Depressione, l'esketamina funziona

Studio italiano conferma l'efficacia del farmaco

Una nuova cura ha mostrato efficacia nei casi di depressione che non rispondono alle terapie convenzionali. A dimostrarlo è uno studio italiano presentato durante il congresso della Società Italiana di Psichiatria che ha analizzato gli effetti dell'esketamina, un derivato della ketamina, sostanza utilizzata già negli anni '70 come anestetico.
"I risultati del nostro studio, che si aggiunge agli studi ed esperienze cliniche che hanno accompagnato il dossier di approvazione anche da parte di Aifa nell'aprile scorso, - dichiarano Massimo di Giannantonio, autore della ricerca e co-presidente Sip insieme ad Enrico Zanalda - dimostrano che la ketamina può risolvere casi molto gravi di depressione di molti malati che non rispondono alla cura, con alle spalle tentativi di suicidio. La nuova molecola anticipa di quindici giorni l'efficacia delle terapie tradizionali che impiegano più settimane prima di dare risultati. I sintomi migliorano già dalle prime ore con effetti più potenti e persistenti rispetto alle terapie standard e sono ben tollerati. Ma - avvisano gli esperti - si tratta di un farmaco di fascia H territoriale ad uso ospedaliero, cioè utilizzato solo negli ambulatori territoriali dei Dipartimenti di Salute Mentale, da impiegare sotto stretto controllo medico e riservato alle sole forme di depressione resistente al trattamento e a rischio di suicidio".
Lo studio, pubblicato sul Journal of Affective Disorders, è firmato da scienziati dell'Università G. D'Annunzio di Chieti e dell'Università di Brescia. Ha coinvolto un totale di 116 pazienti trattati con il nuovo farmaco somministrato per via nasale.
Stando ai dati, oltre il 64% dei pazienti beneficiano di un miglioramento significativo, e all'interno di questo sottogruppo il 40% ha avuto una remissione completa della malattia.
"I primi sintomi migliorano già nell'arco delle prime 24 ore da una singola dose, con risultati molto importanti dopo quindici giorni che, a un mese dal trattamento, aumentano ancora di più e dopo due mesi comportano la remissione completa della malattia in quasi la metà dei pazienti", sottolineano di Giannantonio e Zanalda
Non sono emersi problemi di sicurezza importanti. "L'Esketamina è una molecola specchio della ketamina, vecchio anestetico utilizzato anche come allucinogeno che agisce in un modo del tutto diverso dagli antidepressivi 'classici', che hanno effetto sui livelli della serotonina, il neurotrasmettitore chiamato 'ormone del buonumore' - spiega di Giannantonio -. La nuova molecola agisce invece sul recettore del glutammato per aiutare a ripristinare la connessione tra le sinapsi nelle cellule cerebrali".
"L'effetto della Eskatamina dura nel tempo ed è ben tollerato - sottolineano gli esperti -. Il farmaco può avere transitori effetti dissociativi o ipertensivi ma non provoca conseguenze cognitive come la riduzione della memoria di lavoro o della velocità di pensiero. Si tratta perciò di un'opportunità importante per i pazienti con depressione resistente ma va utilizzata sotto controllo medico mantenendo i pazienti sotto osservazione per circa un'ora dopo la somministrazione".
"Si tratta di un grande passo in avanti per la terapie delle malattie depressive - dicono di Giannantonio e Zanalda - ma serviranno ulteriori studi clinici affinché questa innovazione terapeutica diventi uno strumento nelle mani di tutta la psichiatria italiana. Tuttavia, questi risultati molto promettenti sembrano consentire un'apertura di credito anche nei confronti di altre sostanze psichedeliche, come ad esempio la psilocibina, principio attivo di alcuni funghi allucinogeni ma non potenti come l'LSD. Ciò lascia sperare che, nel futuro, si considerino altre sostanze da studiare e forse anche da utilizzare nella pratica clinica".

13/10/2022 14:32:00 Andrea Sperelli


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