Un target per la memoria a lungo termine

Studio indaga sui meccanismi che ne promuovono la formazione

Uno studio apparso su Nature e firmato da Vijendra Sharma e dal suo team della McGill University di Montréal fa luce sui meccanismi che promuovono la formazione della memoria a lungo termine.
La regolazione della proteostasi rappresenta un punto critico nel consolidamento dei nuovi ricordi. Uno dei modi più efficaci per migliorare la memoria passa attraverso la regolazione della sintesi proteica controllata dal fattore di trascrizione elF2.
La fosforilazione della sub-unità alfa di elF2 (p-elF2α) – elemento centrale della risposta allo stress integrata (ISR) – compromette la formazione della memoria a lungo termine in roditori e uccelli. Di contro, l’inibizione di ISR attraverso la mutazione del sito di fosforilazione di elF2α – inibendo geneticamente e farmacologicamente le chinasi di ISR o mimando p-elF2α ridotta con l’inibitore ISRIB – favorisce la memoria a lungo termine in soggetti sani e malati.
I ricercatori hanno utilizzato la genetica molecolare per sezionare i circuiti neuronali attraverso cui la risposta allo stress integrata seleziona il processo cognitivo.
È così emerso che l’apprendimento ha l’effetto di ridurre la fosforilazione di elF2α nei neuroni eccitatori dell’ippocampo e in un sottoinsieme di neuroni inibitori (quelli che esprimono somatostatina, ma non parvalbumina).
Inoltre, l’ablazione di p-eIF2α in entrambi i tipi di neuroni aumenta la traslazione generale mRNA, sostiene la plasticità sinaptica e migliora la memoria a lungo termine.
In tal modo, la traslazione mRNA elF2α-dipendente controlla il consolidamento mnemonico attraverso meccanismi autonomi sia nei neuroni eccitatori sia in quelli inibitori che esprimono somatostatina.

19/10/2020 16:00:00 Andrea Piccoli

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