Un anello vaginale protegge le donne dall'Hiv

Il dispositivo contiene la dapivirina, antivirale che blocca l'infezione

Con pochi dollari si può incidere in maniera drastica sulle percentuali di diffusione dell'Hiv, soprattutto in certe zone del mondo. Lo dimostra l'anello vaginale sperimentato nell'Africa subsahariana, zona del mondo fra le più colpite dall'Hiv. Due diverse ricerche, che hanno coinvolto un totale di 4.500 donne, hanno evidenziato l'efficacia del piccolo anello in silicone contenente il medicinale antivirale dapivirina, utile a contrastare la diffusione dell'infezione.
I due studi, pubblicati sul New England Journal of Medicine, sono stati presentati a Boston nel corso del Croi, la conferenza sui retrovirus e sulle infezioni opportunistiche. L'anello ha permesso di ridurre il rischio di infezioni fra il 27 e il 31 per cento. Si tratta di uno strumento utile soprattutto in quei casi in cui l'uomo si rifiuta di utilizzare il preservativo, che rimane comunque il presidio medico migliore per prevenire l'Hiv.
L'anello ha una validità di 5 anni e un prezzo molto basso, circa 5 dollari. Inoltre, è piccolo e non c'è bisogno di comunicare al partner che lo si sta utilizzando. Jared M. Baeten, ricercatore dell'Università di Washington che ha guidato uno dei due studi, spiega: «La speranza era trovare qualche cosa che potesse essere usato da molte donne e che le proteggesse dall'Hiv e ci siamo riusciti. Sono molto ottimista».
L'opzione rappresentata dall'anello, seppur non risolutiva, può costituire un passo in avanti decisivo nelle strategie di prevenzione. Altri studi sulle donne africane avevano tentato di mettere in campo terapie preventive a base di pillole antivirali o gel vaginali, ma con scarsi risultati dovuti soprattutto alla mancanza di aderenza alla terapia delle partecipanti, fenomeno che in questo caso sembra non concretizzarsi.
Un gruppo di ricercatori della Northwestern University ha creato qualcosa di simile. In questo caso, l'anello intravaginale ha una doppia funzione: è cioè in grado di rilasciare nell'organismo un contraccettivo oltre a un antivirale che protegge dall'Hiv e dall'herpes. Il team diretto dall'ingegnere biomedico Patrick Kiser ha pubblicato gli esiti della sperimentazione su Plos One.
Nei test condotti su modello animale, l'anello ha dimostrato la sua efficacia, proponendosi per una sperimentazione clinica sulle donne. Oltre al levonorgestrel, l'anello ideato da Kiser rilascia anche il tenofovir, un comune farmaco antiretrovirale che abbatte il rischio di contrarre l'Hiv o l'herpes.
L'anello ha un'efficacia di 90 giorni e le dosi rilasciate sono inferiori a quelle che dovrebbero essere assunte per via orale per garantire lo stesso effetto.
Allo stesso concetto stanno lavorando altri ricercatori americani, che hanno presentato il loro modello di anello durante il convegno annuale dell'American Association of Pharmaceutical Scientists.
Anche questo anello è basato sul rilascio costante per 90 giorni di una combinazione di tenofovir e del contraccettivo ormonale levonorgestrel. Il tenofovir è l'unico profilattico topico in gel in grado di ridurre al minimo le possibilità di trasmissione dell'Hiv.
Il prodotto è stato concepito da Meredith Clark e David Friend dell'organizzazione CONRAD in collaborazione con la University of Utah ed è formato da segmenti di poliuretano simili a serbatoi che sono singolarmente regolabili per fornire il dosaggio desiderato per i rispettivi farmaci.

23/02/2016 17:15:00 Andrea Sperelli

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