l'acqua all'interno dell'occhio. Lo stesso protocollo pu√≤ essere utilizzato in caso di allergie o, vista l'assenza di effetti collaterali, anche come semplice routine per il benessere degli occhi. Bisogna ricordare, infatti, che anche il liquido presente nell'occhio davanti al cristallino influenza la capacit√† di vedere bene, per questo pu√≤ l'acqua iperozonizzata pu√≤ essere sfruttata quotidianamente per preservare la normale fisiologia degli occhi¬Ľ.

01/02/2022 14:45:00 Andrea Sperelli


Notizie correlate