Covid in gravidanza, la placenta è un fattore protettivo

Concentrazioni più basse di recettore ACE-2 nella placenta delle positive

La gravidanza potrebbe assicurare protezione da Covid-19 grazie alla placenta. È quanto suggerisce uno studio pubblicato sull'American Journal of Pathology da un team della Boston University School of Medicine, del Boston Children's Hospital (BMC) e della Johns Hopkins University di Baltimora.
I ricercatori hanno scoperto che i valori del recettore ACE-2, quello che consente a Sars-CoV-2 di penetrare nell'organismo umano, sono più bassi nella placenta delle donne incinte.
«Sebbene la pandemia abbia un impatto significativo su molte donne in gravidanza, i tassi di trasmissione virale dalla madre al feto restano molto bassi. Per questo pensiamo a una sorta di meccanismo difensivo: quando una donna contrae l'infezione da COVID-19 in gravidanza, la placenta potrebbe ridurre in modo naturale il numero di recettori ACE-2 per impedire al virus di essere trasmesso al feto», ipotizza la coautrice Elizabeth Taglauer, professore associato di pediatria alla BUSM e neonatologa al BMC.
Nel corso dello studio sono state raccolte le placente di due gruppi di donne che hanno partorito al Boston Children's Hospital fra luglio 2020 e aprile 2021. Del primo gruppo facevano parte donne negative al Covid e con gravidanze normali, del secondo donne positive a Sars-CoV-2 con infezione attiva durante la gestazione.
"Lo scopo era di analizzare l'espressione di ACE-2 placentare nei due gruppi utilizzando anche tecniche di analisi genetica e proteica", scrivono gli autori, secondo i quali la placenta ha molte somiglianze con il polmone. «Questo studio evidenzia, tra l'altro, anche l'importanza di studiare la placenta per aiutare a comprendere una varietà di malattie polmonari, oltre a sottolineare l'importante ruolo del controllo dell'ACE-2 nel controllo e nella prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2», osserva Taglauer, che conclude: «La placenta è una delle poche storie di successo che caratterizzano questa pandemia. Se riuscissimo a capire in che modo la placenta protegge in modo naturale il feto dal COVID-19, questo potrebbe fornire informazioni importanti per terapie e strategie in grado di prevenire la diffusione delle infezioni da SARS-CoV-2».
In ogni caso, se la donna è positiva a Sars-CoV-2 la probabilità di subire complicanze durante la gravidanza aumenta. Lo dice uno studio finanziato dal National Institute of Health americano che ha confrontato donne incinte colpite da nuovo coronavirus e donne in gravidanza senza l'infezione.
I dati indicano che nelle donne con Covid la probabilità di un parto cesareo era del 45,5% contro il 32,4% del gruppo di controllo, quella di partorire pretermine del 26,9% contro il 14,1%, di andare incontro a morte del feto o del neonato del 3,5% contro l'1,8%.
Anche il rischio di morte durante il parto era molto più alto nel primo gruppo, il 26,1% contro il 9,2%. Lo studio ha incluso in quest'ultimo caso tutti i decessi per parto, indipendentemente dal fatto che la paziente fosse morta per qualsiasi causa o avesse una malattia o una condizione grave correlata a complicazioni ostetriche comuni. La ricerca ha anche evidenziato come un'infezione da SARS-CoV-2 lieve o asintomatica non fosse associata a un aumento dei rischi in gravidanza.
“I risultati della ricerca sottolineano la necessità per le donne in età fertile o in gravidanza di essere vaccinate e di prendere altre precauzioni contro l'infezione da SARS-CoV-2 - ha affermato Diana Bianchi, direttore dell'Eunice Kennedy Shriver National Institute of Nih Child Health and Human Development (Nichd) - Questo è il modo migliore per proteggere le donne incinte e i loro bambini”.

Fonte: American Journal of Pathology

16/02/2022 14:11:00 Andrea Sperelli


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