Alzheimer, un decalogo per scegliere la struttura migliore

Quando si manifestano sintomi precisi è meglio ricoverare il paziente

L'Alzheimer si candida a essere una delle principali malattie dei tempi moderni. La ragione principale sta in realtà in un dato positivo, ovvero l'allungamento dell'età media. Questo comporta un aumento delle probabilità di soffrire di malattie croniche, e di Alzheimer in particolare, malattia che colpisce il cervello soprattutto dopo i 65 anni.
Confusione, perdita di memoria, disorientamento, progressiva perdita delle proprietà del linguaggio e delle competenze di base sono i sintomi che fanno propendere per una diagnosi di Alzheimer. Una volta ricevuta la diagnosi, i parenti del paziente si chiedono se è il caso di tenere il proprio caro a casa o farlo seguire da un centro specializzato.
La risposta dipende dalla fase della malattia in cui ci si trova. L'Alzheimer, il cui sviluppo può protrarsi anche per 15 anni, di per sé non è mortale, ma porta con sé l'aumento del rischio di infezioni e di altre cause di morte. Nelle prime fasi la soluzione ideale per il malato è quella di rimanere in casa, soprattutto se non si manifestano disturbi del comportamento.
Solo quando si verifica un aggravamento - segnalato dall'insorgenza di disturbi del sonno, mancato riconoscimento dei familiari - è bene ricorrere a un centro specializzato.
Per sceglierlo, secondo Stefano Cappa, professore di Neurologia allo Iuss di Pavia e responsabile del Centro di ricerca sulle demenze del Mondino, bisogna seguire una lista di 10 regole in base alle caratteristiche che ogni struttura sanitaria dovrebbe avere:

1) La struttura deve essere di qualità, deve possedere una conoscenza specifica della malattia ed essere preparata alla sua gestione.
2) Il personale sanitario e non deve avere competenze adeguate e specifiche.
3) L'ambiente deve consentire al paziente di muoversi liberamente, ovviamente seguito dal personale.
4) Il centro deve essere particolarmente attento all'alimentazione. Il malato deve seguire una dieta mediterranea, quindi povera di grassi e ricca di verdure.
5) Deve essere offerta la possibilità di praticare esercizio fisico, quindi meglio preferire un centro che abbia una palestra al suo interno.
6) Anche il gioco è fondamentale. L'attività ludica può stimolare l'apparato cognitivo.
7) Musica e ballo sono altre attività che possono aiutare il paziente a rimanere “aggrappato” alla vita e a non scivolare nel buio cui conduce la malattia.
8) Il centro dovrebbe favorire la socialità, utilizzando anche volontari esterni che organizzino attività specifiche.
9) La struttura dovrà naturalmente porre estrema attenzione alla terapia farmacologica, prendendo in considerazione anche l'introduzione di farmaci sperimentali.
10) L'ambiente deve essere pensato per i malati, quindi corredato da segnalazioni chiare e privo di percorsi tortuosi e difficili da ricordare. Magari aiutandosi con i colori, chi progetta o ristruttura un edificio destinato a ospitare malati di Alzheimer deve pensare a un ambiente il più possibile semplice e lineare.

06/10/2021 11:00:00 Andrea Sperelli


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