Displasia cervicale in gravidanza, sempre meno rischi

Interventi migliorati in maniera significativa negli ultimi anni

Le donne in gravidanza colpite da displasia cervicale di grado 3 (CIN3) corrono sempre meno rischi per il trattamento della malattia. Lo dimostra un nuovo studio apparso su Annals of Internal Medicine e firmato da un team del Karolinska Institutet di Stoccolma.
È nota la correlazione fra trattamento di CIN3 e aumento di parti pretermine, sepsi neonatale e morte precoce del lattante, ma i rischi sembrano essersi assottigliati nel corso degli ultimi anni grazie all'evoluzione delle cure.
«Gli interventi per CIN3 sono migliorati tecnicamente nel tempo, e sono molto meno invasivi ora rispetto a dieci anni fa. Tuttavia, non è stato stabilito il grado di effetto che questi sviluppi medici hanno avuto sul rischio di complicanze perinatali», spiega Wei He, primo nome dello studio.
I ricercatori hanno studiato le gravidanze di 78.450 donne trattate per CIN3 e le hanno confrontate con quelle di 784.500 donne in salute, per un periodo di 46 anni.
Dall'analisi è emerso un aumento del rischio di parto pretermine, infezione intrauterina, sepsi e morte precoce del lattante nelle donne soggette a trattamento per CIN3. Secondo gli esperti, inoltre, anche eventuali gravidanze successive al trattamento dovrebbero essere considerate come a rischio.
L'aspetto positivo è che gli eventi avversi si sono ridotti in maniera significativa negli anni, soprattutto i casi di morte precoce del neonato, eventualità quasi del tutto scomparsa.
«Una possibile spiegazione per questo è che esistono metodi di trattamento meno invasivi per il cancro cervicale prodromico. Questa è un'informazione importante per medici e donne in Svezia e nel resto del mondo, ma ritengo che, per ottenere l'equilibrio ottimale tra sicurezza ostetrica e rischio di cancro, sarà necessario fare attente considerazioni caso per caso», conclude He.

Fonte: Annals of Internal Medicine

17/02/2022 Andrea Piccoli


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